L’AVVOCATO DANIELA SANTELLI LA SUA PASSIONE PER IL CALCIO E IL SUO SOGNO DI PORTARE UN RAGAZZO IN SERIE A

L’AVVOCATO DANIELA SANTELLI LA SUA PASSIONE PER IL CALCIO E IL SUO SOGNO DI PORTARE UN RAGAZZO IN SERIE A
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L’INTERVISTA: LE RISPOSTE DI DANIELA SANTELLI TRA PASSIONE E RAGIONE

di Giovambattista Rescigno

Le donne ed il mondo del calcio, per sapere cose attrae in una donna il rettangolo di gioco, ne parliamo con Daniela Santelli, procuratrice calcistica e responsabile Nazionale della Esse Calcio, ma non parleremo solo di calcio, poiché Daniela svolge la sua attività primaria di avvocato in provincia di Cosenza, scrittrice e prossimamente un suo romanzo darà spunto ad un film per il grande schermo.

Daniela il suo incarico influisce in qualche modo sulla sua vita di ogni giorno? “Assolutamente no. Ricopro la carica di Responsabile Nazionale Esse Calcio da quasi tre anni e lo faccio sempre con entusiasmo e soddisfazione. Grazie ai nostri stage, siamo riusciti a realizzare tanti sogni di calciatori e calciatrici. E questo lo devo a tutto lo staff tecnico di Esse e ai miei Presidenti Salvo Grasso e Massimo di Mauro. Penso che tutto ciò che fai con passione, ti solo arricchisce”.

Il mondo degli amanti del calcio, quello dei tifosi più accesi secondo lei come vede gli arbitri donna? “Credo che orami le donne nel calcio stiano raggiungendo un livello importante. E non parlo solo della categoria arbitri. Anche di calciatrici e perché no anche di procuratrici sportive. Io ne sono un esempio. Ricopro una carica nazionale pur essendo donna. Oramai non siamo più il sesso debole, bensì quello forte”.

Cosa prova ogni volta che scende nel rettangolo di gioco, sia quale procuratrice l’altra come responsabile nazionale della di esse calcio? Il calcio per me è sempre stato una passione da quando ero piccola. Guardavo con il mio papà le partite in tv. Il rettangolo di gioco mi fa vibrare il cuore e calcarlo da un paio di anni con una carica importante, mi rende ancora più orgogliosa”.

Quale è stata la prima reazione della sua famiglia, quando ha fatto sapere loro che avrebbe calcato i rettangoli di gioco, che fino a qualche tempo fa era un regno solo maschile? “La mia famiglia è sempre stata consapevole che io sono una temeraria e che mi piace andare controcorrente. Hanno appoggiato la mia scelta, così come fanno sempre, quando sanno che queste scelte mi rendono felice”.

Quanto ha dovuto lottare prima con se stessa e poi con gli altri per far comprendere ai più duri che il mondo del calcio è anche delle donne e che anche in tante città del meridione ci sono squadre rosa che competono a livelli alti nelle categorie? “Sicuramente le donne a volte non vengono prese sul serio in questo mondo. Poi se sono anche belle a volte gli uomini ne “approfittano”. Ma grazie ad Esse Calcio e alla mia onestà intellettuale, sono riuscita a farmi rispettare. I risultati parlano, il resto, sono solo parole al vento”.

È notorio che lei ha una vasta collezione di scarpe e stivali da donna, innanzitutto da dove nasce questa passione, e poi tra i vari modelli ha in collezione anche quelle da calcio, se si quale posto occupano nelle sue scarpiere? “Ognuno di noi colleziona qualcosa credo nella vita. Io colleziono scarpe e stivali. Fin da piccola l’ho fatto. Certo in quel momento non potevo acquistare tacchi, ma ballerine. Ricordo che i miei genitori me le compravano di tutti i colori e a scuola tutti pensavano avessi un negozio di scarpe. Quelle da calcio le lascio ai professionisti”.

 

Diamo uno sguardo al campionato di casa nostra lei crede che il Napoli quest’anno riuscirà a concludere il campionato al primo posto in classifica? Io sono dichiaratamente interista. Ma ho sempre simpatizzato per il Napoli. Da piccola ero innamorata di Diego Armando Maradona. Da allora il Napoli è sempre stato nel mio cuore. E se non dovesse vincere il campionato la mia Inter, spero lo vinca il Napoli”.

 

L’importanza della crescita delle nuove generazioni affidata alle scuole calcio. lei quanto ritiene che tali impegni possano distogliere i giovani da altro? “Io ho sempre consigliato ai calciatori e alle calciatrici, di coltivare la passione per il calcio. Ma senza farsi influenzare troppo dai genitori, che purtroppo spesso rovinano i figli, né tantomeno da sogni effimeri che a volte i miei colleghi procuratori fanno intendere. Bisogna pensare prima di tutto allo studio e al lavoro. Sappiamo, che solo uno su mille ce la fa. Quindi la priorità sempre a ciò che nella vita può darti sicurezza”.

 

Un’ultima domanda: avvocato, scrittrice, procuratrice, dirigente cosa dobbiamo aspettarci ancora da Daniela Santelli? “Daniela Santelli è una donna che vive di passioni e quindi cerca di coltivarle tutte. Dal calcio alla scrittura. Queste cose sono linfa vitale per me. Non potrei mai pensare di annoiarmi. Ritengo la noia deleteria. Ho realizzato un paio di sogni, la pubblicazione del libro, un progetto cinematografico, una nomina importante nel mondo del calcio, me ne resta uno. Portare un calciatore in serie A. Ho sott’occhio un giovane ragazzo molto valido, lui potrebbe essere quello giusto. Ma lo scopriremo solo vivendo”.

 

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GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

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