LA QUADRATURA DEL CERCHIO

LA QUADRATURA DEL CERCHIO
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UNO SGUARDO DA PONTE

di Domenico Ocone

Il consiglio straordinario dei ministri per l’energia della EU che si è riunito venerdì a Bruxelles ha prodotto un risultato poco più che interlocutorio per quanto riguarda i provvedimenti necessari a attutire il caro energia. Sono stati raggiunti accordi di massima sulle misure da adottare quali un’ottimizzazione dei consumi, la tassazione degli extraprofitti e simili, ma l ‘argomento tetto comune al prezzo del gas è stato rinviato. Sarebbe superfluo non sottolineare, ancora una volta, quanto sia importante trovare una soluzione del problema condivisa da tutti i paesi della EU e non sottovalutare la reale portata della decisione di Berlino, di tutelarsi cioè in completa autonomia da Bruxelles. Già al primo impatto, quel modo di agire del Reichstadt ha destato l’idea di una deriva sovranista di quel paese che, in particolare nel frangente attuale, suona come una nota stonata nella sinfonia che dovrebbe essere eseguita dalla EU e solo da essa. Ciò va oltre la necessità che la Casa Comune eviti con cura di dare segnali di cedimento della sua costruzione al resto del mondo. Quanto scritto ha il valore di una mancanza di senso di appartenenza di carattere generale. Quanto ne segue, di ordine pratico, turba invece la normale dinamica dei mercati per quanto riguarda l’offerta. In dettaglio, il comparto produttivo tedesco, grazie a quegli aiuti, si troverà a poter praticare prezzi più concorrenziali di quelli dei prodotti e servizi offerti dai competitori stranieri. Altrettanto la domanda, in particolare quella dei consumatori finali, sarà supportata da una maggiore capacità di spesa originata dallo stesso provvedimento pubblico. E non sarà un aiuto di poco conto, soprattutto in quanto, al momento, l’inflazione nell’ eurozona è già cresciuta del 10% in ragione d’anno. È chiaro che per la Germania tale manovra, che dovrebbe avere, come accennato, un valido effetto sull’ economia rappresenta, anche per le sue dimensioni, una carta giocata dopo attenta riflessione, comunque non d’ impulso. Costruire un’operazione finanziaria di una portata del genere non richiede giorni o settimane per la sua messa a punto, bensì mesi, lavorando con impegno. La risposta che da Berlino potrebbe facilmente dare quella Cancelleria, è che per metterla in piedi non batterà cassa a Bruxelles. Volendo significare che, piuttosto che affogare, farebbe come un naufrago che, da solo e senza scrupoli, si attacca all’appoggio meno difficile da utilizzare e contraddice così la logica del mutuo soccorso. Inoltre avrà sicuramente un effetto rebound che dipenderà ancora una volta dai malesseri diffusi a ampio raggio, perché oltre la guerra ai confini orientali dell’Europa, sono da tenere in considerazione anche i danni della pandemia. La stessa che non è mai cessata e sembrerebbe voler riprendere forza. Con tutta il rispetto per il merito creditizio di Berlino, quando l’economia è scossa da fenomeni perversi difficilmente prevedibili e curabili, ne subisce gli effetti negativi che si fanno sentire dovunque al suo interno. Cosa diversa è se il debitore verso il sistema creditizio è un’entità variegata di paesi come la EU: facendo un paragone tirato un pò per i capelli, la sua forza contrattuale sui mercati finanziari può essere paragonata a quella di un consorzio fidi del genere di quelli esistenti ormai da tempo nell’ imprenditoria privata. Peraltro questi ultimi riescono a spuntare condizioni sensibilmente migliori di quelle ottenibili da un singolo. Questa considerazione introduce altri argomenti che non fanno stare tranquilli nè il mondo della produzione nè le famiglie. Si tratta del rialzo del tasso di interesse praticato dagli istituti centrali. In questo particolare momento, gli stessi intendono praticarli nel tentativo di tenere sotto controllo il tasso di inflazione. La FED negli USA è andata giù con peso e per la fine dell’anno il tasso del dollaro dovrebbe attestarsi sul 5% da zero o poco più che era all’inizio dell’anno. In quell’ordine di idee o poco distante si sta ponendo la BCE per l’euro. Venerdì pomeriggio, intervenendo a un convegno di settore a Firenze, il governatore della Banca d’Italia Visco ha inviato un appello accurato a dosare quella manovra con la bilancia di precisione. Ha aggiunto inoltre che, se si va oltre limiti sopportabili dal sistema Europa, si corre il rischio che alla recessione possa aggiungersi la stagnazione. Allora i problemi economici già esistenti potrebbero debordare per tutti i paesi della EU, Germania compresa. Ritornando nei confini del Bel Paese, l’esigenza principale è che il convoglio governo riparta. Ciò dovrà avvenire nel più breve tempo possibile, dando bando ai discorsi estranei al buon funzionamento dell’esecutivo. Non è un caso se nel contado casi del genere vengono paragonati a quello del comportamento di alcune pecore intente a belare a cui altre sottraggono l’erba. I comportamenti dei naufraghi prima descritto potrebbe farsi largo con prepotenza. L’augurio è che ciò non accada e la mutualità diventi un principio stabile e non aggirabile per chiunque. In una Europa ben governata ciò non dovrà assolutamente verificarsi, anche se, per cominciare, in dosi ridotte.

 

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DOMENICO OCONE

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