HAARLEM IN OLANDA: PRIMA CITTA’ AL MONDO A VIETARE LA PUBBLICITA’ DELLA CARNE

HAARLEM IN OLANDA: PRIMA CITTA’ AL MONDO A VIETARE LA PUBBLICITA’ DELLA CARNE
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UN TERZO DI TUTTE LE EMISSIONI DI CALORE DEL PIANETA DERIVANO DALLA PRODUZIONE ALIMENTARE GLOBALE

di Catalina Mioara Georgescu

 

La carne: un prodotto ritenuto responsabile della crisi climatica… Haarlem in Olanda sarà la prima città al mondo a vietare la sua pubblicità a partire dal 2024

La città olandese di Haarlem, situata a ovest di Amsterdam con i suoi 160.000 abitanti sarà la prima al mondo a vietare ogni tipo di pubblicità relativa alla carne in tutti gli spazi pubblici. Questa iniziativa parte proprio dal più ampio progetto del governo dei Paesi Bassi, riguardando la riduzione del consumo di carne e gli allevamenti di bestiame, con un terzo del totale dei capi entro il 2030, per dimezzare la concentrazione di azoto nei terreni e le “emissioni di gas serra”.

Il divieto si applicherà a partire dal 2024, dopo aver aggiunto la carne all’interno di un elenco di prodotti ritenuti in grado di contribuire alla crisi climatica, e per questo la pubblicità non sarà consentita sui mezzi pubblici, sulle pensiline o sugli schermi degli spazi pubblici della città. Ma il divieto non sarà limitato solo alla carne, ma riguarderà anche i voli per le vacanze e le auto che funzionano con combustibili fossili.

Ovvio che la decisione ha suscitato le proteste delle aziende del settore, secondo cui il comune starebbe “esagerando nel dire alla gente cosa è meglio per loro”…

Il Consigliere comunale del partito ecologista GroenLinks, Ziggy Klazes, in una sua intervista da parte di Haarlem105 (canale radiofonico), ha sostenuto come l’amministrazione non stia vietando il consumo di carne o occupandosi di ciò che le persone cucinano o arrostiscono nella loro cucina. “Se le persone vogliono continuare a mangiare carne non glielo impediremo, ma non possiamo dirgli che c’è una crisi climatica e, allo stesso tempo, incoraggiarle a comprare prodotti che fanno parte delle cause di questa stessa crisi”.

È notevole che il comune di Haarlem stia organizzando una grande campagna di affissione di manifesti per dire che puoi essere te stesso ed amare chi vuoi, ma se ti piace la carne invece dell’erba tenera, “la brigata dei partigiani” verrà a dirti che sei completamente sbagliato”, ha affermato Sander van den Raadt, leader del gruppo Trots Haarlem, facendo riferimento al sostegno del governo locale ai diritti LGBT. Ad opporsi a questa decisione anche il partito di destra BVNL, che ha definito: “una violazione inaccettabile della libertà imprenditoriale” e ha detto che “sarebbe fatale per gli allevatori di suini”. “Vietare le pubblicità per motivi politici è quasi dittatoriale”, ha evidenziato Joey Rademaker, consigliere locale del partito.

Secondo alcuni pareri il divieto potrebbe violare la libertà di espressione e portare a cause legali intentate dai protagonisti del settore, uno dei più floridi nei Paesi Bassi, dove secondo Statistics Netherlands circa il 95% delle persone mangia carne, ma più della metà non lo fa tutti i giorni. Una ricerca effettuata di Greenpeace ha calcolato che, al fine di raggiungere l’obiettivo dell’Ue di emissioni nette zero entro il 2050, il consumo di carne deve essere ridotto a 24 kg per persona all’anno, mentre la media attuale è di 82 kg. In Olanda si ferma a 75,8 kg, ma il Paese risulta il maggior esportatore di carne dell’Ue.

Questa misura è un seguito a quelle adottate da Amsterdam e L’Aia, che hanno già vietato le pubblicità dell’industria aeronautica e dei combustibili fossili.

Un terzo di tutte le emissioni del calore del pianeta derivano dalla produzione alimentare globale!

In conclusione, secondo diversi studi riportati anche dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), le emissioni di gas serra dovute agli allevamenti di bestiame sarebbero pari a circa 7,1 giga-tonnellate all’anno, che sarebbero circa 14,5% di tutte le emissioni di CO2 dovute agli esseri umani. Purtroppo, l’impatto ambientale degli allevamenti viene delle foreste abbattute per far spazio ai pascoli, e dai fertilizzanti necessari per i mangimi, i quali essendo ricchi di azoto inquinano aria ed acqua. Inoltre mucche e maiali producono metano in grandi quantità, incrementando i gas serra.

La decisione si inserisce in un periodo ad altissima tensione sulle questioni agricole, dopo che il governo guidato da Mark Rutte ha varato un piano di riduzione delle emissioni, volto a tagliare drasticamente alcune attività, in particolare quelle connesse agli allevamenti intensivi. Interi mesi di proteste, condotte con trattori, blocchi stradali, scarichi di letame e la comparsa di una bandiera nazista, il ministro dell’agricoltura si è dimesso, reputandosi non adatto a gestire una crisi di tale portata.

La scelta di Haarlem potrebbe accendere nuove micce nel campo minato della transizione ecologica!!!

 

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CATALINA MIOARA GEORGESCU

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