AL QARAFA O IL LUOGO IN CUI I VIVI CONVIVONO CON I MORTI

AL QARAFA O IL LUOGO IN CUI I VIVI CONVIVONO CON I MORTI
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AL QARAFA IL SEPOLCRETO INSERITO NEL PATRIMONIO CULTURALE DELL’UNESCO

di Andreea Arsene 

All’interno di un’area che si estende per quattro miglia, non più e non meno di 1000 ettari, a nord e a sud del Cairo si trova la necropoli di Al Qarafa, un quartiere che ospita cinque cimiteri interconnessi, ritenuto il più antico luogo di sepoltura dei morti nell’era musulmana mondo. Il sepolcreto fa parte del patrimonio culturale dell’UNESCO.  Ciò che è veramente scioccante di questo luogo è che una classe sociale di persone svantaggiate ha scelto di vivere accanto ai morti nelle cripte funerarie.  Nella vasta rete di cimiteri di Al Qarafa sono state sepolte personalità di alto rango nel corso della storia, tra cui re, élite religiose, grandi saggi, che riposano in grandiosi mausolei e anche coloro che dormono il loro sonno eterno in povere cripte perché privi di uno status sociale importante.  Questo aspetto può essere osservato dall’aspetto delle tombe.  Negli anni ’60 Al Qarafa divenne una zona residenziale a causa dei numerosi egiziani che vi si stabilirono, alcuni dei quali sviluppando attività commerciali, posti di lavoro e una rete di trasporti, in altre parole una piccola infrastruttura che aiuta la popolazione a vivere in condizioni accettabili.  Se per molti di noi la parola cimitero ha una connotazione negativa perché esprime paura, per i residenti di questo quartiere l’esistenza portata dietro a chi è scomparso è uno stato assolutamente naturale. 

Giustificano il loro atteggiamento con l’insensibilità dei morti, che considerano innocui, rispetto ai vivi che sono spesso imprevedibili.  Sebbene non ci siano fonti che specifichino quanti abitanti vivano nella necropoli, si stima comunque che il loro numero sia intorno al mezzo milione. I dati storici attestano la comparsa dell’insediamento urbano nell’anno 642 B:HR durante la conquista dell’Egitto da parte di un comandante militare egiziano chiamato ‘Amr ibn al-‘As.  In precedenza la città del Cairo si chiamava Fusat e nel tempo fu popolata da numerose tribù musulmane, tra le quali la più importante fu quella appartenuta al profeta Maometto.  Queste tribù stabilirono cimiteri che si espansero notevolmente nel tempo, diventando il quartiere funerario di Al Qarafa. A causa della particolare architettura dei complessi funerari, il quartiere è diventato un’attrazione turistica per i visitatori, ma molti di loro considerano la presenza di persone un atto di profanazione di un luogo considerato sacro, mentre altri turisti guardano la situazione in modo diverso, affermando che hanno vissuto un’esperienza completamente nuova.  La verità è che l’accelerato processo di urbanizzazione degli anni ’80 in Egitto e la crisi abitativa hanno costretto questi migranti a improvvisare rifugi in cripte funerarie.  Nel labirinto funerario che custodisce le tombe di alcuni illustri personaggi storici è presente una rete criminale che si occupa di derubare coloro che   visitare questi mausolei.  Le ONG che si occupano della conservazione del patrimonio storico prevedono che in un prossimo futuro la necropoli scomparirà, grazie ai piani di sviluppo urbanistico che prevedono la realizzazione di un’autostrada lungo il quartiere, i lavori di demolizione partiranno già nel 2020, essendo sostenuti dal governo egiziano.  Ai residenti è stato avvertito di lasciare l’area con due settimane di anticipo, ma alcuni si sono rifiutati di andarsene e hanno dovuto guardare i bulldozer scavare le tombe dei parenti e i loro resti sparpagliati ovunque.  Il progetto infrastrutturale deciso dal governo egiziano cancellerà oltre un millennio e mezzo di storia dalla faccia della terra, un vero dramma che avrà conseguenze a lungo termine.

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ANDREEA ARSENE

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