THE HANGING SUN: L’ALBA ALL’ULTIMA SERATA SUL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA

THE HANGING SUN: L’ALBA ALL’ULTIMA SERATA SUL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
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IN UN FILM LA STORIA DI DUE MONDI DIVERSI CHE NON POSSONO FARE ALTRO CHE INCONTRARSI

di Trisha Mcree

Lido del Cinema di Venezia, ore nove in punto. Nelle sale sta per essere trasmesso l’ultimo capolavoro di Francesco Carrozzini l’adattamento cinematografico del romanzo di Jo Nesbø “Sole di mezzanotte”. Lo scenario ha un che di straordinario, come solo la natura incontaminata di posti come la Norvegia può regalarci, un thriller di una semplicità di trama disarmante ma ciò che colpisce più lo spettatore sono le pause, le parole non dette, i sentimenti inespressi, che gridano degli sguardi dei personaggi, personaggi che sin dal primo istante sfidano chi li osserva ad entrare nelle loro vesti con personalità forti e combattute, dilemmi morali, e sentimenti contrastanti.

Ma seppur chiare e semplici, le dinamiche hanno un che di complesso, come il rapporto che John ha con suo padre, un serial killer che lo ha adottato e cresciuto per seguire le sue orme, ora che si rifiuta di uccidere ancora, o il rapporto padre figlia che Lea ha con Jacob suo padre e pastore della chiesa del paese che dopo che la stessa ha subito il lutto del marito stesso vivendolo come una sorta di liberazione, vuole obbligarla a risposarsi il prima possibile, malgrado le proteste di lei. Due mondi completamente diversi, che fuggendo o restando e combattendo, non potranno fare altro che incontrarsi per creare un nuovo piccolo mondo a parte in cui ad entrambi è concesso ciò che prima non avevano: una scelta.

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TRISHA MCREE

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