INSIEME APPASSIONATAMENTE. “GROTTAGLIE NEXT” CON A CAPO D’ALO’ GLI “EREDI” DELLE AMMINISTRAZIONI VINCI, BAGNARDI E ALABRESE.  Seconda parte/4

INSIEME APPASSIONATAMENTE. “GROTTAGLIE NEXT” CON A CAPO D’ALO’ GLI “EREDI” DELLE AMMINISTRAZIONI VINCI, BAGNARDI E ALABRESE.  Seconda parte/4
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D’ALÒ E SUD E IN MOVIMENTO, RIVENDICANO DI AVER OSTACOLATO L’APERTURA DELLA DISCARICA APERTA NEL 2004 – IN QUEL TEMPO -ERANO ANCORA ALL’UNIVERSITA’ O TORNATI DA POCO.

di Vito Nicola Cavallo

Siamo ad un anno dalla costituzione di quel Sud in Movimento, che oggi risponde solo se qualche consigliere si “emoziona”. Non si ha nota di questo attivismo, almeno, i giovani “sudmovimentisti” partecipassero da osservatori alle iniziative del comitato, ce lo diranno!!?

Andiamo avanti nel tempo, diversi cittadini amministratori (e relativi sostenitori esterni), che oggi compongono la “variegata” maggioranza daloniana, al tempo, “calpestavano” gli storici pavimenti della sezione dedicata al grande sindaco “Salvatore Perduno” di piazza Vittorio Veneto.

Gli anni passano, la discarica è ormai in fase di esercizio, non si può tornare indietro nella decisione, ma un gruppo di giovani volenterosi, contrari alla discarica, iniziano sit in di protesta, che sortiranno l’unico risultato dell’elezione a sindaco di Ciro D’Alò. Iniziano ad arrivare le somme dovute dalla gestione della discarica al Comune di Grottaglie, la gestione è “subita” dal sindaco Bagnardi ed Alabrese, che prima della fine del mandato esprime parere contrario all’ampliamento della discarica in una conferenza dei servizi, in cui era presente in sua vece, l’assessore all’ambiente e vice sindaco Maurizio Stefani (consigliere comunale con Bagnardi), oggi assessore all’ambiente del sindaco D’Alò. E per ironia della sorte l’amministrazione D’Alò sta per concedere la realizzazione di una cava adiacente alla discarica, dopo cosa si farà di quel buco?

 E proprio dopo la giunta Alabrese, Ciro D’Alò – consigliere d’opposizione all’amministrazione Alabrese- “conquista” la prima poltrona di via Martiri d’Ungheria, “forte” di una sbandierata opposizione alla discarica, che come abbiamo scritto non abbiamo riscontrato nel periodo del varo della stessa 2004-2005. 

Il primo mandato ammnistrativo di D’Alò, sostenuto per lo più da liste civiche e dal suo movimento associativo Sud in Movimento (nato nel 2004), viene caratterizzato dalla chiusura al traffico del centro storico e dell’avvio di qualche opera edile, spacciata per rigenerazione urbana. A metà mandato si materializza il cambio della “guardia” alla direzione assessorile all’ambiente, fuori l’avvocatessa Mariagrazia Chianura, dentro l’attuale consigliera comunale Carbotti. Mariagrazia Chianura in merito ai tre milioni di euro di royalties dalla discarica “sfumate” dalle casse comunali, e contenuto nell’interpello dell’Avvocato Michele Mirelli alla Corte dei Conti-Sezione Regionale di controllo per la Puglia. Approfondimento, quello dell’Avv. Chianura “fuori dal coro” della coalizione GROTTAGLIE NEXT, e che qualcuno sembrerebbe non aver “gradito”, e che riportiamo per ricordare la tematica, Chianura scriveva “in merito della questione royalties, cioè del ristoro economico che la società avrebbe dovuto versare al Comune e che, fino ai primi mesi del 2015, aveva versato. Il 25 ottobre del 2000 il Comune di Grottaglie e la Ecolevante Spa, firmarono una convenzione, che obbligava la società che gestiva la discarica a versare al comune l’8,5 % (poi 9%) del fatturato (al netto di IVA e ecotassa) a titolo di ristoro ambientale per l’impianto già esistente, ristoro che sarebbe stato calcolato previo invio di comunicazione dei dati da parte della società al comune. Fino ai primi mesi del 2015 (ndr, amministrazione Alabrese), l’invio dei dati e il pagamento delle royalties possono definirsi regolari. Succede però, che dal 3° trimestre del 2015 la società, diventata nel frattempo LineaAmbiente srl, non versi più il ristoro nelle casse comunali. A dicembre 2016 la giunta (ndr, amministrazione D’Alò), di cui facevo parte, dopo aver inviato le rituali diffide alla società nei mesi precedenti per il recupero delle somme, dava mandato al proprio ufficio legale di iniziare la procedura per l’arbitrato. Procedura lunga, al termine della quale il collegio arbitrale stabiliva che (pag. 25 dell’arbitrato) l’istante (il Comune) “… per quanto attiene la somma di euro …. riferibili al terzo trimestre del 2015, ha precisato che detto importo non era stato fatturato”.

Lo stesso collegio riconosceva l’intero importo richiesto per il 2016 (pag. 26), anno nel quale le fatture furono emesse e nel corretto importo, perché le somme risultavano evidenziate nella nota integrativa al bilancio della società chiuso a fine dicembre 2016. Ma non riconoscendo, invece, gli importi per il 2017, perché calcolati in via presuntiva dal comune, il quale, in mancanza di comunicazione da parte della società, che pure in base alla convenzione avrebbe dovuto inviare i dati, aveva effettuato un calcolo su quanto indicato nella relazione sulla gestione che però non si riferiva solo alla discarica di Grottaglie ma a più impianti di proprietà della medesima società. Quindi, per capirci: il 2015 non viene riconosciuto perché mancano le fatture. Il 2016 viene riconosciuto del tutto. Il 2017 non viene riconosciuto perché non si capisce su quale importo debba essere calcolato il ristoro, non avendo fornito, LA SOCIETA’, dati precisi. La documentazione della discarica la conosco bene. E ricordo una cosa precisa. Dal 2000, anno della convenzione sulle royalties, la discarica di Grottaglie subì una serie di modifiche, che non riguardarono solo l’impianto, (con ampliamenti e nuovi lotti), ma anche la stessa società che lo gestiva e l’importo delle royalties, che passò dall’8,50% pattuito all’inizio, al 9% degli anni seguenti (come di legge a pag.19 del Lodo).” L’Avvocato Chianura  pose delle domande, che sono proprio quelle dei grottagliesi, fiduciosi di una risposta a breve tempo, e prosegue “ora, è mai possibile che un Ente pubblico, in considerazione di tutte queste modifiche, dopo la prima convenzione del 2000, non si sia mai, MAI, preoccupato di firmare una nuova convenzione con la Linea Ambiente, che tenesse conto di tutti i cambiamenti avvenuti? È mai possibile che, nel 2015, al comune di Grottaglie NESSUNO si sia preoccupato di emettere le fatture per importi già maturati? È mai possibile che fino al luglio 2016 NESSUNO abbia messo in mora una società che produceva un così grande impatto ambientale e che non stava versando il ristoro? Chi è che dovrebbe rispondere di queste mancanze? Il danno ai cittadini chi l’ha causato?”

In conclusione l’ex assessore Chianura lanciava il “guanto di sfida” a chi poteva agire, e dichiara “Io vi invito a leggere le varie delibere di quegli anni per rispolverare la memoria, su chi c’era e c’è ancora. All’opposizione e in questa nuova maggioranza che sa molto di anni 2000. D’altronde, vanno di moda. (Ah, sono ovviamente disponibile ad un confronto pubblico, carte alla mano, con chi dia una lettura diversa del lodo e della sentenza!)”. DOMANI LA TERZA PARTE

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Redazione

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