CIVITANOVA, NIGERIANO UCCISO A BASTONATE DA UN SALERNITANO ALLA PRESENZA DI TANTA GENTE MA NESSUNO INTERVIENE

CIVITANOVA, NIGERIANO UCCISO A BASTONATE DA UN SALERNITANO ALLA PRESENZA DI TANTA GENTE MA NESSUNO INTERVIENE
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CONDANNA DAL MONDO POLITICO, PIÙ TUTORI DELL’ORDINE IN STRADA PER LA PREVENZIONE E REPRESSIONE DEI CRIMINI. UNA VERGOGNA ITALIANA

di Giovambattista Rescigno

Sono da poco passate le ore 14.00 a Civitanova Marche, su corso Umberto I, quando Alika Ogorchukwu, venditore ambulante di origine nigeriane appoggiato ad una stampella a seguito di un pregresso incidente si avvicina ad una coppia per cercare di vendere loro una confezione di fazzoletti di carta. In un istante si scatena la furia dell’uomo, che inizia a colpire il venditore anche con l’uso della stampella dello stesso, dopo poco Alika finisce al suolo, l’uomo si accanisce ancor più su di lui, mentre la gente guarda inorridita, curiosa, armata di telefonini con i quali effettua la ripresa, ma nessuna si lancia sull’uomo per bloccarlo, qualcuno urla anche “Lo uccidi così”, ma nessuno interviene, l’aggressore Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, nato in Austria, ma residente a Salerno, e da poco tempo domiciliato in Civitanova Marche, si siede su di lui ed allora placa la sua ira quando si accorge che Alika è morto, poi si impossessa del suo telefono cellulare e va via. Intanto sul posto giungono sia il personale medico del 118, che gli uomini della polizia di stato che poco distante, su indicazione dei presenti che fino ad allora erano rimasti inermi, se non indifferenti, tutti intenti a guardare lo spettacolo, come ai tempi dei romani, quando il popolo assisteva allo spettacolo dei gladiatori nelle arene, invece di intervenire in soccorso della vittima, e soccorrere il malcapitato. Chi conosceva il ‘de cuius’, lo descrive come una persona serena, tranquilla, padre di un bambino, e reduce da poco da un incidente stradale, era stato investito mentre era in bici da un automobilista ubriaco L’assassino, ha cercato di difendersi, riferendo che Alikja, aveva fatto degli apprezzamenti pesanti alla sua fidanzata Secondo altri testimoni Alika, sarebbe stato insistente nel tentare di venderle la sua merce., ed avrebbe pronunciato solo la frase “Bella compra i miei fazzoletti. Mi dai un euro”? Ferlazzo ora è rinchiuso nel carcere di Montacuto con l’accusa di omicidio volontario e rapina, dove è stato tradotto, non prima di aver confessato e aver chiesto scusa alla famiglia della vittima “Chiedo scusa alla famiglia della vittima” parole che ha detto al suo difensore che le ha riportate poi alla stampa. La polizia ha ricostruito i fatti grazie anche alle testimonianze dei passanti e dalle immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza installate lungo corso Umberto I, quindi la vicenda sarebbe andata come riferito in conferenza stampa presso il commissariato di Civitanova Marche: “L’aggressore ha inseguito la vittima, prima l’ha colpita con una stampella, l’ha fatta cadere a terra, e l’ha finita fino a causarne la morte colpendola ripetutamente con le mani nude. Poi, dopo averla tramortita, ha sottratto il cellulare. Sarebbe questa, secondo la polizia, la ricostruzione dell’aggressione e uccisione di Alika. L’omicidio è aggravato dai futili motivi.

Non sono mancate a Civitanova Marche proteste da parte della comunità nigeriana radicata sul territorio e anche in tutta la provincia di Macerata, non sono mancati momenti di tensione. I manifestanti hanno invocato un processo immediato e di evitare la lungaggine dei tempi giudiziari.

Aspra condanna è stata espressa dagli esponenti della politica italiana sia di centrosinistra che centrodestra. La richiesta di più polizia e Carabinieri per strada per prevenire e reprimere crimini in genere è stata espressa da Salvini, Meloni, Conte, Tajani, Letta.

È impensabile, che l’uomo possa diventare una bestia, e si scagli contro l’altro uomo, solo perché era stato insistente, nel voler vendere fazzoletti per sopravvivere, è inconcepibile che la parola, o complimento, apprezzamento, come chiamar si voglia “bella” possa scatenare una così forte violenza, e risvegliare l’animo già sicuramente inquieto e poco razionale di un soggetto. È impensabile, che oggi girino per strada si possono incontrare soggetti come il Ferlazzo, ed è inconcepibile che la gente sia solo brava ad intervenire dalle tastiere dei telefoni e dei computer, essere sempre attraverso gli scritti pronti ad intervenire e fronteggiare anche l’uragano, e poi all’atto pratica, essere indifferenti e capaci solo di filmare e mettere in rete. Una vergogna tutta italiana, dall’una e dall’altra parte.

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GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

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