INTERVISTA: ORIETTA BERTI, UNA VITA ALL’INSEGNA DELLA MUSICA E DELL’AMORE (SECONDA ED ULTIMA PARTE)

INTERVISTA: ORIETTA BERTI, UNA VITA ALL’INSEGNA DELLA MUSICA E DELL’AMORE (SECONDA ED ULTIMA PARTE)
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OGGI VI PROPONIAMO LA SECONDA ED ULTIMA PARTE DELL’INTERVISTA ALLA FANTASTICA ORIETTA BERTI. PER COLORO CHE SI FOSSERO PERSI LA PRIMA PARTE DELLA NOSTRA CHIACCHIERATA, IL LINK IN QUESTIONE È https://ilgiornale.artestv.it/2022/07/06/orietta-berti-intervista-a-una-donna-straordinariamente-generosa-unartista-vera/    

di Giulia Quaranta Provenzano

Qual è l’istante in cui, se realmente un tale istante esiste, un cosiddetto “emergente” capisce che non lo è più? Non esiste alcun istante in cui “si è arrivati” perché ogni giorno, in questo lavoro – ossia nella musica, così come nello spettacolo, si ricomincia tutto da capo. È un po’ dura come affermazione, ma è la verità. Per tale motivo ogni nuovo progetto, ogni nuova produzione, è un esame. Dopo 55 anni ++ di carriera, a volte ripenso a tutto quello che insieme a mio marito Osvaldo e ai miei collaboratori abbiamo fatto… ed è straordinario… però bisogna comunque sempre guardare avanti”.

Ha su Instagram [https://instagram.com/bertiorietta?igshid=YmMyMTA2M2Y=] 206 mila follower, di conseguenza mi sorge spontaneo domandare altresì quale pensa sia il denominatore comune a farLa apprezzare così largamente dalle persone e quale suppone sia la Sua peculiarità in ambito professionale e in primis a livello di personalità, caratteriale. Essere degli influencer oggigiorno apre quali porte e quale ne è, secondo Lei, l’ambizione che funge da loro motore? “Penso che sia tutto quello che un artista e un personaggio dello spettacolo porta dentro di sé (talento, carattere, passione) – oltre a ciò che ha fatto in carriera in termini di emozioni positive trasmesse e successi discografici, televisivi, cinematografici – a contribuire e a rappresentare il successo tributatogli dal pubblico. I social sono una finestra, uno spazio dove poter interagire direttamente, appunto, con il proprio pubblico… una volta c’erano le lettere che gli ammiratori scrivevano via posta… ancora oggi alcuni lo fanno ed è un gesto di affetto molto bello. I social sono un formato diverso rispetto a quello al quale eravamo abituati prima, però lì [su Internet] ormai navigano tutte le generazioni. Ci sono tanti artisti con carriere consolidate e giovani “Influencer” che vi hanno trovato un loro pubblico”.

Sempre a proposito di social, qual è il Suo pensiero a tal riguardo e con quale finalità ci si approccia? I social che incidenza hanno nella Sua quotidianità e quale idea si è fatta del loro utilizzo nei più differenti settori? “Mi ripeto, ma davvero i social sono uno strumento diretto per interagire e condividere momenti e ricordi con il proprio pubblico. Non sono un’esperta, però mi piace mettere in comune le curiosità della vita come un oggetto, un pensiero gentile da parte di uno sconosciuto e anche un nuovo progetto che mi entusiasma quale, ad esempio, “QBR – Quelle brave ragazze”… il programma di Sky che abbiamo girato io, Mara Maionchi e Sandra Milo – un bellissimo viaggio in Spagna, con mille sorprese – che proprio in queste settimana sta andando in onda. Ecco, il detto programma è diventato virale suoi social perché, grazie alle battute e alle conversazioni tra noi tre, c’era sempre qualcosa di divertente ed emozionante che risaltava. Nella mia quotidianità, con l’aiuto di mio figlio e del mio staff, i social ne rappresentano un parte molto giocosa, gioiosa e ironica …forse una parte che prima, in certi contesti televisivi, non si poteva esprimere in quanto non si aveva né il tempo né il modo per farlo. Ammetto che emerge tanto della mia spontaneità e della quotidianità di ciascuno di noi. Ormai tutti abbiamo un telefono sempre in tasca… Quasi ogni giorno, io cerco di raccontare una cosa interessante o buffa che mi è capitata”.

I ricordi, la pianificazione e la progettualità, la sperimentazione e l’osare quanto sono rilevanti nel Suo vivere e in che misura veicolano il Suo quotidiano? Nel lavoro, di solito, Le sembra di seguire l’istinto oppure la razionalità e non di meno ha idea che sia possibile la libertà del singolo pur non trasformandola in egoismo e tirannia del personale? Questo mio mestiere è fatto di collaborazioni oltre che di professionalità, a volte perseveranza e fortuna. Sicuramente la progettualità e “il mettersi sempre in gioco”, cercando di osare ma senza mai tradire se stessi e la propria personalità, sono fondamentali. Bisogna essere “elastici” e non egoisti, bensì ascoltare pure le persone e i collaboratori che hanno più esperienza di te. Viviamo in un’epoca in cui tutto è veloce e quasi a portata di “mano” quindi essere egoisti o avere atteggiamenti divistici, come taluni nei decenni passati, penso che non faccia parte di tale presente momento storico”.   

In una realtà in cui spesso molto sembra “usa e getta” e nella quale la riflessione argomentativa viene sovente considerata una perdita di tempo tipica dei filosofi rispetto ad un elogiato quanto accelerato e vorticoso pragmatismo consumistico e “mercenario”, le decisioni da quale bussola Le sembrano orientate? Quali  le priorità e i valori a timone della Sua di vita? “Per quanto riguarda le decisioni, allora come oggi, non è cambiato nulla. Sì, la società attuale e la tecnologia, i social, rendono tutto velocissimo ed immediato… anche solo vent’anni fa, per pubblicare un video occorreva una troupe tv e un canale che lo trasmettesse mentre adesso lo si può fare da casa, con il proprio cellulare… addirittura in diretta… e, a volte, le dirette dei cellulari sono meglio che quelle delle grandi produzioni televisive. Ora tutto è istantaneo e “consumato velocemente”, però le riflessioni sulle scelte importanti della vita e sui valori da seguire rimangono le medesime. Occorre tempo e bisogna prenderselo. I social network avvicinano al pubblico in modo rapido e, come per ogni cosa, è necessario usarli con rispetto di se stessi e del prossimo”.   

Cosa connota l’autentico essere di una persona: l’intenzione e quello che, tuttavia, talvolta rimane in potenza o l’azione ovvero quello che si traduce sempre in effettività sul piano pratico? E al di là del percorso umano mosso dal pensiero e dall’azione, Lei ha fiducia in qualcosa di invisibile e altro dal terreno – in caso affermativo si è mai domandata come può sussistere la bontà, l’onnipresenza e l’onnipotenza di Dio di fronte ai mali non soltanto morali (dunque causati e derivanti dagli uomini) ma naturali (come terremoti, inondazioni, malattie)? “Io penso che ognuno sia libero di credere [o no] e di riflettere sulla fede. Personalmente sono credente e posso dire che per l’appunto la fede mi ha sempre aiutato …credere infatti, a mio avviso, aiuta a vivere meglio e con la prospettiva che non tutto può essere perfetto, che anche gli errori fanno parte dell’esistenza… e che questa è comunque meravigliosa, sebbene talvolta si incappi e si abbiano dei momenti difficili e di dolore”.

Discorrendo di amore nelle sue varie declinazioni verso differenti soggetti sia umani che pure animali, ambiente, passioni etc., amore che è spesso uno dei temi cardine in ambito artistico nonché motore pressoché di ogni essere vivente, benché io non voglia indurLa ad alcuna categorizzazione né schematismo riduttivo, ingabbiante e preconfezionato, ho una curiosità ovvero per Lei cos’è appunto l’Amore? L’amore è tutto, è vita, è energia, è impegno, è rispetto per il prossimo e per sé. Proprio nel mio album, uscito durante Sanremo 2021, dal titolo “LA MIA VITA È UN FILM” – prodotto e diretto dal Maestro Enzo Campagnoli – ho cercato, nei ventuno brani inediti che contiene, di raccontare l’amore nelle sue tante declinazioni (innumerevoli!). Per esempio in “Quando ti sei innamorato” celebro l’amore travolgente e che dura per tutta la vita ossia quella che è la storia mia e di Osvaldo, in “Diverso” canto dell’amore infinito per un figlio che dichiara la sua omosessualità alla mamma, in “Io sono il cane” tratto dell’amore incondizionato di un cane per il suo padrone (cani e gatti sono un po’ angeli e un po’ bambini, come diceva Totò), mentre in “Siamo diversi” di Luis Bacalov e in “Amore e Disamore” do voce all’amore difficile tra una coppia che riesce ad amarsi solo quando i due si allontanano … infine l’amore fresco, vero e diretto di due giovani nell’era dei social è il tema del brano “Un like sulla tua foto”, etc. etc.…”.

Cosa ne pensa del non saper bastare a se stessi, di coloro che hanno di continuo bisogno di avere una sorta di partner? É fragilità, dipendenza o è forse narcisismo? Famiglia, per Lei, di cos’è sinonimo? La famiglia è, insieme all’amore, uno dei valore più importanti nella vita perché solo insieme si può costruire qualcosa di grande e vivere emozioni che condivise sono ancora, molto, più grandi. Tutti hanno bisogno di una “famiglia” con cui partecipare della gioia dell’esistenza”.

In un articolo pubblicato online ho letto che Lei avrebbe affermato <<Io e Osvaldo abbiamo due caratteri completamente diversi. Al primo incontro, quando lo invitai per il caffè, mi disse che non gli piaceva. Una settimana dopo però si presentò a casa mia per portami un pezzo di formaggio. Oggi il caffè lo prende, ma non fatto da me. È particolare Osvaldo, mica è un bonaccione come si crede. Mio marito è stato molto importante per me e per la mia carriera, è stato l’uomo ideale. Quando alzavo la voce mi sottolineava che non eravamo sul ring e mi rimetteva in riga. Lui è molto dolce, ma anche taciturno, nel suo silenzio c’è tanto romanticismo (…)>>. Cos’è che l’ha colpita al primo acchito di colui che poi sarebbe diventato Suo marito e cosa ha reso la Vostra relazione così indissolubile? “Mi ha colpito il fatto che fosse un ragazzo molto serio, maturo e con una mentalità molto più forte di quella che potevano avere i nostri coetanei allora”.   

Purtroppo si sentono ancora oggi luoghi comuni e francamente, a mio parere, distorti e assai limitati discorsi secondo cui nascere femmina implicherebbe il dovere d’avere quale focus imprescindibile e primario il focolare domestico: Lei che cosa ne pensa, è giusto o no che sia così per tutte noi e, in caso affermativo, su cosa un simile generalizzare può essere legittimato e basato? I luoghi comuni fanno parte delle società, è fisiologico. Io però quando penso a noi donne beh, immediatamente, mi viene in mente la gioia incredibile di essere non solo donna ma di essere madre …che è forse il regalo più bello che la vita ci possa fare. Essere mamma non è facile e ognuna cerca a proprio modo di fare il possibile per i propri figli – lo vedo, viaggiando, negli occhi di tutte quelle che incontro in Italia e nel mondo da oltre cinquantacinque anni. Poi, certo, essere mamma non significa non potersi realizzare come donna e come professionista, come persona. Bisogna, però, avere l’aiuto della famiglia (e qui si ritorna al concetto del valore della famiglia…), delle nonne e dei nonni che sono fondamentali”.

Prima di salutarci vuole e può rivelarci, magari in anteprima, quali sono i Suoi prossimi progetti? A settembre uscirà il mio nuovo album-cofanetto dal titolo “LA MIA VITA È UN FILM – 55 ANNI ++ DI MUSICA”, per celebrare la mia carriera …e ci saranno tante sorprese per me sia in tv, che sui social. Ne vedrete delle belle quindi, come dicono i giovani, <<Rimanete sintonizzati>>”.

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GIULIA QUARANTA PROVENZANO

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