ARTE & MODA: INTERVISTA A SHARON FERRÈ 

ARTE & MODA: INTERVISTA A SHARON FERRÈ 
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OGGI VI PROPONIAMO LA CHIACCHIERATA FATTA CON SHARON FERRÈ. IL NOSTRO SUGGERIMENTO È QUELLO DI SEGUIRE IL SUO PROFILO INSTAGRAM IN MODO DA RIMANERE SEMPRE AGGIORNATI SUL SUO ENTUSIASMANTE PERCORSO DI VITA, AD AMPIO RAGGIO. A SEGUIRE L’INTERVISTA: BUONA LETTURA! 

di Giulia Quaranta Provenzano      

Buongiorno Sharon! Mi piacerebbe iniziare col domandarti subito come, quando e da quale esigenza interiore nasce il tuo viaggio nella moda. “Buongiorno Giulia! Cercherò di essere esaustiva e al contempo il più possibile riassuntiva nel rispondere a questa domanda …anche se ci sarebbero molte cose da dire a tale riguardo. Ebbene, la mia esigenza di avventurarmi nel mondo della moda nasce da un bisogno, appunto, di espressione e dalla voglia di comunicare senza l’ausilio della parola. Tutto è iniziato, da bambina, con il disegno e successivamente è sfociato nel lavoro. Per me, la moda è dunque espressione artistica”. 

Da piccola chi immaginavi di diventare “da grande” e che bambina sei stata? Ci racconti un po’ – partendo dai tuoi primi passi – come sei arrivata a dedicarti all’arte, al disegno e qual è l’insegnamento più prezioso che hai ricevuto in tal senso? “Da piccola aspiravo a diventare la donna che sono oggi, oggi aspiro a divenire la donna che mi sono prefissa di veder realizzata entro dieci anni… È, il mio, un processo e come tale necessita di tempo. La crescita personale, a mio avviso, è un trofeo che si guadagna lavorando sodo e raccogliendo da tanti errori. Sono stata una bambina solare e molto estroversa, amavo circondarmi di persone. Inoltre amavo e amo tutt’ora disegnare, qualsiasi cosa, indipendentemente dalla moda perché l’ispirazione arriva ovunque e da qualunque input – basta guardare il mondo con occhi critici, ma lasciandosi trasportare. Il miglior insegnamento che ho ricevuto è quello di non perdere mai la luce nello sguardo e di non smettere di emozionarmi bensì di meravigliarmi sempre come fanno i bambini. Insomma, scoprire il mondo giorno dopo giorno”.

Se dovessi assegnare un titolo alle fasi più significative della tua esistenza finora quale colore e quale canzone assoceresti a ciascun periodo? “È un compito difficile quello di dover assegnare un titolo e un colore ai capitoli della mia vita perché credo che essa sia fatta di sfumature, a volte anche impercettibili, che si mischiano tra loro – creando un filo conduttore. Se però dovessi dare un margine al mio trascorso fino ad ora, probabilmente, avrebbe sfumature gialle (il giallo è il mio colore preferito) …A volte tendenti all’ocra e quindi un po’ cupe, in direzione di un tramonto, di una fine. Altre volte, invece, decisamente verso il lime, quindi di un giallo accentuato e pieno di vitalità come segno di rinascita e di gioia. Scegliere una canzone è impresa ancora più ardua per me in quanto anche solo tre singoli, completamente differenti tra loro, potrebbero rappresentare una mia giornata. Tendenzialmente gli album che mi raccontano maggiormente sono “Love Songs” del gruppo musicale Gipsy Kings, “Wrong Crowd” di Tom Odell, “On the 6” di Jennifer Lopez e “Bohemian Rhapsody” dei Queen”.   

Cosa rappresenta per te l’Arte, la moda in particolare e quale ritieni esserne il potere nonché principale pregio e valore? “L’arte, per me, è l’unica via di comunicazione che permette di esprimere e condividere emozioni, visioni, in innumerevoli modi (…). La moda è un sottogruppo dell’Arte e, per quanto mi riguarda, è l’incontro tra la necessità espressiva di creare e la rappresentazione del consumo, l’avanguardia e il business. Il miglior pregio di quest’ultimo è la ricerca della bellezza, il valore aggiunto è la consapevolezza di costruire ciò che conduce nel futuro, nel cosiddetto nuovo”.

Quale ruolo ti pare giochi l’immagine visiva, l’estetica, nella società attuale e nel veicolare il significato in campo artistico (ad esempio nei videoclip musicali) ma pure nell’essere forse, almeno in parte e di primo acchito, un immediato  “bigliettino da visita” di ciascuno di noi? “L’immagine che diamo, l’immagine che decidiamo di mostrare – indipendentemente dal noi stessi più intimo o da quello che vogliamo rappresentare con la nostra arte, con marchi e progetti che siano – è fondamentale nell’immaginario collettivo attuale. Questo accade perché, volenti o nolenti, si è circondati dalla tecnologia e dai social network – strumenti che, al giorno d’oggi, sono la quotidianità nonché per l’appunto il pane quotidiano. Il profilo Instagram di un utente è il nuovo “biglietto da visita”. Per essere influenti nel presente, bisogna avere attenzione per i dettagli, ingegno e capacità comunicativa nel campo visivo …Non basta avere talento, ci si deve saper vendere!”.

Quando osservi, leggi, ascolti un creativo ma altresì un modello, una persona di spettacolo, cosa ti impressiona positivamente e cosa ti entusiasma maggiormente tanto da fartelo ritenere tale? Vi è qualcuno/qualcosa a cui ti ispiri e con il quale vorresti collaborare – e per quale motivo nello specifico? Ti confesso che sarei entusiasta di poterti fare da soggetto per @chantymilanofficial… “La cosa che mi impressiona maggiormente in una persona di spettacolo, o comunque di rilievo, è la personalità e l’attitudine …Chi ha cioè energia e savoir-faire. Le figure che mi ispirano sono molteplici, a partire dai miei genitori – umili, ma con innumerevoli talenti e con tanta voglia di fare. Uno dei miei sogni è riuscire a collaborare con Rihanna, mia icona femminile sin da bambina e modello da seguire in campo stilistico”.

Quale pensi sia il denominatore comune della tua identità artistica e quale la peculiarità a distinguerti e connotarti a livello professionale? “La mia peculiarità in campo professionale è la ricerca di stimoli a trecentosessanta gradi e la capacità di emergere in molteplici discipline, senza chiudermi in scatole mentali limitanti. La mia principale fonte d’ispirazione è sempre stata il mare – mare che rappresenta tutto e niente, il bene e il male, la superficialità e la profondità. Ciò che, infine, mi distingue è l’amore per la vita e il bisogno di raccontarlo questo amore, di raccontarmi”.

Qual è il tuo pensiero a riguardo dei social [https://instagram.com/chantillysharon?igshid=YmMyMTA2M2Y=] e con quale finalità ti ci approcci e li usi? I social, cioè, che incidenza hanno nella tua sfera lavorativa? “Considero i social fondamentali per essere incisivi e diventare conosciuti, per allargarsi ossia secondo una sfera quanto più ampia possibile. La ragione principale per cui ne faccio uso, a livello personale, è la voglia di mostrare i miei progressi così da ispirare chi mi segue. A livello professionale, invece, è una necessità per lo più rivolta alla vendita e alla ricerca di un’anima e di un’identità stilistica. Ho un rapporto di amore ed odio con IG, a volte strumento costrittivo mentre altre semplificativo”.

                                                                                     

Prima di salutarci puoi rivelarci, magari in anteprima, quali sono i tuoi prossimi progetti? “I miei prossimi progetti riguardano l’ampliamento delle mie idee, vorrei cercare di emergere su diversi fronti ma tutti riconducibili alla mia piccola realtà: Chanty. Desidero sdoganare l’idea che taluni hanno della moda, elevandola a qualcosa di “puro” e realistico. Grazie mille”.

SE VOLETE, CONDIVIDETE E SEGUITE IL MIO PROFILO FACEBOOK GIULIA QUARANTA PROVENZANO https://www.facebook.com/giulia.quarantaprovenzano E ANCHE INSTAGRAM https://instagram.com/giuliaquarantaprovenzano?igshid=YmMyMTA2M2Y= …E SE VI È PIACIUTA L’INTERVISTA LASCIATE UN “MI PIACE” PER CRESCERE INSIEME!

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GIULIA QUARANTA PROVENZANO

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