ANTEPRIMA MUSICALE: È “VIVI E SORRIDI” IL NUOVO SINGOLO DI BIAGIO BOTTI

ANTEPRIMA MUSICALE: È “VIVI E SORRIDI” IL NUOVO SINGOLO DI BIAGIO BOTTI
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OGGI VI PROPONIAMO LA CHIACCHIERATA FATTA CON BIAGIO BOTTI, CANTANTE DEL QUALE IL 19 LUGLIO USCIRÀ IN TUTTI GLI STORE DIGITALI IL NUOVO SINGOLO INTITOLATO “VIVI E SORRIDI”, MENTRE DAL 20 LUGLIO SARÀ DISPONIBILE ANCHE IL VIDEO SU YOUTUBE. A SEGUIRE LA NOSTRA INTERVISTA: BUONA LETTURA!

di Giulia Quaranta Provenzano

Buongiorno Biagio e ben ritrovato! Oggi vorrei iniziare partendo dalle origini e cioè domandandoti quando, come ma soprattutto mosso da quale motore interiore ti sei approcciato alla musica. “Ciao Giulia! Fin da piccolo, in casa mia c’era spesso musica. Mia madre canticchiava sempre le canzoni italiane, mio padre invece – con i suoi 45 e 33 giri – quelle di gruppi rock stranieri. Queste sono state le mie primissime influenze musicali”.

Da piccolo chi immaginavi di diventare “da grande” e che bambino sei stato? Ci racconti un po’ – partendo dai tuoi primi passi – come sei arrivato a comporre, suonare e cantare? Ero un bambino educato, ma molto timido e con difficoltà di apprendimento e di relazione. Ho iniziato a cantare nell’età adolescenziale, però le prime canzoni inedite sono arrivate intorno ai venticinque anni d’età – ed erano bruttine, se devo essere sincero”.

Cosa rappresenta per te l’arte, la musica in particolare e quale ritieni esserne il potere nonché il suo principale pregio e valore? Benché probabilmente i due aspetti non siano mai del tutto discernibili, ti senti più vicino e affine all’arte che ha maggiormente a che fare con l’intimistico “auto centrico”/autobiografico o con il sociale-politico in senso ampio? Per quanto mi riguarda, la musica è principalmente uno sfogo che parte dal mio intimo. Gran parte di quello che scrivo è ciò che non riesco a dire a parole, nel quotidiano, dialogando con altre persone. Certamente, comunque, l’arte può anche riguardare temi sociali e cosiddetti spirituali”.    

Come descriveresti la sensazione e lo stato d’animo che provi quando ti dedichi al cantautorato? Partendo dal fatto che, nel mio caso, tutto nasce da un’idea – che può essere una frase, un ipotetico titolo o argomento, una linea melodica, quando c’è questa nascita appunto, il mio stato d’animo è positivo …Mi sento allora entusiasta, fiero e audace”.

Se dovessi assegnare un titolo alle fasi più significative della tua vita, quale colore e quale canzone assoceresti a ciascun periodo? Uno dei miei molti difetti è quello di essere estremo… perciò o nero, o bianco”.

Quando ascolti, leggi, osservi un artista cosa ti impressiona positivamente e più ti entusiasma tanto da fartelo ritenere tale? Vi è qualcuno con cui attualmente vorresti collaborare – e per quale motivo nello specifico? Di un artista apprezzo la purezza, il coraggio, l’essere davvero se stesso. Non mi piace chi ostenta, quale che sia cosa esibisce e vanta – e questo, dal mio punto di vista, vale in ogni campo della vita”.

Certo ci fosse una “ricetta” chissà in quanti correrebbero a consultarla, mi pare però che non ne esista davvero una ma proviamo comunque almeno a ipotizzare, a riflettere sul passato e ad azzardare una proiezione sul futuro… A tuo avviso la musica destinata a fare storia può essere soltanto quella in linea con i consolidati ascolti abitudinari e prediletti dalla maggioranza in base al luogo e periodo in cui si vive, o piuttosto è quella che si differenzia e talvolta non viene (almeno non immediatamente) capita e/o apprezzata perché – se accolta – scardinerebbe la già “digerita” moda vigente? “La musica di oggi, quella che è sulla bocca e nelle orecchie di tutti, in gran parte “vive” di visualizzazioni e numeri, più o meno veritieri. Nell’80% dei casi, è musica di sottofondo, d’intrattenimento, ma del resto questo dato di fatto è in linea con la società odierna. Una società, l’attuale, in cui chi comanda non vuole che la gente pensi, bensì ci vogliono tutti ignoranti e obbedienti. Ecco quindi che, altresì per ciò che concerne proprio la musica, si è innescato un meccanismo per cui ci fanno credere che siano in voga le preferenze delle persone: niente di più falso, è una delle tante molteplici menzogne! La maggior parte delle persone oggi sente musica, tuttavia non l’ascolta. Tale decadimento culturale è stato creato ad arte dai soliti <<signori del potere>>”.   

I social, nel presente, che incidenza e finalità hanno nella tua vita e nel tuo percorso professionale – e quale idea ti sei fatto del loro utilizzo da parte degli artisti e non solo di questi [https://instagram.com/biagiobotti?igshid=YmMyMTA2M2Y=]? Se non avessi i social avrei un riscontro pari a sotto zero, non esisterei minimamente come artista. Pur con i social, comunque, non ho i famosi numeri che richiedono i “benpensanti” del mercato musicale… Perciò, ad esempio, Instagram e Facebook li tengo per quel minimo di promozione “fai da te” – diversamente mi sarei già cancellato dalle varie reti da parecchio tempo”.

Infine, il 19 luglio uscirà in tutti gli store digitali il tuo nuovo singolo intitolato “VIVI E SORRIDI”. Ebbene, hai piacere di condividere con i lettori la sua genesi – benché già so essere dedicato a tuo Zio? “Il mio nuovo brano dal titolo “VIVI E SORRIDI” è venuto alla luce per ricordare colui che, per me, è stato speciale e importante soprattutto nella mia infanzia. Mio Zio era una persona che metteva sempre di buon umore tutta la famiglia, nonostante i problemi. È anche grazie a lui che ho cominciato a compiere i primi passi nella musica… era un cantante. Ci univa, poi, non di meno la passione per il calcio e le risate per i comici nostrani. Ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore tant’è che fatico a parlarne e, ancora oggi, a dimostrare il mio affetto. Le parole del singolo penso che possano rendere al meglio l’idea più di qualsiasi altro discorso, almeno per me e per lui. Il resto conta poco. Attualmente non ho progetti rilevanti – se non quello di concretizzare, in musica, le molte storie che ho scritto. Le mie canzoni saranno il mio testamento. Non so per chi, ma saranno a disposizione di coloro che vorranno ascoltarmi realmente”.

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GIULIA QUARANTA PROVENZANO

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