MUSICA: INTERVISTA AL CANTAUTORE MICHELE RUGGIERO

MUSICA: INTERVISTA AL CANTAUTORE MICHELE RUGGIERO
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OGGI VI PROPONIAMO LA NOSTRA INTERVISTA A MICHELE RUGGIERO. A SEGUIRE LA CHIACCHIERATA CON IL CANTAUTORE: BUONA LETTURA!

di Giulia Quaranta Provenzano                                                                                                      

Ciao Michele, vorrei “rompere il ghiaccio” domandarti subito quando, come e soprattutto da quale motivazione interiore ha avuto origine la tua dedizione in campo musicale. “Ciao Giulia! Diciamo che non c’è stata una vera e propria motivazione per cui ho iniziato a fare musica, semplicemente era l’unica cosa che mi faceva stare bene. Mi piaceva cantare, suonare e trasmettere emozioni interpretando le canzoni di Lucio Battisti”.

Da piccolo chi immaginavi/sognavi di diventare “da grande” e che bambino sei stato? Ci racconti un po’ – partendo dai tuoi primi passi – in che modo sei arrivato a fare musica? Da piccolo volevo fare proprio quello che sto facendo ora, musica! Non ho mai cambiato idea. Ero un bambino curioso e molto vivace – la musica, appunto, era l’unica cosa che mi faceva stare fermo perché catturava la mia attenzione. Imparai tutte le canzoni di Lucio Battisti a memoria… fu così che i miei genitori, notando la mia passione per il canto e la chitarra, decisero di farmi prendere lezioni a otto anni d’età”.

Se dovessi assegnare un colore alle fasi più significative della tua vita finora quale sarebbe e altresì quale canzone vi assoceresti? “Il rosa, che associo alla canzone “Con il nastro rosa” di Lucio Battisti, rappresenta la mia infanzia. Il rosso invece lo abbino al brano “Red House” di Jimi Hendrix, che penso sia il chitarrista che in assoluto ha rivoluzionato il modo di suonare – segnandomi profondamente. Poi viene il nero, in abbinata a “L’Amore Nero” di Alessandro Mannarino. C’è stato, infatti, un periodo della mia vita in cui questa canzone ha rappresentato il mio stato d’animo. Come quarto colore dico il bianco, perché bianco era il pennarello con il quale ho firmato il primo autografo sul mio primo album (album che ha la copertina molto scura)… Praticamente ho messo bianco su nero [N.d.R. ride]. La canzone che vi collego è la mia “Valzer dell’ubriaco”, in quanto mentre firmavo c’era lei in sottofondo”.

Cosa rappresenta per te l’Arte e la musica in particolare – e quale ritieni esserne il potere nonché principale pregio e valore? Secondo la tua sensibilità, per ciò che ti concerne personalmente, essa ha più a che fare con l’intimistico “auto centrico”/autobiografico o maggiormente con il sociale-politico in senso ampio? “L’arte, per me, è espressione dell’anima e rappresenta l’evasione e lo sfogo… praticamente un’altra dimensione. Non credo che si possa darle un valore, va semplicemente vissuta”.

Parlando di Amore (nelle sue varie declinazioni, verso differenti soggetti sia umani che pure animali, ambiente, passioni etc.), benché io non voglia indurti ad alcuna categorizzazione né schematismo riduttivo e ingabbiante, preconfezionato, ho una curiosità ovvero per te cos’è appunto l’amore? Non lo so con precisione, tuttavia credo che sia una delle poche cose che distrae dalla monotonia e dalla routine dell’esistenza”.

Un proverbio recita <<Chi si somiglia si piglia>> ed ebbene tu cosa ne pensi, sei d’accordo o no? E successivamente non ci si perde se si hanno le medesime caratteristiche caratteriali, stile di vita, gusti o ci si sceglie e si rimane insieme sulla base di cosa? Molti restano insieme per abitudine, altri per non sentirsi soli, pochi per amore. Per quanto riguarda il proverbio non sono d’accordo …ovviamente è necessario avere in comune qualcosa, soprattutto caratterialmente, ma non bisogna per forza somigliarsi”.

I ricordi, la pianificazione e la progettualità, la sperimentazione e l’osare quanto sono fondamentali nella tua esistenza e in che misura la veicolano a livello artistico? Nella musica, di solito, ti sembra di seguire e consiglieresti di assecondare l’istinto oppure la razionalità? Se non si ha ispirazione, sensibilità, istinti non si riuscirà mai a scrivere niente. Dopo, certo, razionalmente bisogna raffinare il tutto”.

A proposito di social, qual è il tuo pensiero al riguardo e con quale finalità ti ci approcci e li utilizzi [https://instagram.com/michele_ruggiero?igshid=YmMyMTA2M2Y=]? Inoltre che incidenza hanno nella tua quotidianità, lavorativamente, e quale idea ti sei fatto del loro uso nei più differenti settori? “Viviamo in un’epoca in cui i social hanno la loro importanza e bisogna trarre da ciò il lato positivo. Essi permettono, soprattutto ad un emergente, di comunicare con altre persone e di condividere gli eventi del proprio percorso. Tutto questo è impegnativo però, purtroppo o per fortuna, è quello che si deve fare”.

La sera del 24 aprile p.a. ti sei esibito all’Apollo Milano, per Spaghetti Unplugged …quali le tue emozioni prima dell’esibizione, durante e dopo aver cantato davanti al pubblico nel locale? In base a cosa hai compiuto la scelta del pezzo per il live? “All’Apollo Milano, è stato davvero emozionante vedere tante persone cantare le mie canzoni. Non ho adottato alcun criterio particolare nella scelta dei brani, sono semplicemente le due canzoni di punta del mio nuovo album intitolato <<Svegliati>>”.                                                                    

Dei cantanti che hai potuto ascoltare all’Apollo Milano, ti ha colpito qualcuno favorevolmente e in special modo? In caso affermativo, per quale sua peculiarità mentre quale supponi sia la tua, a distinguerti e caratterizzarti rispetto ai tuoi colleghi? Mi ha colpito parecchio Ciliari [@musicadiciliari], con il suo sound… molto interessante l’uso della grancassa e della chitarra elettrica. Io principalmente scrivo i miei brani di pancia – perché, al pubblico, piacciano già ad un primo ascolto non lo so! Forse gli arriva quel filo di ironia che mi caratterizza e la profondità che hanno le canzoni”. 

Infine puoi e vuoi anticiparci quali sono i tuoi prossimi progetti e, magari, rivelarci qualche chicca in anteprima? A breve uscirà un mio nuovo singolo dal titolo “Musicalmente turbato” – una canzone, questa, molto particolare… con il ritornello in dialetto romano”.

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GIULIA QUARANTA PROVENZANO

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