L’ITALIA VA ED È TORNATA A CONTARE SEMPRE PIÙ, IN EUROPA E NEL MONDO

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UNO SGUARDO DA PONTE

di Domenico Ocone

Dato per scontato nell’immaginario collettivo, soprattutto in quello d egli agricoltori, che di frequente ciò che in casa viene considerato appena sufficiente a svolgere la funzione che gli compete, fuori è apprezzato e considerato per quello che effettivamente vale. Il Premier Draghi è stato il padrino dell’ingresso dell’Ucraina nella EU e giovedì la candidatura e la delibazione del gradimento a Bruxelles di tale aspirazione, insieme a quello per la Moldavia, è diventato ufficiale. Il Consiglio d’Europa ha condiviso quanto il premier italiano ha argomentato al riguardo e la Presidente Von Der Leyen ha riconosciuto ufficialmente, quello stato dei fatti. Ciò comporta per quei due paesi l’acquisizione di uno stato giuridico particolare e, per fare un esempio che possa dare un’idea comunque lontana dal profanare il tempio, si può pensare a quei seminaristi che sono in attesa di essere ordinati sacerdoti. Intanto l’assunzione del nuovo stato conferirà alle new entry una quantità di prerogative che, per alcune loro caratteristiche, possono essere assimilate ai diritti affievoliti disciplinati dal Codice Civile italiano. Tutto ciò potrà essere meglio definito in itinere, mentre altre considerazioni a prova di smentita possono essere fatte fin d’ora. La prima, che vale premessa per quanto altro sarà aggiunto, è che quei paesi sono da oggi ufficialmente fuori da qualsiasi vaghezza di Putin di ripristinare per la Russia i confini che furono dell’URSS. È stata voltata una pagina della storia e altre seguiranno questo cammino. Non solo per quanto riguarda le realtà geopolitiche rivolte a Occidente, quanto per il costituendo blocco politico di matrice orientale che proprio in questi giorni sta debuttando in quella che dovrebbe essere la sua formazione definitiva. Il riferimento va all’allargamento del numero degli aderenti al nucleo originario dei paesi che formarono il Brics. Fin dal debutto nel 2009, al suo interno sono presenti due paesi, Brasile e Sudafrica che certo orientali non sono. Se si volessero trovare elementi di unione tra di loro, il primo che si renderebbe subito evidente è lo spirito anti Nato nutrito dagli stessi. In effetti la geopolitica sta gestando qualcosa non del tutto inedita. La divisione del mondo politico e, di concerto, di quello economico, sta tendendo verso schemi già sperimentati negli anni ’60 e accantonati da tempo. Esse, fin dal debutto, portavano con molta facilità le due formazioni a scontri del tipo muro contro muro. Solo per colore: Biden fu tacciato di essere fuori di ogni schema quando si rivolse a Putin definendolo assassino. Seppure nella sostanza aveva ragione, ruolo e diplomazia avrebbero richiesto maggiore pacatezza del tono. In quella occasione anche gli altri paesi legati a quello a stelle e a strisce esclamarono ohibò. Durante l’incontro accennato innanzi, l’ex zar di pelouche, la somiglianza con quel genere di pupazzi è molto accentuata, Medvedev si è esibito in paragoni tra personaggi al potere ieri e quelli di oggi con un fair play da suscitare invidia ai malavitosi albanesi. Uno di essi ha coinvolto il Professor Draghi e, a commento, a molti sarà venuta in mente l’episodio “hic Rhodus, hic salta !” Detto più alla maniera dei dopolavoristi mentre gustano un gelato:” niente hai fatto quando eri in carica, niente stai facendo ora, se non chiacchierare con invidia e rancore nel tentativo di svilire l’operato di leaders con la L maiuscola: perché non dimostri ciò che sai fare?” 

Al primo ministro italiano le parole del Rodomonte in salsa russa non avranno provocato alcun turbamento. Lo stesso premier non sarà rimasto indifferente a quanto sta accadendo nella compagine di governo che lo sostiene per l’esplosione estemporanea di un regolamento di conti che andava montando da tempo. Nonostante le assicurazioni di fedeltà che entrambe le formazioni stanno assicurando di voler continuare a prestare, l’inquietudine che traspare dal linguaggio del corpo del Primo Ministro è tangibile. Eppure suoi estimatori umbri, abitanti non lontano dal suo buon ritiro, incontrandolo all’uscita della messa della domenica mattina, nel loro consueto scambio di battute gli avevano ricordato che in quel borgo da sempre si dice che chi fa dormire i bambini con se, ha molte probabilità di svegliarsi bagnato. Il più disinvolto del gruppetto ha aggiunto che chi si tiene nel governo i grilli, è costretto a operare con la spada sul collo, perché le loro beghe rischiano di mandare a carte quarantotto quanto l’intera compagine è riuscita a fare fino a ora. Del resto i grilli sono parenti stretti delle cavallette, universalmente riconosciute in grado di fare terra bruciata dove arrivano.

 

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Redazione

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