TARANTO. PROGETTO VINCITORE PER TRASFORMARE L’EX BREFOTROFIO PALAZZO FRISINI DI TARANTO IN RESIDENZA UNIVERSITARIA. Prima parte/3

TARANTO. PROGETTO VINCITORE PER TRASFORMARE L’EX BREFOTROFIO PALAZZO FRISINI DI TARANTO IN RESIDENZA UNIVERSITARIA. Prima parte/3
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LA STRUTTURA ADIBITA A “BALIATICO ESTERNO”, IL BREFOTROFIO, FU INAUGURATA NEL 1923. CONSIDERAZIONI – ESCLUSIVA ARTES’TV – SUL CONCORSO, DELL’ARCHITETTO-URBANISTA ANTONIO FANIGLIULO.

di Vito Nicola Cavallo

I progettisti negli elaborati grafici scrivono “Palazzo Frisini assume il ruolo capace di accogliere la comunità degli studenti, in grado di integrare la comunità locale e di contribuire alla vita sociale e culturale del quartiere. Un ancora all’interno del contesto urbano, vero e proprio riferimento per molte generazioni di studenti che hanno vissuto i suoi spazi come scuola e che attendono da anni che l’edificio riprenda vita. Tre i principali temi del progetto: accumulare un programma denso e da costruire nel tempo; ricomporre il registro originario dell’edificio; rendere disponibili ad uso pubblico e collettivo le aree esterne”

A seguire, dopo la narrazione del contenuto del progetto vincitore, riportiamo le considerazioni critiche sull’intervento da parte del decano degli architetti pugliesi Antonio Fanigliulo, che in una sua nota  “Considerazioni scaturienti dal «Concorso di Progettazione per il recupero dell’immobile ubicato in Taranto tra via Mazzini, via Minniti e via Leonida, denominato Palazzo Frisini, già brefotrofio, da destinare a residenza universitaria”, inviata all’ Ordine Architetti PPC Taranto e Presidente del consiglio dell’ardine Arch. Paolo Bruni e  componenti il consiglio dell’ordine, al  Comune di Taranto dirigente settore pianificazione urbanistica demanio marittimo – grandi progetti dott. arch. Cosimo Netti ad  ADISU Puglia responsabile del procedimento ing. Antonio Tritto, evidenzia alcune criticità in merito alle scelte compiute sulla linea urbanistica sul territorio tarantino.

Introduciamo la storia dell’edificio che ricordiamo essere stato un punto di riferimento per la solidarietà tarantina di fine ‘900 e di seguito il contenuto del progetto vincitore. Nel 1912 il filantropo Cavaliere Gaetano Frisini, con atto stilato presso il notaio Gaetano Mazzili, donava ai Tarentini il suo palazzo, tuttora insistente in via Mazzini 199, angolo via Leonida. Era stato il felice epilogo della lodevole iniziativa promossa da Giovanni D’Andrea di Alfedena, rinomato medico municipale e ufficiale sanitario attivo a Taranto. Finalmente i neonati abbandonati nella “ruota degli esposti”, avrebbero trovato un contenitore dove ricevere assistenza più idonea. La struttura adibita a “baliatico esterno”, il brefotrofio, fu inaugurata nel 1923, lo stesso anno in cui il decreto del Regio Governo del 16 Dicembre, n. 2900, aboliva il sistema delle “ruote” in tutta Italia.Il dottor D’Andrea, si prodigò per abolire la ‘ruota’ degli esposti esistente in vicolo Innocentini, in Città vecchia (ma a Taranto altre ‘ruote’ erano nel convento di Santa Chiara, ora sede della magistratura minorile, nello spazio antistante la cattedrale di San 

Cataldo, e in altre sedi caritatevoli) e trasferire i neonati in luogo meno malsano e mortifero in alcune stanze della ‘Casa delle Donne Pentite’, nel vicolo omonimo: quella prima istituzione pediatrica (e neonatologica) ebbe il nome di ‘Asilo dei Lattanti’.
Cessata l’opera delle ‘rotère’, le donne addette alle ‘ruote’, che fra l’altro allattavano pure (come nutrici con e senza figli viventi) gli sventurati abbandonati e poi ceduti (dietro compenso pecuniario) a madri sfortunate perché sterili e anelanti ad una creatura da crescere come propria, i bambini vennero curati dal dott. D’Andrea.

Una ricerca condotta dal pediatra dr. Di Comite alcuni anni orsono, presso l’Archivio Storico del Comune di Taranto , ubicato negli ex grandi magazzini Upim nei pressi di piazza Ramellini, lo ha portato a rintracciare il dott. D’Andrea, indicato però solo con il cognome e non con il luogo e la data di nascita.
Successivamente, il ritrovamento dell’estratto del certificato di morte ha permesso di appurare che il dottore D’Andrea, nato in Alfedena (L’Aquila), era deceduto nella sua abitazione di via Pitagora 95, di fronte all’ingresso della Villa Peripato, all’età di 74 anni. (Il dott. d’Andrea era stato anche medico Municipale e Ufficiale sanitario della Provincia di Taranto, in servizio dal 1886 al 1923). Il passaggio dalla ‘ruota’ di vicolo Innocentini alla struttura pediatrica dell”Asilo dei Lattanti’ di vico Pentite, ha segnato sicuramente un grande salto di qualità. Ma Taranto, per avere un vero brefotrofio ha dovuto attendere fino ai primi del Novecento, allorchè un benefattore, Gaetano Frisini, donò alla città il suo palazzo, situato tra le odierne via Leonida e via Mazzini.

La donazione avvenne nel 1912 ma l’orfanatrofio entrò in funzione solo a partire dal 1923.(cit. rif. Taranto com’era) Dalla Regione Puglia si comunica che “è stato scelto il progetto vincitore per trasformare l’ex brefotrofio Palazzo Frisini di Taranto in residenza universitaria. È stato scelto il progetto vincitore del concorso di progettazione per convertire l’ex brefotrofio Palazzo Frisini di Taranto in una residenza universitaria, nell’ambito del Progetto Puglia Regione Universitaria. Ad aggiudicarsi il primo posto è stato un gruppo coordinato dall’ arch. Vincenzo Corvino di Napoli e composto da architetti, ingegneri, archeologi, restauratori, geologi pugliesi e non: ing. Cesare Ferrone (Casoria) – archRocco Cerino (Taranto) – arch. Cosima Lorusso (Leporano) –

archeologa. Severino Dell’Aglio (Palagiano) – arch. Vittoria Cerino (Roma).- restauratrice. M. Rosaria Vigorito (Napoli)- geologo Mario Alfino (Bari). Il concorso di progettazione, promosso dall’Assessorato all’Istruzione della Regione Puglia in collaborazione con le agenzie regionali Adisu e Asset, ha fatto registrare un grande fermento di professionisti di tutta Italia che hanno provato a ripensare il profilo di un immobile dall’alto valore storico artistico, collocato nel centro storico di Taranto. Si tratta di un’aggiudicazione provvisoria nelle more della verifica dei requisiti dei vincitori, a valle della quale sarà possibile procedere al perfezionamento degli elaborati per la candidatura al V bando della L. 338/2000. “Dopo l’ex Caserma Cimarrusti di Lecce, oggi abbiamo concluso

anche il concorso di progettazione lanciato per realizzare una nuova residenza universitaria a Taranto” ha dichiarato l’assessore regionale Sebastiano Leo che aggiunge “Il progetto di recupero di “Palazzo Frisini” consentirà la realizzazione più di 90 posti alloggio a disposizione di studenti e studentesse che sceglieranno di studiare in Puglia, oltre alla creazione di servizi come una biblioteca, una sala conferenze, spazi di coworking, una palestra, una sala teatro, una sala musica, una caffetteria che saranno a disposizione non solo della comunità studentesca ma di tutta la città. Si tratta di un grande intervento di rigenerazione urbana su un importante immobile posto nel centro storico di Taranto, che innescherà un processo virtuoso anche nel quartiere circostante. Le residenze universitarie e tutto il diritto allo studio sono al centro di una grande strategia di rilancio da parte dell’amministrazione regionale con il progetto Puglia Regione Universitaria finalizzato a costruire un nuovo rapporto tra sistemi universitari e sistemi urbani, nell’ottica di progettualità condivise che pongano al centro il benessere degli studenti e di tutta la cittadinanza” ha concluso Leo.

La concretezza del progetto, il rispetto per il complesso originale Frisini, la ricerca di un rapporto forte con la città, attraverso i servizi collocati introno alla corte dell’edificio, l’interesse per la transizione ecologica sono tutti elementi che hanno convinto la commissione giudicatrice ad assegnare al raggruppamento sopra citato il primo

posto. L’immobile al centro del concorso Palazzo Frisini, storico brefotrofio della città tarantina che accoglieva e allevava i neonati illegittimi o abbandonati, dopo essere stato in seguito sede del liceo Ferraris, era da alcuni anni in stato di abbandono. SEGUE DOMANI

 

 

 

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VITO NICOLA CAVALLO

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