NEMI (ROMA) NELLA REGIONE LAZIO UNO DEI PIU’ BELLI BORGHI D’ITALIA: LUOGO DI GRANDE FASCINO E MISTERO

NEMI (ROMA) NELLA REGIONE LAZIO UNO DEI PIU’ BELLI BORGHI D’ITALIA: LUOGO DI GRANDE FASCINO E MISTERO
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NEMI: IL BORGO DIVINO DEGLI INNAMORATI, DELLE FRAGOLE E DEI FIORI CI INCANTA CON LE SUE LEGGENDE E TRADIZIONI

 di Catalina Mioara Georgescu

Nemi nel Lazio, uno dei borghi più belli d’Italia: luogo di grande fascino e mistero…

 Immersi nella natura, circondati da paesaggi da fiaba o protetti da possenti mura di cinta, la primavera ci offre uno spettacolo unico insieme a luoghi unici da visitare, tra cui Nemi, uno dei borghi più belli d’Italia.

Ormai siamo più che consapevoli che con l’arrivo della primavera la voglia di organizzare un weekend oppure una gita fuori porta anche di un solo giorno cresce a dismisura così come cresce la voglia di visitare nuovi luoghi mai visti e sempre desiderati.

Situato nella zona dei celebri Colli Albani, Nemi rappresenta uno dei borghi caratteristici ed affascinanti dei Castelli Romani e si affaccia sull’omonimo lago a 520 metri di altezza, luogo di grande fascino e mistero.

Il borgo di Nemi fa parte del Parco Regionale dei Castelli Romani ed il suo caratteristico centro storico si affaccia direttamente sul lago, sulle cui splendide rive è possibile ammirare la perfetta riproduzione di navi appartenute all’imperatore Caligola (1927-1932), visitando l’interessantissimo Museo delle Navi Romane.

Nella notte tra 31 maggio ed 1°giugno 1944 il museo e le due navi andarono al fuoco, pare per un incendio appiccato da alcuni soldati tedeschi. Oggi nel museo sono custoditi dei modellini in scala.

Il centro storico del borgo offre la possibilità di brevi passeggiate, specie lungo il viale principale che si snoda tra le case del paese. Qui si trovano botteghe di artigiani, specie di prodotti enogastronomici, continuando poi si arriva ad un altro belvedere con un magnifica vista sul Lago di Nemi, per poi intravedendosi le mura del grande Palazzo Ruspoli risalente al medioevo e costruito per volere dei Conti di Tuscolo. Nonostante alcuni anni fa furono effettuati lavori di restauro, l’interno del palazzo versa in completo stato di abbandono.

Di fronte al palazzo si trova la piccola ma caratteristica piazzetta del borgo, proseguendo poi verso l’alto ci si può inoltrare tra i vicoli, arrivando fino alla chiesa parrocchiale di Santa Maria del Pozzo costruita del ‘500 in sostituzione di una preesistente cappella. Un altro edificio religioso di Nemi, il Santuario del Santissimo Crocifisso, si trova appena entrati nel paese e fu costruito nel 1637 dal Marchese Mario Frangipane.

Nemi può vantare un passato importante e un patrimonio leggendario- mitologico complesso e di spessore. L’intero bosco circostante era infatti consacrato a Diana, divinità italica, latina romana, signora delle selve, protettrice degli animali selvatici e custode delle fonti e dei torrenti. Il toponimo di Nemi si lega proprio al “nemus” latino, che significa appunto “bosco”. Con il nome di “Nemus Dianae” o “Nemus Aricinum” era infatti conosciuto in età antica il santuario della dea che sorgeva presso le sponde settentrionali del Lago di Nemi.

Nei presi del lago si trova anche il Tempio di Diana Nemorense, un antico edificio a base rettangolare e con altare circolare, in cui veniva adorata la dea.

Nemi: il borgo divino degli innamorati, delle fragole e dei fiori, ci incanta con le sue leggende e tradizioni

Le leggende arcaiche hanno fornito a Nemi le ragioni per considerarsi un paese “molto sensibile “al nobile sentimento dell’amore. Il mito di Ippolito e di Artemide (la Diana ellenica) ci racconta che Ippolito, figlio dell’eroe Teseo, re di Atene, caduto in disgrazia a causa della gelosia di Afrodite, morì per mano di Poseidone. La dea Artimide, innamorata di Ippolito, lo portò proprio a Nemi dove lo fece tornare alla vita. Ippolito sposò la dea e in seguito divenne sacerdote del tempio, cambiando il suo nome in Virbio, dal latino “vir bis”, colui che nasce due volte.

Nemi è il borgo divino degli innamorati nel Lazio dove il mito più bello e romantico è quello di Numa Pompilio e della Ninfa Egeria. Numa Pompilio, uomo retto e devoto agli Dèi, era stato scelto per succedere a Romolo e governare la bellicosa Roma. Numa si adoperò per la pace ma serviva inculcare nei romani il rispetto delle leggi divine. Dopo la morte della sua consorte Tazia, Numa si recava in solitudine per poter piangere il suo dolore presso un bosco sacro che sorgeva lì dove, in futuro, sarebbe stata costruita l’Appia. In questo posto abitavano le Camene, ninfe delle acque e delle sorgenti. Una di queste si innamorò di lui, la dea si chiamava Egeria e nel frattempo diventò la sua sposa. I due si incontravano ogni giorno nel bosco ed Egeria suggeriva al re come riformare Roma, illustrandogli le ritualità e suggerendogli quali ordini sacerdotali istituire.

L’amore tra ninfa e il re non poteva essere eterno. Numa morì ed Egeria disperata iniziò a vagare per i boschi della Valle di Aricia e lungo le sponde del Lago di Nemi. Giunta ai piedi di un monte pianse con tale dolore che Dea Diana, mossa a compassione, decise di porre fine al suo strazio e la trasformò in una fonte di acqua perenne. Sono due le fonti che ancora oggi portano il nome di Egeria, una a Roma nei pressi di Porta Capena e una nel bosco di Ariccia sui colli Albani.

Nemi, il paese degli innamorati si veste di amore per ogni San Valentino organizzando mostre, eventi ed esposizioni d’arte. Quest’anno, cuori luminosi, frasi romantiche e installazioni artistiche di luci al neon hanno animato le vie del piccolo borgo rendendo un’atmosfera magica per le coppiette di tutte le età.

Nemi è il paese delle fragole e dei fiori. Questo borgo dei Castelli Romani è conosciuto in tutto il mondo per la bellezza dei suoi paesaggi e per la “Sagra delle fragole” che si tiene ogni anno fin dal 1922, e dove a giugno attira migliaia di turisti pronti ad assaporare questo frutto delizioso in tantissime versioni, con la crema chantilly, con panna oppure con limone.

Il paese si riempie di fiori, turisti, allegria. I turisti possono assaggiare gratuitamente i frutti coltivati lungo le rive del Lago di Nemi, tra rievocazioni storiche e balli folcloristici. La sfilata delle “Fragolare”, rappresenta l’anima dell’evento, dove le ragazze del borgo indossano per l’occasione l’antico costume della tradizione (gonna rossa, bustino nero, camicetta bianca e mandrucella di pizzo in testa).

Secondo la leggenda, le fragoline di Nemi (fragoline di bosco), nacquero dalle lacrime versate da Venere per la morte di Adone, poi trasformate in cuori rossi. Pare che queste fragole avessero dei poteri, come quello di allontanare i serpenti presenti nei boschi.

Le fragole di Nemi sono fragole dal colore vivace e dal sapore intenso, vengono utilizzate per diversi tipi di prodotti locali come: dolci, tortine, confetture, il liquore fragolino e persino la birra. Vengono raccolte tra maggio e ottobre e proprio all’inizio di questo periodo viene svolta la Sagra delle Fragole.

Romantico e con i panorami mozzafiato, con le sue tradizioni, le sue leggende, e tanto tanto altro, il piccolo borgo dei Castelli Romani, un gioiello incastonato sulle rive di un lago, vi aspetta a trovarlo!

Cosa aspettate… preparate le vostre valigie, tanta voglia di esplorare e conoscere…sentite il profumo delle fragole, molto invitante… FATE BUON VIAGGIO!!!!

 

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CATALINA MIOARA GEORGESCU

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