TRA BOSCHI, GHICCIAI E MONTAGNE SORGE UNO SPLENDIDO BORGO: VALGRISENCHE NELLA VALLE D’AOSTA

TRA BOSCHI, GHICCIAI E MONTAGNE SORGE UNO SPLENDIDO BORGO: VALGRISENCHE NELLA VALLE D’AOSTA
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LA STORIA, L’ARTE, LA CULTURA E LE TRADIZIONI DEL VALGRISENCHE

di Catalina Mioara Georgescu

Ruscelli, cascate e laghetti alpini danno il benvenuto alla primavera nel territorio di Valgrisenche

La prima cosa bella, quando i prati sono in fiore e profumi, è fare visita ad alcuni tra i borghi più belli d’Italia per una perfetta gita di primavera.

Una vera costellazione di piccoli tesori disseminati su tutto il territorio nazionale che da fine marzo a giugno si scrollano di dosso il torpore invernale per rivestirsi di fiori colorati con giornate più lunghe e clima temperato.

La primavera rappresenta uno dei periodi migliori per raggiungere alcuni dei borghi caratteristici del nostro territorio, che tra celebrazioni religiose, risveglio della natura in cui sono immersi e tradizioni sempre vive raccontano la nostra storia meglio di chiunque altro.

Tra ruscelli, cascate e laghetti alpini che danno il benvenuto alla primavera, sorge uno splendido borgo: Valgrisenche – Valle d’Aosta, situato a 1664 metri di altitudine sul livello del mare; una valle per chi è alla ricerca di un luogo di quiete, d’autenticità, incontaminata e ricca di fascino.

Si può godere della bellezza delle montagne ammantate di ghiaccio.

Di antica origine, il borgo è situato in posizione strategica sulla strada che per molti secoli assicurò il più veloce collegamento tra Aosta e la Francia e che, secondo molti storici, venne utilizzata dalle truppe di Annibale per penetrare nella penisola.

Nel borgo si trovano meno di cento residenti stabili, per di più sparsi in una decina di frazioni disseminate lungo cinque chilometri di strada. Sono loro i custodi del piccolo mondo antico della Valgrisenche, la meno conosciuta delle vallate valdostane. Senza grandi caroselli sciistici e alberghi di lusso, offre ai visitatori le sue tradizioni e le spettacolari montagne, come il gruppo del Rutor, la Grande Sassière, la Grande Rousse. Ogni due anni in questa valle si accendono i riflettori in occasione del Millet Tour du Rutor Extreme, una delle più impegnative gare di scialpinismo del panorama internazionale, dal 31 marzo al 2 aprile, celebrando questo anno la sua ventesima edizione.

Lungo la valle è possibile scorgere numerose case sparse, in un panorama pittoresco donato da pietre grige raccolte intorno al campanile, e pareti di roccia alte che chiudono l’orizzonte.

Il paese conserva l’aspetto del borgo medievale con tipiche abitazioni a balconata.

Di solito non vediamo l’ora di vedere qualcuno dei tanti castelli che compongono il paesaggi, eppure da queste parti l’architettura sposa l’essenzialità per non urtare il sentimento di libertà della natura. Qui capita che un fortilizio, nel qual caso la Fortezza Vieux quartier, venga trasformato in struttura ricettiva per accogliere i turisti e farli stare bene sotto tutti i punti di vista.

La storia, l’arte, cultura e le tradizioni dell’affascinante borgo Valgrisenche

Uno dei monumenti del posto che va apprezzato tanto è la Parrocchiale di San Grato, eretta per la prima volta nel 1390 e in seguito ricostruita nel 1875 affiancata dal campanile del 1392. Con un interessante interno a navata unica, tutta in stile corinzio, che termina nella sede dell’altare maggiore in marmo bianco di Carrara sovrastato dalle rappresentazioni dell’Ultima Cena e della Santissima Trinità, e con il pezzo valente del complesso del prezioso organo Vegezzi & Bossi, dichiarato di rilevanza storica e artistica, incanta e affascina il visitatore.

Il percorso continua fin ad arrivare davanti al Museo d’Arte Sacra, istituito all’interno della chiesa e dove si possono ammirare plurimi oggetti liturgici, croci d’argento, statue lignee come la trecentesca Madonna con il Bambino, reliquari, ostensori e manufatti d’artigiana fattura.

Fuori dal paese si trova la diga di Beauregard che sbarra completamente la valle. La diga fu realizzata nel 1954 per creare un’enorme riserva d’acqua ad uso idroelettrico. L’invaso è di dimensioni considerevoli, ma il livello delle acque è molto più basso del livello massimo consentito.

Valgrisenche è un luogo in cui le tradizioni si sono prima intrecciate, poi consolidate.

 Assolutamente da visitare la cooperativa artigianale “Les Tisserands” che si occupa della tessitura del “drap”, un tessuto rustico ottenuto dalla lana filata e lavorata sugli antichi “metiers” (telai) in legno di acero, e che nel suo laboratorio continua a trasmettere il mestiere alle nuove generazioni da oltre 45 anni.

“Un tempo la Valgrisenche era nota come valle dei Tisserands: in ogni casa c’era un telaio e chi in Valle d’Aosta voleva capi di abbigliamento, coperte o tappeti particolarmente caldi e durevoli sapeva che qui trovava quello che gli serviva. Poi tutta quella perizia scomparve, dissolta dall’emigrazione e da attività più remunerative. Fino a quando qualcuno pensò di rivitalizzare un’attività importante anche per la nostra stessa identità”, spiega la Sig.ra Luana Usel, una cittadina del posto.

I telai sono oggi perennemente in funzione dietro le vetrine della cooperativa, nella via principale del capoluogo. E’ solo qui che si possono acquistare o far confezionare su misura: le giacche, i cappotti, i cappelli, insieme a tendaggi, tappetti, coperte e perfino borse o zaini.

 La lana è ottenuta dalla tosatura delle pecore locali, di razza Rosset. La cooperativa presenta annualmente il frutto del proprio lavoro alla tradizionale Fiera di Sant’Orso ad Aosta e alla Fiera di Sant’Orso di Donnas.

Altre resistenti conferme delle tradizioni Valgrisenche, vanno dalla desarpa (la discesa delle mucche dagli alpeggi sul finire della stagione estiva) alla bataile des reines fino al patois locale e i rascard.

In zona Capoluogo potrete visitare il magazzino per la stagionatura e lo stoccaggio della Fontina: un’ex polveriera scavata nella roccia a ridosso del forte di Valgrisenche, risalente alla fine del XIII secolo, è il magazzino della Cooperativa Fontine situato a quota più elevata (1700 metri) ed assicura un ottimo equilibrio tra la temperatura che si mantiene attorno agli 8° C per tutto l’anno e l’umidità che raggiunge il 98%. Qui vengono portate a stagionare circa settemila forme, per maturare nei locali dell’ex polveriera.

A proteggere idealmente il villaggio è l’antica caserma sabauda, rinata da un paio d’anni con il nome di Le Vieux Quartier e diventata luogo multifunzionale: spazio espositivo, ristorante, rifugio spartano.

Quello che vedo nella natura è una struttura magnifica che possiamo capire molto imperfettamente, il che non può non riempire di umiltà qualsiasi persona razionale.

Sono pronte le vostre valigie?! Si parte… Per esplorare un nuovo posto incantevole, affascinante e meraviglioso!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CATALINA MIOARA GEORGESCU

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