SARDEGNA CI INCANTA CON UNO DEI SUOI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA: ATZARA IN PROVINCIA DI NUORO

SARDEGNA CI INCANTA CON UNO DEI SUOI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA: ATZARA IN PROVINCIA DI NUORO
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ATZARA IL PAESE MEDIEVALE DEL VINO E DEI TAPPETI, DELLA STORIA, DELLA TRADIZIONE, CULTURA ANTICA…

di Catalina Mioara Georgescu

Atzara, uno dei borghi più belli d’Italia circondato dalla campagna sarda

 

Ci troviamo nel cuore della Sardegna, nella regione dei Mandrolisai, qui si trova il borgo Atzara, una meta da raggiungere almeno una volta nella vita, un posto che offre la tranquillità e bellezza.

Il paese di Atzara conta più di mille abitanti e le sue origini antiche risalgono agli anni intorno al Mille, però fonti storiche raccontano che il territorio è stato abitato fin dal Neolitico, trovandosi piccole grotte scavate nella roccia, che avevano come funzione funeraria di età nuragica, una tomba dei giganti e il nuraghe Abbagadda, di cui oggi si conserva la torre centrale alta 6 metri.

Ad oggi Atzara ci incanta con la sua struttura architettonica di origine catalana; con la parte bassa in granito con soffitte coperte da travi di quercia, le case più antiche sulle facciate è un tripudio di decorazioni a scalpello, con la natura piena di boschi di roverelle e sughere, con colli coltivati a vigna.

Oltre alle piccole abitazioni anche le Chiese sono state create in granito e trachite, materiali che riescono a mettere in risalto la bellezza delle finestre e anche dei balconi.

Come punto di partenza a scoprire le meraviglie di Atzara, è il Museo di arte moderna e contemporanea: Museo Antonio Ortiz Echagùe, inaugurato nell’agosto del 2000, ha trovato sede nelle sale di un edificio ottocentesco in pieno centro storico, e la sua pinacoteca accoglie un’interessante panoramica della pittura del Novecento in Sardegna immersa nei colori e luci delle campagne amate ed immortalate dagli artisti,    che evidenzia la vena artistica e dove sono conservati splendidi costumi tradizionali, folkloristici indossati dalle donne del paese e dal copricapo tipico, “Tiaggiòla” , che fine 15-20 anni fa alcune persone, molto anziane  lo indossavano; oggi è limitato alle manifestazioni folkloristiche di Atzara.

Passeggiando per le vie del borgo, merita una visita la parrocchia di Sant’Antioco, con la sua splendida architettura gotico-catalana risalente a fine XV secolo dove sono ospitati due altari lignei di età barocca, una statua della Madonna con bambino.

Proprio nel cuore antico di Atzara, si può ammirare la Chiesa San Giorgio, affacciata su un’ampia piazza ad anfiteatro. Le prime informazioni risalgono al 1205, ha una forma rettangolare, con navata unica, facciata in pietra e campanile a vela.

La nostra visita prosegue camminando tra i vicoli del borgo che ci permettono di scoprire maggiori dettagli sulla struttura urbana. In parte siamo circondati da vecchie case padronali e contadine, quasi tutte con portone d’ingresso, cortile o loggiato chiuso da robusti mura di cinta.

Ma prima di uscire verso la campagna ci si imbatte in un’altra abitazione padronale, Casa Muggiano, su cui si distinguono due belle finestre in stile aragonese. Nei dintorni si trovano le Chiese Campestri di Santa Maria de Josso, di Santa Maria de Susu e di Santa Maria Bambina dedicate al culto di Maria.

Atzara il paese del vino e dei tappetti…

Oltre alle architetture suggestive, splendide, affascinanti Atzara è interessante anche per la campagna circostante con vigne storiche, alcune centenarie, bellissime da visitare soprattutto in autunno e raggiungibili grazie a un efficace sistema di strade rurali.

Un elemento principe dell’economia locale è il vino; qui non si produce solo il Cannonau, le sue uve vengono unite a quelle dei vitigni Monica e Bovale per dar vita al Mandrolisai, un vino Doc di colore rosso rubino dal bouquet rotondo, ricco di sfumature e dal gusto secco e ben strutturato.

Sui vicoli e piazzette si affacciano le cantine private (magasinos), con botti in castagno, soffitti con travi in rovere e pavimenti in terra battuta, dove gli abitanti sono pronti ad accogliere il visitatore con una bottiglia di Mandrolisai o di Moscato. Per non dimenticare poi di nominare i pezzi forti della tradizione dolciaria del posto: is bucconettes e su gattou, a base di mandorle, e sa tumballa ‘ e latte, dei delizi per i nostri palati.

In pieno gennaio viene organizzato uno dei eventi più importanti del paese, avendo come protagonisti i falò, con accompagnamento di vino e dolci. Nel mese di maggio, nella seconda domenica si tiene la Sagra del Vino.

Atzara: è anche il paese sardo dei tappetti, della tradizione tessile nell’abito femminile folkloristico col tipico copricapo “sa tiagola” – come venne nominato, molto spesso rappresentato nelle opere di grandi pittori del Novecento.

L’arte della creazione: un tempo, in tantissime abitazioni di Atzara i telai erano continuamente in funzione, manovrati dalle mani sapiente delle donne, la produzione riguardava soprattutto i tappetti, le coperte, stoffe d’arredamento. Oggi questa tradizione si fa conoscere nella cooperativa tessile, denominata “Sa Fanuga”, che porta il proprio nome di una coperta tipica, che offre al visitatore la possibilità di conoscere la tecnica che si ottiene col telaio orizzontale e consiste nel praticare un ricamo in rilievo, fatto di tanti nodini, su una trama a tessitura liscia, che di solito sono il lino, cotone o lana colorati. I suoi modelli propongono motivi decorativi con disegni geometrici e floreali.

I tappeti di Atzara sono tra i più rinomati di tutta la Sardegna.

Tutto ad Atzara fa venire voglia di soffermarsi a contemplare il fascino tutto speciale di questo borgo “sperduto” della Barbagia, circondato da boschi, vigneti e frutteti che creano una cornice perfetta per un soggiorno all’insegna della tranquillità e del relax.

Mettetevi in viaggio…Atzara vi aspetta!

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CATALINA MIOARA GEORGESCU

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