ATRANI IN PROVINCIA DI SALERNO SULLA COSTIERA AMALFITANA RAPPRESENTA UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA  

ATRANI IN PROVINCIA DI SALERNO SULLA COSTIERA AMALFITANA RAPPRESENTA UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA   
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ATRANI IL PICCOLO BORGO DEI PESCATORI CON LE SUE BELLEZZE, STORIE, ARTE, CULTURA E LEGGENDE UN PICCOLO PAESE PER ARTISTI E POETI

 di Catalina Mioara Georgescu

Atrani in Provincia di Salerno sulla Costiera Amalfitana rappresenta uno dei borghi più belli d’Italia

Atrani, con i suoi 900 abitanti, rappresenta il comune più piccolo per dimensioni di tutto il territorio italiano e nello stesso tempo quello con la più alta densità abitativa della provincia di Salerno.

Un piccolissimo ma caratteristico paese, una perla della Costiera Amalfitana con una cornice da cartolina per la sua spiaggia splendida e suggestiva e non solo, Atrani offre al visitatore tantissime bellezze da guardare, posti da ammirare.

Atrani nasce lungo la “Valle del fiume Dragone”, un nome legato alla leggenda secondo cui l’area nascondeva un pericolosissimo drago sputa fuoco e sorge a pochi chilometri di distanza dalla celebre Amalfi ed è stretto tra il Monte Civita ad est e il Monte Aureo ad ovest, ha saputo conservare intatte le caratteristiche di un borgo di pescatori.

Le origini della città di Atrani purtroppo ad oggi sono sconosciute, anche se ricerche archeologiche dimostrano l’esistenza di ville romane distribuite lungo la Costiera Amalfitana già a partire dal primo secolo d.C. si tratta però di edifici totalmente ricoperti dalla storica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e di conseguenza quasi impossibili da analizzare al meglio.

La prima prova documentata dell’esistenza della città di Atrani è una lettera di Papa Gregorio Magno datata nel anno 1596; successivamente si sarebbe imposta come una delle città più privilegiate del Ducato di Amalfi essendo infatti l’unico borgo ad avere il titolo di città gemellata, assieme a quello di Amalfi avendo il diritto di eleggere o deporre i capi e, non a caso, era sede di diverse famiglie dell’aristocrazia locale: dai Pantaleoni agli Alagno, dagli Augustariccio ai Viarecta.

Atrani il piccolo borgo dei pescatori con le sue bellezze, storie, arte, culture e leggende…

Lo splendore di Atrani, come quello di Amalfi, sarebbe stato stroncato da un violento maremoto il 24 settembre del 1343, che sommerse buona parte di un litorale già provato dalle continue incursioni ad opera dell’esercito di Pisa. Da quel momento le sorti dei due comuni si sarebbero legate in maniera indissolubile ed entrambi sarebbero stati rapidamente inglobati nel principato di Salerno.

Purtroppo, anche la storia più recente del comune non è esente da terrificanti catastrofi naturali. Il 9 settembre del 2010 una nuova violentissima alluvione ha provocato l’esondazione del fiume Dragone, che ha rotto gli argini ed ha invaso le strade della città; la valanga di acqua e fango ha letteralmente spazzato via tutto quello che la ostacolava, dato il fatto che è stato costruito su un’area a rischio idrogeologico.

Da un lato l’affaccio dalla strada sopraelevata ad archi che la percorre come un balcone è sulla spiaggia, dall’altro è sulle case che si stagliano col loro bianco abbagliante sulla montagna di rocce, terrazzini verdi e frutteti. Il cuore di questo borgo dei pescatori è la piazzetta Umberto I: il posto dove un tempo si tiravano le barche per proteggerle dalle mareggiate, oggi viene descritto come un salottino accogliente e raccolto.

Passeggiando all’interno dei sui vicoli e delle scalinate che si dipanano verso il corso principale, si possono scoprire degli scorci splendidi, che con il tramonto regala dei bellissimi colori, facendo risaltare i balconi in ferro battuto e le persiane verdi, i cestini di vimini, i pomodori appesi a forma di pinneolo.

Atrani pur essendo piccola, le cose da vedere non mancano. Al tempo delle repubbliche marinare, infatti, qui vivevano le famiglie più nobili di Amalfi e sempre qui si incoronavano e venivano seppelliti i dogi, per esempio la Chiesa di San Salvatore di Birecto, dove Birecto non è nient’altro che il berretto che veniva posto sul capo del doge, fondata nel 940, avendo un piccolo campanile a vela e una porta in bronzo, con formelle intarsiate con argento, rame e smalto, arrivata nel 1087 dalle botteghe di Costantinopoli, come dono di Pantaleone Viaretta.

Da visitare è anche la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la sua Collegiata, costruita nel 1274, con la sua cupola di maiolica lucida e la torre campanaria a pianta quadrata, rappresentano il simbolo di Atrani. Proprio accanto si trova la Grotta di Masaniello dove Tommaso Aniello d’Amalfi, conosciuto col nomignolo Masaniello, fu il principale protagonista della rivoluzione napoletana che vide dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo. Masaniello cadde vittima di una congiura: il cadavere fu orrendamente mutilato, la testa conficcata in un palo e portata in trionfo per le vie della città. La leggenda narra che… braccato dai soldati del vicerè, per qualche tempo Masaniello si sia nascosto in una grotta che da allora prende il suo nome “Grotta di Masaniello”, e che si trova in prossimità di quella che, invece, è stata accertata essere la casa dei nonni materni.

Poco sopra l’antica via che collegava Atrani con Amalfi si trova la Grotta dei Santi che faceva parte dell’antico monastero benedettino dei SS. Quirico e Giulietta.

Atrani ospita un’incredibile quantità di chiesette: il Monastero francescano di Santa Rosalia, la Chiesa di S. Maria del Bando- dove venivano proclamate le sentenze e i bandi nel periodo della Repubblica Amalfitana, Chiesa Maria Immacolata, quella di S. Gertrude, la Chiesa del Carmine, Chiesa di S. Michele- famosa per aver accolto i cadaveri della peste del 1656 di cui un muro conserverebbe ancora le tracce.

La mitigazione marina, le vicine cime della Costiera e la posizione praticamente sul litorale fanno sì che il borgo sia visitabile praticamente sempre, senza dover tener troppo conto delle temperature del periodo.

Atrani quanto bello e affascinante posto di storia, arte, cultura e tradizioni è anche un luogo pieno di leggende e racconti, tra cui protagonista di una leggenda legata a una tragica storia d’amore poco conosciuta. Si narra, infatti, che… tutti gli occupanti che si sono succeduti ad abitare la Torre dello Ziro hanno dovuto subire le angherie del fantasma della Duchessa di Amalfi che, giovane vedova d’Aragona si innamora del proprio maggiordomo e lo sposa segretamente; ma i fratelli della Duchessa perseguono i due amanti con irrefrenabile odio tale da ucciderli coi loro figli. L’anima dannata della duchessa, non riuscendo allora a trovar pace, molestava continuamente i residenti che si sono succeduti ad abitare nella rocca causando sistematicamente danni alla struttura, e così, chiunque provvedeva al restauro dell’edificio (che in molti indicano come prigione della duchessa), subiva crolli e smottamenti in continuazione.

Atrani il piccolo paese ricco di ispirazione per poeti e artisti dove la poesia e l’arte sono in simbiosi e non solo, dove la cucina tradizionale offre i piatti unici, dove le feste simboliche, significative, non mancano per tutto l’anno, dove accoglienza è all’avanguardia, dove i misteri del posto vengono narrati tramite leggende e i miti del posto.

Che dire… oggi ho raccontato poco…c’è tanto ancora da raccontare e da visitare ad Atrani…però ve lo lascio scoprirlo a voi…sarete voi i protagonisti del Viaggio!

 

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CATALINA MIOARA GEORGESCU

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