LA RUBRICA SETTIMANALE: L’AVVOCATO NEL CASSETTO LE NOVITA’ DAL PIANETA GIUSTIZIA

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FINO A QUANDO SI HA L’OBBLIGO DI MANTENIMENTO DEL FIGLIO MAGGIORENNE?

dell’avvocato Cinzia Teresa Econimo


Per poter rispondere alla domanda è necessario capire in cosa consista l’obbligo di mantenimento;
Art. 30 della Costituzione al 1^ comma: è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Art.147 del codice civile: il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 315-bis.
La dottrina ha stabilito che rientra nel mantenimento l’obbligo di fornire ai propri figli quanto necessario perché possano avere un’adeguata vita di relazione rapportandola all’effettivo contesto sociale e alle disponibilità dei genitori.
L’obbligazione al versamento del mantenimento è stata ulteriormente garantita dall’articolo 570 bis del codice penale che prevede sino ad un anno di reclusione e sino ad una pena di € 1.032 per chi si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti la responsabilità genitoriale.
Quindi il mantenimento, pur dipendendo dal contesto economico della specifica situazione, non ha esclusivamente natura alimentare, ma comprende le attività utili per lo sviluppo psico-fisico dei giovani incluse quelle per la formazione del senso civico ed il grado culturale.
C’è un limite temporale oltre il quale non debba esser concesso tale sostentamento? Fino a che età il figlio maggiorenne ha diritto al mantenimento?
La cassazione ha adottato una posizione uniforme in materia: “l’obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli, secondo le regole degli artt. 147 e 148 cod. civ., non cessa con il semplice raggiungimento della maggiore età da parte di questi ultimi, ma perdura, immutato, finché il genitore interessato non dia la prova che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica, ovvero che il mancato svolgimento di un’attività economica dipende da un atteggiamento di inerzia ovvero di rifiuto ingiustificato dello stesso.” Si ricavano tre punti fondamentali:
1. Sino al raggiungimento del diciottesimo anno di età i ragazzi hanno diritto a vedere versata una somma a loro favore per il mantenimento.
2. Il raggiungimento della maggiore età non comporta l’automatica decadenza dell’obbligo di mantenimento.
3. L’obbligo di mantenimento cessa solo in due casi: quando Il giovane abbia raggiunto un’indipendenza economica (ha proprie entrate che gli permettono di mantenersi autonomamente) oppure quando la mancata indipendenza economica sia causata dall’inattività del giovane.
Anche se non è previsto un’età massima oltre la quale il diritto decade, la dottrina ha elaborato dei criteri concreti in base ai quali i singoli giudici possono valutare se il beneficiario abbia ancora diritto a ricevere l’assegno di mantenimento o meno. Tali criteri sono:
 la realizzabilità delle ambizioni del mantenuto: il percorso di studi e le aspirazioni del giovane devono essere compatibili con le effettive condizioni economiche della famiglia.
 l’impegno versato nell’ottenimento di una competenza maggiore o nella ricerca di un lavoro adeguato alla propria formazione e l’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica.
 l’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa ed, in particolare, la complessiva condotta personale tenuta dal raggiungimento della maggiore età.

Rubrica a cura di Catalina Mioara Georgescu

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Redazione

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