PUGLIA. IL TEATRO DI FANTIANO NEL PARCO NAZIONALE NATURALE DELLA TERRA DELLE GRAVINE DI PUGLIA. Prima Parte /2

PUGLIA. IL TEATRO DI FANTIANO NEL PARCO NAZIONALE NATURALE DELLA TERRA DELLE GRAVINE DI PUGLIA. Prima Parte /2
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“LA CITTÀ D’ARTE DI GROTTAGLIE”. UN PROGETTO DALLA FORTI VALENZE SIMBOLICHE E RAPPRESENTATIVE, SOTTO IL PROFILO ARCHITETTONICO, PAESAGGISTICO ED AMBIENTALE,”

di Vito Nicola Cavallo

La vera storia della realizzazione nelle e cave di tufo zuppigno, a Grottaglie, del teatro di Fantiano nel Parco delle Gravine di Puglia. Siamo nel 2021, ed ormai ridondante all’avvio di questa campagna elettorale, il “ritornello” di chi ha pensato e poi realizzato il teatro di Fantiano, per primo l’attore e regista Alfredo Traversa candidato sindaco per la coalizione GROTTAGLIE DOMANI, ma la realizzazione è stata degli assessorati ai lavori pubblici e turismo della giunta comunale del 2008.

La storia. Dal 2006 al 2011, l’amministrazione comunale in stretta “sintonia” con gli assessorati al bilancio ed al turismo della Regione Puglia avviarono un intenso programma di promozione turistica, protagonisti gli assessori Sandro Frisullo e l’On. Massimo Ostillio insieme agli assessori grottagliesi Ottavio Orlando e Cavallo.

In sintesi le iniziative realizzate furono, i lavori  dello IAT ( informazioni e accoglienza turistica) nel Castello Episcopio, che vennero finanziati per circa quarantamila euro, dalla Regione Puglia, e con  l’ installazione  di nove pannelli informativi didattici posti a corredo dei monumenti (Chiesa Madre, S. Francesco De Geronimo, Chiesa del Carmine, castello episcopio, monastero di S. Chiara, Chiesa dei Paolotti, Madonna della Mutata, quartiere delle ceramiche, palazzo De Felice) con il coordinamento dal Ministero per i Beni e le Attività culturali-direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia nell’ambito del progetto “Sistema di comunicazione ed informazione turistico-culturale per la promozione del territorio regionale. La ristrutturazione, adeguamento ed istituzione dell’ufficio di informazione ed accoglienza turistica (IAT) era incluso nell’ambito della realizzazione del rafforzamento della Rete regionale di Informazione e Accoglienza al Turista, con annesso potenziamento della infrastruttura tecnologica, da realizzarsi nelle aree interessate dai Progetti Integrati Settoriali (PIS), finanziati dalle Misure 6.2 e 4.16 del POR – Puglia 2000-2006. In questo programma fù inclusa la realizzazione del teatro di Fantiano in quanto incluso nell’aree interessate alla realizzazione dei Progetti Integrati Settoriali (P.I.S.), previsti dal P.O.R. – Puglia 2000/2006, Finanziamenti utilizzati per la realizzazione di iniziative di potenziamento della rete di accoglienza, in luoghi, turisticamente rilevanti, con consistenza di flussi turistici, e presenza dei beni artistici, ambientali e culturali di pregio, ed iniziative organizzate dall’ente (eventi, festival, manifestazioni culturali).

Dalla relazione progettuale lo sviluppo dell’opera. “Un nuovo teatro all’aperto immerso nel parco nato dal recupero delle antiche cave di tufo e sabbia. L’area oggetto dell’intervento è posizionata a circa tre chilometri, a nord-ovest, dal centro urbano di Grottaglie. Un luogo per molto tempo occupato dalla popolazione fino al consolidamento dell’attuale nucleo storico del paese, interessato, tra gli anni cinquanta e settanta del novecento, da un’intensa attività di estrazione di materiale per la produzione di conci di tufo e sabbia calcarenitica.


Oggi il paesaggio è radicalmente cambiato: un immenso parco naturalistico costituito da oliveti secolari, boschi di Pino d’Aleppo e macchia mediterranea, ospita le numerose grotte a testimonianza degli antichi insediamenti e le cave tufacee a cielo aperto con pareti a strapiombo, terrazze e isolati “monoliti” che definiscono ineguagliabili architetture di calcarenite. Un risultato che cancella i lunghi anni di totale abbandono che avevavo portato le cave ad essere utilizzate come discariche abusive. Dal 1999 il riconoscimento di un valore paesaggistico inestimabile e le opportunità comunitarie hanno consentito l’istituzione del Parco Regionale Naturale della Terra delle Gravine. Il recupero dell’area delle Cave rientra in un modello di riqualificazione e valorizzazione integrato, che ha coinvolto anche il centro storico, il Quartiere delle Ceramiche e gli habitat rupestri. I principi di

eco-sostenibilità sono stati il filo conduttore di tutte le scelte adottate con l’obiettivo di sviluppare nuove opportunità turistico-ricettive ed innalzare la qualità della vita della comunità.
L’organizzazione di manifestazioni teatrali e concertistiche stagionali hanno consentito in prima istanza di riappropriarsi dei luoghi.

Lo sviluppo di queste manifestazioni a livello internazionale (Musica Mundi, il Teatro della Fede) ha condizionato la decisione di collocare nell’area la sede stabile del teatro di Fantiano e di realizzare il Parco Attrezzato delle Gravine e delle Cave per ospitare attività culturali, legate allo spettacolo e al tempo libero.
Il risultato delle scelte progettuali è la creazione di un luogo caratterizzato dall’alternanza di “pieni” e “vuoti”, connotato da un’alta valenza ambientale e articolato in una complessa rete di servizi, spazi ed attività polivalenti e polifunzionali.

L’idea guida del progetto è stata quella di generare un’immagine complessiva dalle forti valenze simboliche e rappresentative, sotto il profilo architettonico, paesaggistico ed ambientale, che fosse in grado di relazionarsi con il contesto agrario ed antropizzato attraverso segni immediatamente riconoscibili. Le caratteristiche dei materiali e dei componenti edilizi sono state assunte come valore estetico da mettere in evidenza, per evidenziare gli stimoli e le preesistenze del luogo e ridare giusto significato ai dettagli architettonici, alle differenziazioni di grana materica, alle trame di disegno, ai colori, al trattamento delle superfici dei vari materiali, alle specie arboree e arbustive. Un’impostazione flessibile e dinamica delle funzioni, ha consentito di distribuire sapientemente gli spazi e gli organismi edilizi dedicando particolare attenzione a quelli ad uso collettivo e gestionali e agli spazi polivalenti all’aperto.
Minimizzazione dell’impatto ambientale e gerarchizzazione della viabilità, accessi ed esodi, robustezza dei materiali scelti tra quelli della tradizione locale e minimizzazione della manutenzione degli impianti tecnologici, razionalizzazione dell’illuminazione naturale ed artificiale e ottimizzazione delle curve acustiche e visive: sono i principi fondativi che hanno guidato tutto lo sviluppo progettuale. SEGUE DOMANI

 

 

 

 

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VITO NICOLA CAVALLO

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