ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2021. MARIO PETRAROLI “RICORDI DI CAMPAGNE ELETTORALI IN PERIODI NORMALI”.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2021. MARIO PETRAROLI “RICORDI DI CAMPAGNE ELETTORALI IN PERIODI NORMALI”.
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“IL PARTITO DELL’ACCIA” – DEL SEDANO…. AUTOBIANCHI FAMILIARE BIANCA, SCALA A FORBICE, E SECCHI CON LA COLLA, SCOPA IN SETOLE ROSSE LUNGHISSIME, SECCHIO PIENO DI COLLA “MUCCULONE”  PER CARTA DA PARATI E ANDAVI PER APPLICARLA SULLE PARETI TI LAPPISCIAVI TUTTU”

Giovambattista Rescigno e di Vito Nicola Cavallo

La pandemia e internet, hanno di fatto cambiato radicalmente il “rito” delle campagne elettorali, in cui era “adrenalinico” (a volte!) seguire i comizi dei candidati e dei leader nazionali, la rincorsa agli spazi comiziali e sulle plancie in acciao zincato, dove “armati di scopa e colla, si tappezzavano le città di volti sorridenti e rassicuranti. Oggi tuti i candidati sono “rintanati” in luoghi da definire, dove si cercano candidati per riempire la “dozzina” di liste delle diverse coalizioni, impegnati anche, in scambi di “cortesie”  di competizione. C’è chi dichiara sulla pagina del “libro delle facce” che in caso di ballottaggio, non sarà “scontato l’appoggio a Traversa”, o chi non comprende il sostegno di COMPARTO CIVICO a Traversa, candidati sindaci che chiedono di essere chiamati mattina, pomeriggio e sera, non comprendendo che dovrebbe essere esattamente il contrario; ancora chi ricorda la campagna elettorale degli anni ’50, quando nasce a Grottaglie il “partito dell’accia” – del sedano, ma il “dipinto” più interessante delle competizioni elettorali degli anni ’80 è quello di Mario Petraroli, che di seguito riportiamo.

Ricordi:  

Siamo nei primissimi anni ottanta. Io militavo convintamente nel Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale -, ero una specie di segretario del Fronte della Gioventù, era la costola giovanile della destra. Il nostro partito era stato commissariato, erano spariti centocinquantasettemilalire, uno scandalo e insieme una vera e propria guerra tra poveri, non trovando il vero responsabile, la colpa ricadde ingiustamente sul povero Ottavio Petrarulo, per noi e i grottagliesi alias Tattarieddo, che svolgeva funzioni di segretario cittadino. Eravamo in piena campagna elettorale per le provinciali, che si tennero tra Aprile e Maggio di quell’anno, non ricordo perfettamente, ma sono certo era nei primi anni 80. Il nostro candidato era Michele Mirelli avvocato, da qualche anno punta di diamante della sezione di Grottaglie, all’epoca non era mica facile, trovare un professionista capace di metterci la faccia, Michele Mirelli ce la mise. Impegnati in prima persona a fare: comizi, volantinaggio, propaganda porta a porta e facevamo pure gli attacchini di manifesti. Si, attaccavamo i manifesti…..in tutti gli spazi possibili, e diciamo pure in spazi impossibili, “in illo tempore” anche noi cercavamo di coprire gli altri,  l’unico problema che pure gli altri facevano lo stesso e la conseguenza era

una guerra all’ultimo spazio possibile, questo fino alla mezzanotte del Venerdì. Quello specifico venerdì lo ricordo ancora, eravamo tante cenerentole, a mezzanotte del venerdì Raus…orario massimo di campagna elettorale, alla mezzanotte scattava il sabato di riflessione degli elettori, certo non si poteva fare nessuna pubblicità elettorale all’aperto, ma per tutti, candidati, sostenitori e altri, la campagna elettorale continuava al chiuso delle case. Dunque, io e il buon Michele tornavamo dal solito giro di attacchinaggio, saranno state le 21,00, una sosta per rifornirci di altro materiale e di altra maledetta colla “mucculone” così la chiamavamo per via della sua consistenza, non dissimile dal muco che cola dal naso. Stanchi, sudati, sporchi di colla, era così tanta che ci colava dalla testa in giù. Arrivammo alla sede del M.S.I. su Viale Matteotti, angolo Inter Club, non ho mai saputo quella n’chioscia comu si chiama. Parcheggiammo il più vicino possibile, anche per facilitarci il compito di riporre, la scala a pioli, visto che verso le 23,00 si usciva con un altra macchina, una Autobianchi familiare bianca. Ora la scala non era una scala a forbice, ma quella che si usa per potare gli alberi, quella lunga e stretta, che se sbagliavi a mettere un piede dietro l’altro, ti ritrovavi a gambe all’aria. Poi i secchi con la colla, le scope, la scopa rigoirosamente quella fatta di setole rosse lunghissime, così lunghe che ogni volta che le bagnavi nel secchio pieno di colla “mucculone”  per carta da parati e andavi per applicarla sulle pareti ti lappisciavi tuttu,  al salire era facile, ma allo scendere, vista la velocità imposta dal tempo limitato, era più quella che ci arrivava nei capelli, in faccia, sobbra li tute, che sulla parete e la rimanenza dei manifesti.

Appena varcammo la porticina d’ingresso della Sezione, stavamo per scendere la lunga e stretta scala della sezione, una voce ci aggredì alle spalle. Micheleee, urlò il commissario alle nostre spalle, ci stanno coprendo tutti i manifesti, continuò a voce alta, strabuzzando gli occhi. Ora tenete presente che il commissario (……..), così si chiamava, aveva uno strabismo incredibile, gli occhi erano completamente uno all’opposto dell’altro. Come dire, quello destro era all’estremo est, l’altro a quello ovest, quando mi guardava io per non sbagliare gli guardavo la punta del naso, ora immaginate quando si incazzava cosa succedeva ai suoi occhi. Il commissario continuava sempre a voce alta: Michele, sangu di Cristu, ci stanno coprendo! Michele Mirelli preso alla sprovvista accennò una risposta, con tono rassegnato: Eh, lo so, eh cosa ci possiamo fare? Mica possiamo mettere una persona dietro ogni manifesto?…Risposta al quanto logica. Noooo, rispose imbufalito il commissario, roteando gli occhi, pensa tu che guaio, lui che roteava gli occhi e aggiunse: Qui ci vuole una risposta politica. Io e Michele ci guardammo, fui io ad avvicinarmi e chiedere: Dimmi commissa’, cosa ci consigli?

Pendevo dalle sue labbra…Lui mi guardò fisso negli occhi, cioè insomma, una cosa del genere,  mi mise l’indice della sua mano davanti al naso e disse:  ***Qua’ non ne possiamo più, qua’ no cuntamu chiu’ niente, simu ddivintate l’urtumu carru tlà pizza. (1) Stavo per ridergli in faccia, mi trattenni, sapevo quanto fosse permaloso, ma, l’ultimo carro tlà pizza, era la prima volta che lo sentivo. Allora? Chiosai serioso. Il commissario, si mise in posa, mise le mani ai fianchi, divaricò le gambe: Allora, una risposta politica ci vuole, Per Dio! Io e Michele ormai incuriositi eravamo attentissimi. Sintite a me esordì,…***Ora basta, è ora di finirla…e menchia papa, questi soprusi devono finire, sangu di C…..!!! Allora…Cre’ matina, a prim’ora, Tu Michele che sei avvocato e candidato, scinni basciu lu Cumune, và acchia lu capu tli Guardie, quanna l’è cchiatu…trimintulu intra all’uecchie, e dille….Vaffanculu a ci te’ muertu a te a ci ta’ fattu uardia, po gira faccia e ti nni vè, cussi vitimu ci capesce!!!! (2) terminò il commissario sezionale….Io guardai Michele, Michele Mirelli guardò me…trattenemmo le risa per educazione…con una scusa ci allontanammo….appena girammo l’angolo scoppiammo a ridere, ma a ridere fino alle lacrime, ci ripetavamo la “risposta politica” ***Cre matina sciamu basciu lu Cumune, scià cchiamu lu Capu tlì Uardie e prima lu trimintimu intra all’uechhie, e dopo: Vaffanculu a ci te mmuertu a te e ci ttà fatti Uardia, (3) tanto furono le risate che ci vennero i crampi agli addominali, risa e lacrime insieme….

Questo ricordo lo conserverò con gioia, spero fino alla morte e spero inoltre che mi venga in mente anche nell’ultimo respiro, sono cero che morirò con le lacrime agli occhi…per l’ennesima risata, magari nel ricordo del Commissario del MSI dell’epoca, guardero in faccia alla morte e gli dirò: Vaffanculu a ci tè mmuertu a te e ci tà fattu Morte!!!!!

*** Per coloro che non conoscono il dialetto Grottagliese la traduzione è la seguente

(1) – Qui non ne possiamo più, qui non contiamo più niente, siamo diventati l’ultimo carro del c….

(2) – Ora basta è ora di finirla e c… del papa questi soprusi devono finire, sangue di Cr….. Allora…. Domani mattina, di buon ora, Tu Michele che sei avvocato e candidato, recati al Comune, vai alla ricerca del Comandante dei Vigili Urbani e quando lo avrai trovato, guardalo negli occhi e digli Vaffanculo ai tuoi morti a te e chi ti ha assunto come Vigile Urbano poi ti giri e vai via, così vediamo se comprende.

(3 e 4) Espressioni riportate nel primo e secondo paragrafo

 

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