VIENE MULTATO PER AVER VIOLATO IL COPRIFUOCO FA RICORSO ED IL GIUDICE DI PACE GLI DA RAGIONE

VIENE MULTATO PER AVER VIOLATO IL COPRIFUOCO FA RICORSO ED IL GIUDICE DI PACE GLI DA RAGIONE
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STANDO ALLA TESI PORTATA AVANTI DAL RICORRENTE IL COPRIFUOCO È INCOSTITUZIONALE: DIFESO DA UN AMICO CHE ANCORA DEVE DIVENTARE AVVIOCATO SI È FATTO RAPPRESENTARE DA UN AMICO STUDENTE DI GIURISPRUDENZA NON ANCORA AVVOCATO LA PREFETTURA DOVRÀ PAGARE ANCHE LE SPESE PROCESSUALI

di Daniela Anna Manzo

Un cittadino denunciato per la violazione del coprifuoco, ricorre attraverso un suo amico studente di giurisprudenza e vince la causa. Il protagonista un giovane di 24 anni, lo scorso febbraio, stava rincasando dopo aver lasciato l’abitazione della fidanzata. Era trascorso da poco l’1 di notte quando il giovane incoccia in una pattuglia di Carabinieri viene fermato dai e denunciato per la violazione della norma anti Covid. Invero, come stabilito nel Dpcm del Governo, alle 22 scatta il coprifuoco che termina alle 5 del mattino del giorno seguente. A carico del giovane, viene elevata contravvenzione pari ad un importo nel massimo di 533 euro, che si può pagare in modo ridotto per 373 euro, qualora la contravvenzione venga oblata nel termine di 5 giorni.

Ciò, non ha fatto demordere il deferito/contravvenzionato, il quale decide di fare ricorso al Giudice di Pace di Camerino. Cosa che ha fatto facendosi rappresentare in giudizio dall’amico Marco Dialuce, studente di giurisprudenza, che ha così chiarito la sua difesa in favore dell’amico: “Ho difeso il mio amico ai sensi dell’articolo 317 del codice di procedura civile che consente ad un soggetto sanzionato, nei casi di multe inferiori a 1.100 euro, di farsi rappresentare da una persona di fiducia, che può anche non essere avvocato”. E così il futuro togato Dialuce ha preparato il ricorso avverso la multa, ponendo le sue fondamenta su un principio: il coprifuoco in uno stato di emergenza, come quello sancito di fronte alla pandemia da coronavirus, “è incostituzionale”.

Ma passiamo a chiarire perché “Il coprifuoco imposto a sostegno del Dpcm è incostituzionale”

Invero il ricorso del futuro avvocato che ha 21 anni espone come la “dichiarazione dello Stato di emergenza nazionale, non permetta di andare in deroga alla Costituzione. “Il nostro dettato costituzionale non prevede lo stato di emergenza per situazioni di rischio sanitario da agenti virali trasmissibili, ma solo in caso di guerra”. Oltremodo: “la dichiarazione di stato di emergenza risulta essere illegittima, oltre che dal punto di vista sostanziale anche formale, in quanto non è stato il Parlamento a deliberare lo stato di emergenza e a conferire al Governo, tramite legge delega, i poteri necessari per fronteggiare l’emergenza, come prescritto dall’articolo 78 della Costituzione” Dacchè si evince che il Governo “Conte” si è autodelegato”.

Infine appare palese che per il ricorrente, il coprifuoco è illegittimo perché incostituzionale e sarebbe fuori dall’ordinamento costituzionale italiano, perché il coprifuoco può esistere solo in uno “stato di guerra” . L’Italia come gli altri Stati da un anno a questa parte è in uno stato di emergenza, così come si ci trova nelle calamità naturali, situazioni in cui l’autorità, può limitare l’accesso in determinate zone, ma, non obbligare le persone a restare chiuse in casa, questa la tesi portata avanti dal giovane studente/difensore.

Questa la tesi del giovane che potrebbe aver convinto il giudice di pace, che Venerdì mattina ha accolto il ricorso, annullando la multa. Per leggere la motivazione della sentenza che ha spinto il Giudice di Pace ad annullare la multa, bisogna attendere i previsti tempi tecnici che potrebbero aggirarsi intorno ai 10 giorni. Inoltre il Giudice ha condannato la Prefettura alla liquidazione delle spese in favore del futuro avvocato e sicuramente ottimo difensore, avendo ben argomentato il ricorso e vinto.

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DANIELA ANNA MANZO

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