L’INTERVISTA: A PARLARE È ANDREA TICH

L’INTERVISTA: A PARLARE È ANDREA TICH
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“LA MUSICA PER ME È TUTTO QUELLO CHE MI CIRCONDA, E TUTTO È MUSICA”

di Giulia Quaranta Provenzano

Andrea Tich debutta con il disco “Masturbati”, prodotto da Claudio Rocchi. Un album, il detto, di cantautorato psichedelico e permeato da un’ironia gentile, che suscita immediatamente non poche polemiche per la maniera esplicita con cui vengono affrontate determinate tematiche e argomenti.

Dopo l’uscita del 45 giri “Sono Tich” (Polygram), uscito nel 1982, il cantautore si dedica ad un’intensa attività live e a colonne sonore come “Milano città nella città”, del 1992 – oltre che alla sonorizzazione di film e documentari tra cui “Stereo” di David Cronenberg. Tante sono le sue collaborazioni per i dischi di altri autori e compilation come BAU Contenitore di Cultura Contemporanea, curata da Vittore Baroni e pure produzione sempre di altri artisti.

Nel 2010 Andrea Tich torna con un nuovo progetto solista, “Siamo Nati Vegetali”, e nel 2014 pubblica “Una cometa di sangue”. Il suo ultimo lavoro solista risale al 2018 con l’album “Parlerò dentro te”, prodotto insieme ai CAMILLAS per la loro etichetta Dischi di plastica. Adesso, a seguire la nostra intervista a Andrea Tich.

Andrea, come si descriverebbe come persona ed in quanto cantautore, musicista e cantante? Sono una persona di poche parole quando si tratta di parlare di me e del mio fare musica. Preferisco far dire appunto a questa [cioè alla musica], che poi io e la mia musica siamo la stessa cosa… 

Cosa rappresenta per Lei la Musica in generale e come definirebbe il suo fare musica in particolare? La Musica per me è tutto quello che mi circonda, e tutto è Musica. Ricordo che realizzai un brano usando soltanto oggetti di vetro e metallo …forse non fu una scelta originale, ma mi aiutò a scoprire come proprio la Musica non consiste soltanto di motivetti orecchiabili, bensì essa è tanto più ampia. Il mio modo di fare musica è semplice e definito. Per i testi (che scrivo sempre dopo avere composto almeno qualche strofa strumentale), mi ispiro a quello che ho intorno, a quanto mi accade, sebbene ciò possa sembrare insignificante: per me però, invece, sono tutte preziosissime impressioni. La mia musica, inoltre, deve emozionare prima di tutto me perché solo così riesco a sperare che, dopo, emozioni anche coloro che mi ascoltano.

Vi è qualche persona ed artista con il quale avrebbe piacere di collaborare? Si, tuttavia purtroppo è impossibile farlo. Uno è Franco Battiato e l’altro è Frank Zappa.

Dal 19 febbraio è disponibile in digitale il suo nuovo album di inediti “STORIA DI TICH” [https://youtu.be/uT3riLWfiwQ], pop suite che racconta il viaggio onirico dell’alter ego Tich. Quale l’intenzione e l’aspettativa di tale cd e vinile “primaverile” e qual è il messaggio che vorrebbe trasmettere con esso? Le aspettative sono tante: questo è il lavoro che meglio mi rappresenta e vorrei che trasmettesse lo stesso amore per la vita, per i ricordi e per i sogni che nutro io. Amo difatti sognare, penso che i sogni appaiano ancora più misteriosi quando a volte li si vive talmente intensamente da credere che siano reali o di averli già vissuti. Spesso mi ritrovo ad essere contento di andare a dormire per scoprire così cosa sognerò, un po’ come andare a vedere un film di cui non si conosce la trama. Questo stato di “onirica realtà” mi ispira moltissimo e, non a caso, quasi tutta la mia produzione creativa ha come parte integrante l’immaginario, il chimerico, l’irreale…  la gioia di fantasticare.

Ha affermato che Storia di Tich” è un disco fatto di paesaggi sonori e di ricordi, in cui l’alter ego Tich ripercorre la sua vita e si racconta con maturità e consapevolezza… Compagni di viaggio in questo itinerario sono la MAGISTER ESPRESSO ORCHESTRA, il musicista e scrittore Alessandro Sbrogiò e il fedele collaboratore Claudio Panarello. Ebbene, quale sentire e/o ragione l’ha mossa a “mettersi a nudo” ancora una volta tanto intimamente? Sono abbastanza esplicito, senza veli, probabilmente destinato a mettermi a nudo sin dal 1978 –  quando uscì il mio primo disco con l’etichetta Cramps, di Gianni Sassi. È una questione di trasparenza. Il mio alter ego Tich, in questo mio nuovo episodio musicale, fa da Cicerone raccontando attraverso i miei pensieri una storia che si trasforma in una favola piena di realtà e verità. La Magister Espresso Orchestra con Alessandro Sbrogiò e Claudio Panarello hanno ampliato la mia tavolozza dei colori. Gli arrangiamenti orchestrali, a volte davvero onirici, erano necessari a questa suite per descrivere i panorami sonori che avevo in testa.

È stato detto che Tich è il suo alter ego in un “viaggio onirico”, colui che la rappresenta pienamente… C’è ad oggi dell’inespresso che è conscio di non aver ancora attualizzato e che, dunque, permane dentro di Lei e che vive solo nel sonno? Bellissima domanda! Mi piace pensare che nel misterioso mondo dei miei sogni si nasconda ancora qualcosa di inespresso che va scovato e portato alla luce, qualcosa di proibito e mai svelato. Cercherò di scoprirlo nei prossimi sogni.  

Quali sono le sue priorità nel presente? E, secondo Lei, cos’è imprescindibile nella vita perché sia realmente un viaggio d’amore e comunicazione? Com’è possibile – se è possibile – non ignorare il proprio sentire ed essere, ossia non annullarsi per vivere quanto sperato se un qual certo compromesso si presenta quale, forse unica, occasione che si ha per tentare di giungervi? Oggi le mie priorità sono notevolmente cambiate, il mondo che sto vivendo mi sembra ostico rispetto a quando non ero consapevole di tutto ciò. La musica adesso ha costruito per me una forma di scudo che mi ripara da quello che non mi piace. L’amore, invece, è ora declinato in  paura di rimanere solo, non è più gioia… o perlomeno lo è in parte, c’è sempre latente un’ombra di consapevolezza che si insinua e riporta alla realtà.

Lei crede nel destino ed in caso affermativo in cosa ritiene consista? Oppure Lei ha fede in qualcuno di invisibile e superiore?  E cosa ne pensa della Teodicea, ossia del problema della sussistenza del male nel mondo (male non soltanto morale, ma altresì in natura) in rapporto alla giustificazione della bontà ed onnipresenza divina?“Era destino”… quante volte l’ho detto! …ma sinceramente non so se ne sono convinto. L’esistenza di qualcosa di superiore che vigila al di sopra di tutto è, per il sottoscritto, sempre più difficile da credere anche perché ci sono cose che succedono e di cui non riesco a spiegarmi il perché accadano. Entrare nei discorsi di quello che avverrà dopo la morte non è terreno comodo per me… preferisco pensare che un giorno andrò a dormire ed entrerò in un “loop” di sogni bellissimi, che mai finiranno perché non ci sarà più un risveglio.

Infine, quali i suoi prossimi progetti artistici e personali a breve e a più lungo termine? I miei progetti sono promuovere questo disco, in modo che arrivi anche dove i miei precedenti lavori non sono mai giunti; cercare di coinvolgere emotivamente più persone possibile e continuare a sperare, quando potrò fare concerti, che qualcuno si riconosca sognatore quale io sono. Farò in modo di accompagnare per mano chi vorrà seguirmi nel mio immenso giardino costellato di “strane canzoni”. A lungo termine esiste la vita, l’amore e sempre la musica… <<Perché La bellezza non è amore. L’amore non è musica. La musica è LA MIGLIORE>> – cit. Frank Zappa, 1979.

 

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GIULIA QUARANTA PROVENZANO

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