PRESENTATE A MILANO NEL MUSEO DEL RISORGIMENTO “LEZIONI DI STORIA” DI MICHELE D’ELIA

PRESENTATE A MILANO NEL MUSEO DEL RISORGIMENTO “LEZIONI DI STORIA” DI MICHELE D’ELIA
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“LA STORIA È UNA DISCIPLINA NEGLETTA”, HA DETTO IL PROF. D’ELIA, SOTTOLINEANDO COME IL SUO INSEGNAMENTO SIA STATO RIDOTTO QUASI IN PILLOLE DALLA RIFORMA BERLINGUER

di Salvatore Sfrecola

Il 16 marzo è stato presentato nella sala delle Conferenze del Museo del Risorgimento di Milano il volume “Lezioni di Storia”, di Michele D’Elia, Direttore di “Nuove Sintesi” e cultore di Storia presso l’Università Cattolica di Milano.

Presenti studenti dell’Istituto Galilei-Luxembourg, con la Preside Borando e due docenti, la dottoressa Ilaria Torelli, Curatrice del Museo, nel porgere il saluto ai numerosi intervenuti, ha illustrato la ricchezza del materiale e dei documenti rari custoditi nel Museo: dalla Raccolta Stampe Bertarelli a carte riguardanti la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e, naturalmente, il Risorgimento nazionale. Notevole la presenza di dipinti e sculture. Un patrimonio culturale del quale i cittadini possono liberamente fruire. È presente anche una Sezione didattica.

Ha preso, quindi, la parola il Prof. Salvatore Carrubba, Presidente del Comitato Provinciale di Milano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento, e direttore della Scuola di Comunicazioni dello IULM, che ha presentato l’Autore, sintetizzando i temi principali presenti nella specifica relazione: la storia dell’ordinamento scolastico, la Legge Casati, le figure di Ettore Paratore e Benedetto Croce. Il Prof. Carrubba ha richiamato anche la figura di Giovanni Giolitti, i progressi e la vivacità culturale dell’Italia sotto il suo governo: la disprezzata “Italietta” era tutt’altro!

Il Prof. Gianluca Pastori, Associato di Relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa Occidentale presso l’Università Cattolica, ha introdotto la discussione, ponendo in luce le ragioni dell’insegnamento della Storia, ma anche le difficoltà, in un mondo, che ritiene la Storia qualcosa di lontano dalla realtà: è un prodotto “Non spendibile”. L’accusa più comune è quella di “nozionismo”, che va contrastata. Ha, quindi, invitato il Preside Prof. D’Elia ad illustrare il suo lavoro. Che, ha detto, si basa su otto conferenze tenute agli studenti del Liceo Scientifico statale Vittorio Veneto, quando ne era Preside, con lo scopo di fornire ai giovani gli strumenti per indagare la realtà con spirito critico in totale autonomia.

“La Storia è una disciplina negletta”, ha detto il Prof. D’Elia, sottolineando come il suo insegnamento sia stato ridotto quasi in pillole dalla riforma Berlinguer (D.M. n. 682 del 4 novembre 1996).

Il Prof. Pastori ha chiesto all’A. di indicare quale, a suo giudizio, sia la funzione dello storico oggi. D’Elia ha risposto: la ricerca della verità e la conservazione dei miti utili, lo storico è “un cantastorie”, come vuole Carl Becker (1932) ed affermato da Gioacchino Volpe nel 1927: “quasi sacerdoti”.

Il Prof. Pastori ha sottolineato, altresì, come la Storia ponga all’Uomo paletti positivi, ma non sempre si ripete, per questo bisogna indagare continuamente nuove fonti.

Invitato a trarre le conclusioni del dibattito, il Prof. D’Elia ha affermato che spesso anche la scuola si adagia nel conformismo, per cui è compito del docente di storia scuotere le coscienze. Lo storico, in sostanza, lotta contro l’oblio, perché un popolo senza memoria non ha futuro.

 

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SALVATORE SFRECOLA

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