QATAR, L’ ARABIA SAUDITA BATTE L’ ARGENTINA

QATAR, L’ ARABIA SAUDITA BATTE L’ ARGENTINA
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 DELUSIONE PER LEO MESSI 

di Anna Adamo 

È arrivata in Qatar sognando in grande, l’ Argentina.
Purtroppo, però, nulla è andato come speravano, il sogno, infatti, si è infranto dopo il rigore di Leo Messi che le ha fatto provare l’ebbrezza di essere in vantaggio sull’ Arabia Saudita dopo soli dieci minuti dall’inizio della partita.
Ebbene si, solo dieci sono stati i minuti che hanno fatto credere all’ Argentina di poter stappare il quinto mondiale che l’ avrebbe condotta sulla vetta più alta del podio, accanto all’ Italia di Mancini.
Improvvisamente, poi, tutto si è complicato. Probabilmente l’ ansia e la tensione dovuta al debutto le hanno giocato un bruttissimo scherzo.
Non è, inoltre, da sottovalutare l’ azzardo andato male di Scaloni che ha deciso schierare Papu Gomez, contro cui l’ Arabia Saudita ha schierato un duo da brividi: Saleh Al Shehri che con un diagonale stampato sul muso di Romero ha pareggiato, ma a segnare il grande goal è Salem Al Dawsari con una parabola all’incrocio, il quale ha determinato l’ affondo definitivo dell’ Argentina.


Alquanto inutile è, quindi, stato il tentativo di recuperare di Scaloni che ha tolto Romero, Paredes e Gomez e ha inserito Lisandro Martinez, Fernandez che è diventato il regista del nuovo 4-3-3 e Alvarez che ha dato una mano a Lautaro. Era evidente che l’ Argentina fosse nel pallone e attaccasse senza cognizione di causa, senza mettere in atto una strategia che le permettesse di fare goal e non lasciare agli avversari la strada libera verso la vittoria, come, invece, è avvenuto.
Inutile negarlo, la vittoria dell’Arabia Saudita contro l’ Argentina di Messi che ne viene fuori con le ossa rotte nessuno la dimenticherà.
Si, che piaccia o no questa è la verità, nessuno dimenticherà mai il crollo di Messi che, con gli occhi e il cuore pieno dei mondiali precedenti non è riuscito a far spazio per inserirvi anche quest’ultimo.
Difficile sapere cosa abbia spinto Messi a commettere un errore così grave, una cosa, però, è certa: sbagliare è umano e Messi, ancor prima di essere un grande campione, è un essere umano che il diritto di sbagliare, anche se gli è costato caro ed ha deluso tutti, lo ha proprio come gli altri. 

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ANNA ADAMO

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