BRICIOLA, LA GATTINA CHE ATTENDE IL RITORNO DEL PADRONE MORTO SEI MESI FA 

BRICIOLA, LA GATTINA CHE ATTENDE IL RITORNO DEL PADRONE MORTO SEI MESI FA 
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GLI ANIMALI D’AFFEZIONE AMANO PIU’ DEGLI UOMINI

Anna Adamo

Briciola ha tre anni e gli occhi verdi e vispi.

Da quando “nonno Enrico”, colui che se ne prendeva cura è venuto a mancare lo scorso 23 maggio, resta ferma dinanzi al cancello, con la speranza che il suo padrone possa, prima o poi, tornare a casa.
“Di “nonno Enrico” si dice accudisse anche altri gattini, ma con Briciola il rapporto è sempre stato diverso, un po’ più speciale.
“Ci provo a non commuovermi – dice Gloria – la volontaria animalista che ha deciso di raccontare la storia di nonno Enrico e la sua gattina su Facebook.  Briciola è una gattina meravigliosa, l’ho conosciuta quando,  per una serie di motivi, ho iniziato a frequentare casa di “nonno Enrico”. Lui era un uomo solo. La famiglia non veniva mai a trovarlo e lo Stato Italiano credeva che con 600 euro di pensione potesse farcela. Nonostante avesse anche altri gattini, lei era la più amata, poteva addirittura rubargli il prosciutto dal tavolo. Continua ad aspettarlo, ma ovviamente non tornerà più. Sono mesi che mi domando se darla in adozione o lasciarla nella casa in cui è nata e cresciuta.”
Alla fine, la decisione è stata presa: Briciola cerca qualcuno che possa adottarla, ma soprattutto amarla come l’ ha amata “nonno Enrico”.

Quella di questa gattina è una storia commovente, che fa riflettere, perché mette in risalto la solitudine con la quale sono, purtroppo, costretti a fare i conti i nostri anziani.
Dinanzi a storie come questa non ci si può non chiedere come sia possibile dimenticarsi degli anziani. Come sia possibile ignorare la fortuna inestimabile che questi ultimi costituiscono.
Perché, si, avere ancora in vita un familiare anziano è una fortuna.
Lo è per quello che riesce ad insegnarci,  per i valori che riesce a trasmetterci, perché se non ci fossero loro non ci saremmo noi.
Sono il nostro passato e il nostro futuro.
Eppure, non ce ne rendiamo conto. E non esiste cosa peggiore di questa.
Siamo davvero così presi dalle nostre frenetiche vite da dimenticare quanto sia fondamentale tutto questo?
Sembra assurdo anche solo pensarlo, ma è la verità.
Non lasciamo che storie come quella di “nonno Enrico” e Briciola cadano nel dimenticatoio senza insegnarci nulla, facciamone tesoro e iniziamo a dare agli anziani le cure e l’ affetto che meritano.
Quanto a Briciola, non lasciamo sola neanche lei.
Facciamoci avanti, accogliamola nelle nostre case o doniamola ad un anziano solo, affinché possa regalargli la stessa compagnia e lo stesso affetto che ha regalato a “nonno Enrico”.

 

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ANNA ADAMO

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