LA SICCITA’ CHE STA PREOCCUPANDO TANTO

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SUL LAGO DI GARDA SORGONO LE SPIAGGE CHE PRIMA NON C’ERANO E LE ISOLE SI POSSONO RAGGIUNGERE A PIEDI

di Catalina Mioara Georgescu

Lago di Garda ci presenta la sua storia e le sue origini …

Il Lago di Garda, conosciuto anche come Benaco è il più famoso e visitato lago d’Italia, oltre ad essere il più grande, con i suoi circa 370 km quadrati di superficie totale. Il lago si trova tra tre regioni, Lombardia (provincia di Brescia), Veneto (provincia di Verona), e Trentino-Alto-Adige (provincia di Trento), ed è fiancheggiato dall’imponente massiccio del monte Baldo.

Presenta una forma stretta ed allungata a nord che si allarga nella fascia meridionale dove è circondato da colline moreniche formate nel corso dei secoli da un accumulo di massi, ciottoli, sabbia e limi.

Il nome di Benaco, era il nome originale dello specchio d’acqua e risale all’epoca romana, quando il lago era venerato come divinità associata al dio Nettuno.

Prende il nome di Garda solo nel Medioevo dall’omonima cittadina situata sulla sponda veronese; il termine Garda ha origini longobarde e rappresenta l’evoluzione del vocabolo germanico “warda”, che vuol dire “luogo di guardia” o “vedetta”.

Per la sua posizione, la sua conformazione, la sua terra feconda e la sua bellezza, il Lago di Garda è sempre stato frequentato da popoli che qui si sono scontrati in tremende guerre di conquista.

In un dato periodo il Benaco (Lago di Garda) fu detto marino, successivamente il fondo emerge e i ghiacciai hanno dato origine alle principali morene del Lago di Garda, alla apertura del lago d’Idro, alla fratturazione della diga da S.Vigilio Sirmione e di conseguenza il piccolo bacino della Valsabbia ricevendo le acque del Caffaro e delle Giudicarie, trasformandosi nel Chiese attuale; le grandi morene benacensi respinsero sui banchi i due fiumi laterali, Chiese ed Adige, escludendo dal Bacino, ed il Benaco venne ad estendersi ad oriente, aggiungendo al suo stretto avvallamento originario l’ampio golfo da Garda a Peschiera.

Sul Lago di Garda sorgono le spiagge che prima non c’erano e le isole si possono raggiungere a piedi

Sappiamo che il Lago di Garda offre ai visitatori paesaggi stupendi e borghi invidiabili ed anche è possibile fare il bagno nelle sue limpide acque. Il Lago di Garda venne paragonato ad un mare ed ogni anno è scelto da migliaia di turisti anche stranieri, per trascorrere le vacanze estive.

Purtroppo le conseguenze della siccità su Garda si vedono ancora. Basta guardarsi intorno ed appare un panorama tutto nuovo: spiagge che sorgono dove prima non esistevano.

Sul fronte dei livelli del lago, l’ottobre in corso (tra i 24 ed i 25 cm sopra lo zero idrometrico con scarico di 13-14 metri cubi al secondo) è tra i più secchi dell’ultimo quarto di secolo. Il peggiore fu il 2003, con livelli compresi tra i 9 ed i 15 cm ( e scarico tra 11 e 13 mc/s); andò male anche nel 2005 (tra 22 e 54 cm, scarico tra 15 e 35 mc/s), etc . Il livello del Garda (misurato qualche giorno fa) è di 25 cm sopra lo zero idrometrico: 60 cm in meno rispetto ad un anno fa (85 cm il 27 ottobre 2021).

L’acqua è più bassa oggi che in agosto.

In tutto il lago il paesaggio è a tratti lunare, con alcuni simboli emblematici: dalla spiaggia Giamaica di Sirmione, dove ancora riaffiorano i lastroni di solito visibili solo per parte dell’estate, ed ancora di più l’isola dei Conigli (che in realtà si chiama isola di San Biagio) a Manerba, che non è più un’isola ma una penisola collegata alla terraferma da un lembo di terra così vasto che si percorre comodamente a piedi.

L’isola è una delle cinque presenti sul Garda ed è comunemente chiamata Isola dei Conigli perché popolata dai simpatici animaletti.

E’ un continuo viavai dei visitatori, anche in bicicletta, anche se visti i tempi con la pioggia che non arriva, sembra mancare davvero poco prima di poterci arrivare direttamente dalle nuove spiagge.

Una spiaggia “magica “indubbiamente figlia della siccità: fenomeno che, pur essendo già avvenuto, va inevitabilmente e necessariamente mantenuto monitorato.

Ci si arriva ormai quasi dalla spiaggia, un litorale che prima non c’era ed è riemerso per decine di metri dalle acque. Ed ancora i canneti della Valtenesi, da sempre immersi nelle acque ed oggi invece saldamente appoggiati su sassi mai così asciutti.

“Il lago così baso a ottobre non l’avevo mai visto mai”. Il doppio avverbio rende bene lo stupore di Giacomo Beltrami, detto Nadir, storico pescatore professionista di Moniga.”Esco in barca da più di 30 anni, ma un lago così non me lo ricordo proprio. A noi in realtà non crea problemi alla navigazione, anzi, con l’acqua così bassa riusciamo a vedere in tempo le rocce che spuntano dal fondale. Certo è che se non piove sarà peggio”, conclude Nadir.

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CATALINA MIOARA GEORGESCU

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