PER UN PUNTO MARTIN PERDÉ LA CAPPA. IL FATTO SI È RIPETUTO NEL TEMPO, ANCHE DI RECENTE, PER BUONA SORTE SOLO IN PARTE

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APPUNTI E SPUNTI DA PONTE

di Domenico OIcone

Nell’aneddotica popolare c’è l’episodio di un prete che, infastidito da un cane esuberante, invita il proprietario a richiamarlo. Questi, scusandosi, chiede imbarazzato al prelato di avere pazienza.

Al che il sacerdote risponde che l’animale su di giri proprio la pazienza, il suo abito talare, sta danneggiando. Qualcosa del genere deve essere successo anche al Professor Mario Draghi. Nel corso di un’intervista ha definito, con parole pesanti come macigni, pupazzi manovrati dal Cremlino parte degli aspiranti a succedergli. Non ha fatto nomi e tanto ha evitato il peggio, ma il mondo era abituato finora all’uso di espressioni più sobrie, composte con parole pesate sulla bilancia di precisione, da parte del Capo del Governo. La chiave di lettura del fatto probabilmente è riposta nel cesto delle tante provocazioni di cui è stato destinatario durante lo svolgimento del suo mandato, meglio sarebbe definirle esasperazioni. In campagna si dice: “dalli e dalli, si piegano anche i metalli” e il significato dell’espressione è chiaro. Tutto ciò premesso, il Professore è volato negli USA per partecipare nella qualità che ancora mantiene, all’assemblea annuale dell’ONU. Incontrerà anche Biden da solo, nonché altri personaggi nelle ore a seguire.  Riceverà anche un ennesimo riconoscimento internazionale, da aggiungere agli altri da poco attribuitigli. Sarà quindi il testimone di un’Italia efficiente, aggiungendo che confermerà in quelle sedi che la stessa continuerà a essere tale anche quando alla guida non ci sarà più lui. Servitore fedelissimo dello Stato, dunque, anche a un passo dalla conclusione dell’incarico. Altra summa in uso nel contado riferita alla compravendita di qualsiasi cosa è: ” chi non apprezza, alla fine è quello che compra”. Per una parte della politica italiana, nel corso delle ultime battute del governo in via di archiviazione, tale condizione non si è verificata. Ciò nonostante da ogni parte, soprattutto dalla EU, al Premier venisse riconosciuto, senza limitazioni di sorta, merito per quanto stava facendo per il Paese. Ogni corda, tirata troppo, finisce con lo spezzarsi e quindi Draghi ha preferito gettare la spugna per evitare il peggio. Per non continuare a girare il dito nella piaga, può essere opportuno scendere in strada e cominciare a entrare nei vari esercizi commerciali per avere un’idea diretta di quanto sta succedendo nella vita di tutti i giorni che è quanto dovrà risolvere con priorità assoluta il prossimo Governo. In effetti è come se, nell’ambito dello studio dell’economia reale, ci si concentrasse su una campionatura dei prodotti di prima necessità, nel gergo militare ” generi di sopravvivenza e conforto”. Rimarrebbe soddisfatto Joseph Campbell, che nella prima metà del secolo scorso, negli USA, intuì l’importanza delle confezioni monoporzione. La prima espressione che concretò, all’inizio della sua straordinaria avventura imprenditoriale, fu appunto la Campbell Soup, che ancora oggi é leader di mercato nel suo genere. Tale antefatto vuole essere l’introduzione a un argomento importante che, anche se ha preso forma in un contesto negativo, è augurabile che riesca a mutare un atteggiamento non corretto della società che fu dei consumi: lo spreco, soprattutto quello alimentare. La dimostrazione che il fenomeno è in atto è data dall’introduzione delle confezioni dal peso di frazioni di chilo anche per prodotti di uso comune, quali frutta e verdura. Del resto è stato inevitabile e degna di apprezzamento l’adozione di questa innovazione per una serie di motivi. Tra di essi spicca, oltre la migliorata accessibilità economica e la riduzione dell’invenduto da portare in discarica, la conseguente salvaguardia dell’ambiente. Essa consegue alla riduzione dell’impatto ambientale conseguente a tale rinnovato stile di vita. Non tragga in inganno l’apparenza bucolica di tale rappresentazione: essa è Il retro di una medaglia il cui lato principale ha una valenza completamente opposta. Su di essa spiccano un notevole incremento dei prezzi al consumo e una ancora più marcata riduzione della capacità di spesa dei consumatori, specialmente di quelli con redditi medio bassi. Quanto appena descritto, già di per sè molto preoccupante, è anche indicatore di un procedere ancor più preoccupante de sistema socioeconomico verso una situazione più che temibile: la recessione. Espressa con semplicità, essa consiste nella riduzione più o meno massiccia del PIL, prodotto interno lordo, del Paese, o di un aggregato come la EU, se non addirittura planetario. Appare chiaro che l’esito delle votazioni dovrebbe poggiare su motivazioni di testa e non di pancia degli elettori. Sarà infatti la nuova coalizione di governo che verrà eletto dal prossimo parlamento a girare il secondo tempo del colossal PNRR. Esso dovrebbe essere uno degli episodi che dovranno comporre l’opera omnia NGEU. Questa volta il regista sarà diverso e, adatto allo scopo, andrebbe cercato avendo a disposizione tempo e materiale umano. Il primo scarseggia ormai da quel di, l’altro è quello reperibile sul mercato e ogni precisazione è superflua. L’augurio è che, invece della pellicola long size prevista, non ne esca un cinepanettone. L’ipotesi è da tenere nel dovuto conto, avvicinandosi la fine dell’anno, periodo solitamente eletto per la proiezione di quel genere di film.

 

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DOMENICO OCONE

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