IL SEGRETARIO DEL PD ENRICO LETTA A SALERNO. SIAMO IN UNA DELLE PROVINCE PIU’ BELLE CHE IO ABBIA MAI VISITATO, PIENA DI ARTE E CULTURA

IL SEGRETARIO DEL PD ENRICO LETTA A SALERNO. SIAMO IN UNA DELLE PROVINCE PIU’ BELLE CHE IO ABBIA MAI VISITATO, PIENA DI ARTE E CULTURA
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PRESENTI CON SUSANNA CAMUSSO, TUTTI I CANDIDATI ALLA CAMERA E AL SENATO, AMMINISTRATORI LOCALI E DIRIGENTI POLITICI DELLE PROVINCE DI SALERNO E AVELLINO

di Giovambattista Rescigno

Ieri è stata la volta del segretario nazionale del PD visitare la provincia di Salerno, dopo una tappa a Pompei, dove ha visitato insieme al ministro della cultura Franceschini gli scavi. Ad accoglierlo al suo arrivo all’Hotel Mediterranea tutti i giornalisti delle testate salernitane con i quali si è trattenuto rispondendo alle loro domande, poi è entrato nella sala dove ad attenderlo vi erano ad attenderlo tutti i candidati dei collegi della provincia di Salerno, sindaci, amministratori, dirigenti e funzionari del PD il segretario provinciale di Salerno Enzo Luciano ed il segretario dei giovani del PD salernitano l’assessore del Comune di Nocera Inferiore Federica Fortino,

che ha aperto i lavori ed ha funto da moderatore. Ad aprire i lavori Francesco Boccia, poi a seguire Susanna Camusso, poi è stata la volta di Piero De Luca, capolista al proporzionale, il quale ha puntato dritto sull’importanza di votare PD e perché votare PD in un momento delicato, anzi molto critico, per tante questioni, la principale il lavoro, lo stato attuale dell’economia, l’aumento indiscriminato delle bollette per le utenze domestiche ed in particolare quelle per le industrie, per le attività commerciali, dei carburanti, aumenti che sono sopraggiunti grazie anche al conflitto Russia – Ucraina.  Lunghi applausi di militanti, simpatizzanti e amministratori, hanno interrotto più volte l’intervento di Piero De Luca, che da padrone di casa ha saputo accogliere il segretario Nazionale al quale poi ha ceduto il podio per l’intervento conclusivo.

Enrico Letta, ha iniziato il suo intervento dicendo che avrebbe fatto con i candidati, e con i presenti una lunga chiacchierata, il suo sarebbe strato un parlare diverso da quello che si fa nei comizi, la sua è stata quasi una lezione, come era abituato a fare ai suoi tanti studenti universitari internazionali, pacatezza, signorilità, ragionamento, poche le alzate di voce. Ha toccato tutte le varie fasi dei governi precedenti, ha evidenziato le cose che non andavano fatte, e quelle che sono state fatte, come si sarebbero potute fare in un modo migliore e diverso. Ha spiegato cosa intende fare il PD una volta al governo, nei vari settori, in ordine di importanza, lavoro, sanità, cultura scuola, turismo, l’importanza del ruolo della donna nella società, ha rampognato la competitor Meloni, che da donna mira ad una società patriarcale e si allinea alla politica Ungherese di Orban. Il suo un intervento cattedratico che ha spiazzato tutti, anche qualche “osservatore” dell’altro schieramento politico.

Riportiamo di seguito qualche passo del suo intervento      

“In questo momento siamo uniti, tutti impegnati a far sì che i nostri messaggi del Partito Democratico siano i messaggi che riescano a convincere gli elettori in questi ultimi giorni, con tutte le nostre esperienze migliori sul territorio e quella del governatore della Campania è sicuramente una di queste. Sono molto contento di questa unità che oggi si sta mettendo in campo e che sta dando davvero i migliori risultati possibili per noi”.

“Chi è andato via dal Pd è chi cercava una candidatura nel Pd e non l’ha ottenuta” ha aggiunto Letta: “Francamente penso che nella nostra comunità politica si sta sia quando si è candidati, sia quando non si è candidati. Chi va via dalla nostra comunità politica perché non è stato candidato, vuol dire che l’aveva presa per un autobus, e non credo debba essere considerata tale”.

“A capo del futuro governo preferisco un premier uomo che sia aperto al femminismo e non una premier donna patriarcale, come accade in Ungheria con Orban dove la donna è considerata ben poco ed il suo ruolo nella società deve essere marginale”

“Gli altri hanno già cominciato a dividersi i ministeri. Decidono se Salvini deve fare il ministro degli Interni o il presidente del Senato, oppure cosa deve fare Berlusconi o se Tremonti deve tornare a fare il ministro dell’Economia. Ma tanto domenica prossima vinciamo noi. Loro possono continuare a fare queste discussioni accademiche”.

“Ebbe a dire un rappresentante della destra che con la cultura non si mangia io ribadisco dopo aver visitato Pompei questa mattina, dopo aver pagato il biglietto, ed aver notato turisti esterrefatti davanti a tante bellezze finalmente grazie al tanto lavoro sotto la guida del ministro Franceschini, che la cultura è fucina di lavoro, e nel mezzogiorno che va ripreso la cultura darà tanto lavoro, basti pensare all’indotto che gira intorno al turismo culturale, guide, accompagnatori alberghi, attività commerciali visite ai tanti musei, altro che la cultura non da lavoro” .

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GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

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