MORTO UN PAPA, SE NE FA UN ALTRO E UN CARDINALE. SCOMPARSA “LA” REGINA, LE È SUCCEDUTO UN RE, SEMPRE CHE TUTTO VADA PER IL VERSO GIUSTO

MORTO UN PAPA, SE NE FA UN ALTRO E UN CARDINALE. SCOMPARSA “LA” REGINA, LE È SUCCEDUTO UN RE, SEMPRE CHE TUTTO VADA PER IL VERSO GIUSTO
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APPUNTI E SPUNTI DA PONTE

di Domenico Ocone

Nonostante la situazione internazionale stia degenerando giorno dopo giorno, la notizia che ha fatto fermare, simbolicamente e per un attimo, il mondo durante la settimana appena conclusa è stata la scomparsa di Sua Maestà “La” Regina di Inghilterra Elisabetta II°. Dopo aver regnato oltre settanta anni sulle popolazioni d’oltremanica e d’oltre mare, Sua Maestà ha lasciato questo mondo e il trono vacante con discrezione, caratteristica congeniale al suo stile di vita. Solo martedì scorso aveva formalizzato l’incarico di primo ministro alla Signora Truss, che ha così occupato ufficialmente il posto lasciato libero dal dimissionario Johnson. Che Elisabetta II° stesse particolarmente male lo si era capito dal fatto che fosse andata da lei la neo premier Truss a giurare fedeltà alla Corona fin nella sua residenza di campagna in Scozia. Ha fatto così giusto in tempo perché in pochi giorni si insediassero un primo ministro al n° 10 di Downing Street e un re, Carlo III°, suo figlio, non proprio un baldo giovane, a Westminster. Quindi, morta la Regina, i sudditi della Corona inglese grideranno: “viva il Re”? Non è dato per scontato, ma a stretto giro sarà possibile tastare il polso della situazione, osservando l’impostazione che il nuovo re darà, insieme alla Signora Truss, all’esercizio del suo nuovo stato. Certo è che quel tandem prende il comando della nave Inghilterra quando la stessa sta navigando vicina all’occhio del ciclone, più degli altri ex partners della EU. Tanto perché la Brexit sta facendo emergere una serie di problemi non previsti, ingigantiti dalla situazione particolare in cui versa tutto l’Occidente. Sembra ieri quando Trump affermava pubblicamente che 

Per la Casa Bianca Westminster sarebbe stato l’interlocutore privilegiato su questa riva dell’Atlantico. Al momento sarà già un risultato degno di nota se i due neo eletti riusciranno almeno a contenere la sbandata economica in atto della loro nave. L’impresa si prospetta ardua più che mai, già se si considera che il tasso di inflazione su quell’ isola è molto più alto della media di quella dei paesi della EU. Fino al giorno venti del mese Elisabetta II° resterà al centro dell’attenzione del mondo o pressappoco, perché il giorno prima sarà celebrato il rito funebre e quindi la cerimonia che segue, che vedranno la presenza di molte alte cariche di tutto il mondo. Già si sa che la presenza di Biden è fin d’ora certa come lo è la notizia dell’assenza di Putin. Eppure già nell’ Urbe era rispettato il comandamento laico “parce sepulto”. Si ripeterà ancora una volta la prassi di un tempo, lontano ma non troppo, quando matrimoni e funerali di teste coronate e non, erano l’occasione per incontri informali a due di chi decide il destino del mondo e delle alte cariche degli stati

convenute per l’occasione? L’augurio è che andrà così, ma la preziosissima settimana che alla fine vedrà quell’evento dovrà essere utilizzata al meglio, prima che si verifichino altre situazioni particolari. Quelle certamente non giovevoli per mettere fine a comportamenti sempre piu inadeguati riferibili comunque all’invasione dell’Ucraina. Nella settimana appena terminata c’è stata anche la visita ufficiale del Presidente Mattarella nella Macedonia del Nord. Tale evento costituisce una valida testimonianza che con il vicino est i rapporti del Paese procedono senza alterazioni. Quest’ ultimo termine richiama un episodio non proprio al top della ortodossia diplomatica riferibile al Presidente del Bel Paese. Nel corso di una comunicazione ufficiale in quella terra aldilà dell’Adriatico, egli ha fatto alcune dichiarazioni che, fortunatamente, non sono state riportate con evidenza dai mezzi dell’informazione. Che l’abitualmente serafico primo cittadino italiano dall’ inizio della crisi di governo appaia stanco, preoccupato e persino adombrato, è sotto gli occhi di tutti. Del resto è fatto anche egli di carne e ossa e, quando molto diventa troppo, anche i suoi nervi ne possono risentire. È successo così che un Mattarella già adombrato abbia dato sfogo al suo pensiero, non certo sereno, sulla intempestività della Commissione Europea nel dare il via libera alla definizione di un tetto massimo del prezzo di acquisto del gas, non solo di quello russo. Ha, larvatamente ma non troppo, fatto ricorso a un tipo di argomentazione mai adoperato prima, con il rischio di aver dato l’idea che si sia indebolito il feeling del Paese con la EU. Ha ripetuto diverse volte che se la stessa avesse preso nella dovuta considerazione la proposta italiana di istituire quel limite superiore al prezzo di acquisto al gas diversi mesi prima, oggi la stessa Comunità non starebbe nelle evidenti difficoltà che cerca, fin’ ora invano, di superare. Almeno due i motivi che fanno notare la inopportunità di quei passaggi: primo, che i panni sporchi si lavano in casa, secondo, che non è mai stato il caso di dare in pasto agli interlocutori brani che hanno una spiccata somiglianza con il più generico modo di commentare con chi è coinvolto nella vicenda il sintetico quanto odioso: “lo avevo detto, io!” Insieme, va da se, a altre espressioni dello stesso genere. Anche i Capi di Stato possono rimanere vittime di qualche alterazione, non per tanto sono esonerati dalla tenuta del self control. Da queste riflessioni si può dedurre che è il momento di mettere la testa in frigo. Del resto è d’ obbligo in un settembre da qualificare piu che caldo in ogni senso. Con l’augurio che tale comportamento possa essere di valido aiuto per porre fine decorosamente a una situazione che definire incresciosa non basta. Nel frattempo Dio salvi il Re, non si sa mai.

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DOMENICO OCONE

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