BRESCIA: CONVEGNO I GIOVANI E LA COMPETIZIONE, UN BENE O UN MALE?

BRESCIA: CONVEGNO I GIOVANI E LA COMPETIZIONE, UN BENE O UN MALE?
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IL DILEMMA NELLO SPORT, MA ANCHE NELLA SCUOLA ED IN FAMIGLIA 

Ufficio Stampa comune di Brescia

Il giorno 8 settembre, alle ore 18,00 nella Sala Camino a via San Martino della Battaglia, si terrà un convegno organizzato da Panathlon Club Brescia, dal tema “I GIOVANI E LA COMPETIZIONE”, il tema avrà vari relatori, dal mondo della politica, dello sport, della scuola, della medicina, del giornalismo, e delle famiglie.  Di seguito si allega la Carta Dei Diritti nei vari campi:

CARTA DEI DIRITTI DEL RAGAZZO NELLO SPORT

Tutti i ragazzi hanno il diritto di:

  • Praticare sport · Divertirsi e di giocare
  • Vivere in un ambiente salutare
  • Essere trattati con dignità
  • Essere allenati ed educati da persone competenti
  • Ricevere un allenamento adatto alla loro età, ritmo e capacità individuale
  • Gareggiare con bambini dello stesso livello in una adeguata competizione
  • Praticare lo sport in condizioni di sicurezza
  • Usufruire di un adeguato periodo di riposo
  • Avere la possibilità di diventare un campione, oppure di non esserlo.

Punto 5 della Dichiarazione del Panathlon sull’etica nello sport giovanile Gand, 24 settembre 2004 Copyright Charter: Service des loisirs de la Jeunesse (D.I.P.) – Genève Copyright Declaration: Panathlon International.

CARTA DEI DOVERI DEL GENITORE NELLO SPORT

  1. la scelta della disciplina sportiva preferita spetta ai miei figli in totale autonomia e senza condizionamenti da parte mia.
  2. mio dovere è verificare che l’attività sportiva sia funzionale alla loro educazione e alla loro crescita psico-fisica, armonizzando il tempo dello sport con gli impegni scolastici e con una serena vita familiare.
  3. eviterò ai miei figli, fino all’età di 14 anni, pesanti attività agonistiche, salvo discipline formative, privilegiando lo sport ludico e ricreativo.
  4. li seguirò con discrezione, con il loro consenso, se servirà ad aiutarli ad avere con lo sport un rapporto equilibrato.
  5. non chiederò agli allenatori dei miei figli nulla che non sia utile alla loro crescita e commisurato ai loro meriti e potenzialità.
  6. dirò ai miei figli che per essere bravi sportivi e sentirsi felici nella vita non è necessario diventare dei campioni.
  7. ricorderò loro che anche le sconfitte aiutano a crescere perché servono per diventare più saggi.
  8. indicherò loro i valori del Panathlon come fondamento etico per affrontare una corretta esperienza sportiva.
  9. al loro ritorno a casa non chiederò se abbiano vinto o perso ma se si sentano migliori, né chiederò quanti gol abbiano segnato o subito o quanti record abbiano battuto, ma se si siano divertiti.
  10. vorrò specchiarmi nei loro occhi ogni giorno e ritrovare il mio sorriso giovane.

CARTA DEL FAIR PLAY

Qualunque sia il mio ruolo nello sport, anche quello di spettatore, mi impegno a:

  • FARE DI OGNI INCONTRO SPORTIVO, POCO IMPORTA LA POSTA IN PALIO E LA RILEVANZA DELL’AVVENIMENTO, UN MOMENTO PRIVILEGIATO, UNA SORTA DI FESTA.
  • CONFORMARMI ALLE REGOLE ED ALLO SPIRITO DELLO SPORT PRATICATO.
  • RISPETTARE I MIEI AVVERSARI COME ME STESSO.
  • ACCETTARE LE DECISIONI DEGLI ARBITRI E DEI GIUDICI SPORTIVI, SAPENDO CHE, COME ME, HANNO DIRITTO ALL’ERRORE MA FANNO DI TUTTO PER NON COMMETTERLO.
  • EVITARE LA CATTIVERIA E LE AGGRESSIONI NEI MIEI ATTI, PAROLE O SCRITTI.
  • NON USARE ARTIFICI O INGANNI PER OTTENERE IL SUCCESSO.
  • ESSERE DEGNO NELLA VITTORIA, COME NELLA SCONFITTA.
  • AIUTARE OGNUNO, CON LA MIA PRESENZA, LA MIA ESPERIENZA E LA MIA COMPRENSIONE.
  • SOCCORRERE OGNI SPORTIVO FERITO O LA CUI VITA È IN PERICOLO.
  • ESSERE REALMENTE UN AMBASCIATORE DELLO SPORT, AIUTANDO A FAR RISPETTARE INTORNO A ME I PRINCIPI QUI AFFERMATI

Onorando questo impegno, sarò un vero sportivo

CARTA DEL TIFOSO

Il sostenitore della propria compagine sportiva (il “tifoso” nell’accezione nobile del termine) adotta e fa proprie le seguenti regole etico-comportamentali.

  • SI IDENTIFICA NEI VALORI UNIVERSALI DELLO SPORT.
  • CONOSCE LE REGOLE DELLO SPORT CUI DEDICA IL PROPRIO SOSTEGNO.
  • È AMBASCIATORE DELLA LEALTÀ SPORTIVA E DEL FAIR PLAY.
  • PARTECIPA E ASSISTE AD OGNI AVVENIMENTO SPORTIVO CON SPIRITO DI GIOIA E NON DI SCONTRO.
  • RISPETTA I PROTAGONISTI DELLE GARE E I TIFOSI DELLE COMPAGINI AVVERSARIE, CONSIDERANDOLI AMICI E SUOI PARI, DEDITI COME LUI AL SOSTEGNO DELLA PROPRIA COMPAGINE.
  • ACCETTA LE DECISIONI DEI GIUDICI DI GARA SAPENDO CHE ESSI, IN QUANTO UOMINI, POSSONO, IN BUONA FEDE, SBAGLIARE.
  • RIFIUTA LA VIOLENZA IN NOME DELLO SPORT VERO.
  • NON ASSUME MAI ATTEGGIAMENTI SCORRETTI NÉ USA TERMINI VOLGARI, BLASFEMI O CHE POSSANO OFFENDERE CHIUNQUE ALTRO.
  • MANIFESTA IN MANIERA CIVILE – QUALUNQUE SIA IL RISULTATO DELLA MANIFESTAZIONE SPORTIVA – LA PROPRIA GIOIA O IL PROPRIO DISPIACERE.
  • ADOTTA I COMPORTAMENTI DI QUESTO DECALOGO COME STILE DI VITA ANCHE AL DI FUORI DEL MOMENTO AGONISTICO.

Solo chi propugna e pratica tali principi può definirsi “Tifoso” ed appartenere alla grande famiglia dello sport

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UFFICIO STAMPA COMUNE DI BRESCIA

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