L’ASSOCIAZIONE “SALUTE E VITA” ATTACCA NUOVAMENTE IL COMUNE DI SALERNO PER LA QUESTIONE FONDERIE PISANO

L’ASSOCIAZIONE “SALUTE E VITA” ATTACCA NUOVAMENTE IL COMUNE DI SALERNO PER LA QUESTIONE FONDERIE PISANO
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LORENZO FORTE “…NONOSTANTE TUTTE LE CRITICITA’ RISCONTRATE DALL’ARPAC GLI ENTI PREPOSTI ALLA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI TACCIONO…”

di Giovambattista Rescigno

Lorenzo Forte, presidente dell’associazione Salute e Vita, l’associazione che da sempre è in lotta per una migliore qualità della vita in relazione all’inquinamento  della frazione Fratte e parte della Valle dell’Irno, in merito all’immissione nell’atmosfera di fumi nocivi da parte delle fonderie Pisano (già argomento di nostri pregressi articoli n.d.r.), torna nuovamente a far sentire con una durissima nota: – “Nell’ispezione del 1° luglio, da parte dell’Arpac, all’interno delle Fonderie Pisano, è stato accertato che “le stesse continuano ad immettere veleni nell’aria, ovvero metalli pesanti non filtrati dai camini, tossici per la vita dei lavoratori e dei cittadini, questo grazie alle numerose segnalazioni del Comitato “Salute e Vita”, che ha documentato, con video e foto (alcuni dei quali in allegato), gli illeciti perpetrati. Non solo le emissioni in atmosfera definitive dall’Arpac “fuggitive” (cioè, “fumi non depurati”, gli stessi fumi che nel 2018 l’Arpac definì “esiziali”, ovvero fumi mortali per i lavoratori e la popolazione viciniori) e nello specifico la mancata applicazione delle BAT (“Best Available Technologies”, ovvero le migliori tecnologie in grado di garantire bassi livelli di emissioni di inquinanti) numero 27 e 28*, ma anche i mancati controlli relativi alle acque di scarico nel fiume Irno”. Poi continua con la nota, criticando ed accusando duramente di chi dovrebbe provvedere a far si che lo stabilimento che non ha mai effettuato quanto imposto nel corso delle ispezioni chiuda, e venga delocalizzato altrove per la salvaguardia del posto di lavoro, mediante la realizzazione di un nuovo, efficiente e moderno stabilimento che abbia tutte le caratteristiche non nocive per la salute dei dipendenti e delle popolazioni, denunciando in nome e per conto dell’associazione, l’ASL, la Regione Campania ed il comune di Salerno “Nonostante queste gravi criticità sanitarie riscontrate, di fronte alle quali l’Asl di Salerno continua con il suo comportamento omissivo e complice a non dare risposte, la Regione Campania si è limitata ad una diffida semplice, che ha permesso, fino alla chiusura delle ferie estive, di continuare ad avvelenare la popolazione, anziché procedere, insieme alla diffida, ad una contestuale chiusura dell’attività fino a quando, la proprietà Pisano, non avrebbe adempiuto agli obblighi ed al superamento delle criticità.  Gli Enti Pubblici; Regione Campania, ASL e Comune di Salerno preposti alla tutela della salute, hanno permesso, con le loro omissioni e con provvedimenti non adeguati e conseguenziali rispetto alle gravità riscontrate, di far svolgere un’attività che continua ad avvelenare da decenni e a rendere un inferno l’aria che respiriamo”. “Ricordiamo che abbiamo già effettuato, come Associazione “Salute e Vita”, una diffida contro l’Asl e a settembre, dato il perpetrarsi di questi comportamenti, provvederemo con una querela, per inchiodarli alle proprie responsabilità”. Chiude la sua nota, rivolgendosi all’amministrazione comunale di Salerno, in particolare al sindaco Napoli e al presidente della commissione all’ambiente, nei confronti dei quali non risparmia accuse e critiche: “Ci chiediamo come mai il Sindaco di Salerno ed il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Salerno, che presiedono il famoso tavolo tecnico “farlocco”, su questa vicenda, oggi fanno finta di nulla. E continueremo, in tutte le sedi opportune, a chiedere con forza giustizia per i morti e verità per i vivi. Non ci fermeremo mai, fino a quando non sarà accertata tutta la verità”. Quella delle fonderie Pisano, una lunga e brutta storia, poiché attualmente è fermo anche il progetto di delocalizzazione degli impianti nel comune di Buccino (SA), essendosi opposta l’amministrazione comunale in primis e la cittadinanza poi per salvaguardare l’area del fiume bianco. Una situazione che sicuramente non avrà facile ed immediata risoluzione, se la proprietà non garantirà la realizzazione di nuovi e moderni impianti, in quanto sicuramente dove la stessa potrebbe delocalizzarsi non troverà benevola accoglienza da parte dei cittadini e dei comitati ambientalisti. 

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GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

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