TERTIUM DATUR, ANCHE SE POCO PRIMA CHE FINISSE IL TEMPO UTILE

TERTIUM DATUR, ANCHE SE POCO PRIMA CHE FINISSE IL TEMPO UTILE
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UNO SGUARDO DA PONTE

di Domenico Ocone

Nei Luna Park di paese di un tempo, tutt’altra cosa rispetto agli attuali parchi giochi supertecnologici e talvolta addirittura tematici, i giostrai, avviando i loro rudimentali quanto romantici “giracavalli”, esclamavano ripetitivamente e e sempre con lo stesso tono: “altro giro, altra corsa”. Da giovedì ha preso il via la giostra della campagna elettorale, che dovrà svolgersi in meno di quaranta giorni. Con la differenza che, rispetto a quella per i bambini, quella attuale ricorda più un altro tipo del genere, quella medioevale, che si disputava tra cavalieri aventi la lancia in resta. Con la differenza non di poco conto che gli attuali protagonisti della competizione, più che quei cavalieri, ricordano in buona parte da vicino i conduttori di asini che, senza cavalcarli, facevano muovere quelle bestie azionando la cosiddetta zucca, ovvero sia il morso collegato a due cordicelle. Per non dire delle dame, alle quali molte delle attuali pasionarie e suffragette stanno come le attrici di teatro alle sgallinate interpreti dei cinepanettoni. Infine deve essere necessariamente evidenziato l’abisso che separa drasticamente le armi in dotazione dei vecchi e quelle dei nuovi sfidanti alla tenzone, quella attuale tutt’altro che singolare. I primi avevano in dotazione semplici quanto mortali armi bianche, gli attuali fanno uso ad libitum di invettiva, turpiloquio e di ogni comportamento sconcio possibile e immaginabile. Messo a fuoco il contesto, vale la pena di abbozzare gli scenari possibili che, passato il ferragosto, dovrebbero prospettarsi agli italiani. Una premessa: le tre formazioni in campo sono ciascuna più variegata di un gelato artigianale che l’artefice possa aver messo insieme nella coppetta, utilizzando i gusti più disparati e di improbabile abbinabilità. Il risultato è che gli schieramenti politici che si sono delineati, a dispetto di quanto sostengono i loro leaders, sono nati con un vizio congenito: la marcata eterogeneità dei programmi di ciascuno di essi. Pertanto è da tenere ben presente che gli italiani dovranno mettere nel conto che è tutt’altro che remota la possibilità di aggiustamenti di rotta più che significativi di ciascun competitore sul cammino verso una Compostela tricolore. Ma tant’è, che faccia piacere oppure no. Intanto, comunicata agli italiani dagli addetti ai lavori con ingiustificata modalità sotto tono, nel Paese l’inflazione continua a crescere in maniera preoccupante. Questo fenomeno, che é prima economico e poi finanziario, e presente sempre in forma lieve in ogni tipo di sistema socio-economico. Secondo alcune scuole di pensiero, la sua mancanza assoluta comporterebbe conseguenze negative. Non così quando il suo tasso si avvicina alla doppia cifra e in più comincia a durare nel tempo. In tal caso tende a assumere la caratteristica di strutturale e la situazione si fa seria. Un suo andazzo prolungato può portare a una decisa compromissione della ricchezza del sistema economico in cui si verifica. Al dopolavoro commentano ripetutamente e sempre più preoccupati che l’azienda Italia si sta mangiando il capitale. Senza alcuno sforzo, da quella descrizione anche l’operatore ecologico addetto alla rimozione dei rifiuti urbani, un tempo identificato più semplicemente come lo spazzino, capisce che il Paese, cosi come attualmente è messo, non sta andando da nessuna parte se non in malora. Quindi, al di là di ogni proposito di maniera, le tre formazioni in campo per la caccia al tesoro- sia dannato chi pensa male, anche se l’Onorevole Andreotti non sarebbe stato d’accordo -non devono perdere di vista per un solo attimo l’esigenza di completare il PNRR, rispettando condizioni e termini per la sua realizzazione dettati dalla EU. Badando bene a non sputare nel piatto dove stanno mangiando, dimenticando che quella provvidenza a valere sul NGEU è stata concessa all’ Italia in base a un modo di sentire che si conquista solo lottando con le unghie e con i denti, sempre e comunque con fair play: la fiducia e a buon intenditor, poche parole. Solo il risultato finale e completo di quel piano permetterà all’ economia del Paese di ritornare in sella e pagare i debiti che il governo dimissionario ha dovuto contrarre e quello al quale, senza ipocrisia di sorta, dovrà necessariamente far ricorso quello prossimo venturo. È tempo di volare alto, peccato non si vedano aquile in circolazione. Corvi invece tanti, ma non sono adatti alla bisogna. Tutto il resto è noia, come cantava Franco Califano, se non peggio.

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Redazione

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