SARNO (SA): L’AMARO CASO DELL’OSPEDALE “MARTIRI DEL VILLA MALTA”

SARNO (SA): L’AMARO CASO DELL’OSPEDALE “MARTIRI DEL VILLA MALTA”
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OSPEDALE ALLO SBANDO MANCANO 67 TRA MEDICI E SPECILISTI, L’UTENZA COSTRETTA A RIVOLGERSI ALTROVE

di Giovambattista Rescigno

L’ospedale “Martiri del Villa Malta”, di Sarno (SA), allo sbando, la struttura, come tutti ben conosciamo, venne ricostruita dopo il triste evento del maggio 1998, quando quello della frazione Episcopio venne travolto e distrutto dalla slavina, che addusse morti tra medici, paramedici e degenti, doveva essere l’ospedale della rinascita, un ospedale all’avanguardia, perché situato in un territorio ad alta densità di utenza, basti pensare che è stato costruito all’uscita della A30 Caserta Salerno, facilmente raggiungibile anche dai paesi dell’hinterland vesuviano, con i quali Sarno geograficamente confina, un ospedale che doveva avere personale delle varie categorie a sufficienza per l’espletamento dei tre turni. Cosa che non è così. Oggi l’ospedale vive una situazione sull’orlo del collasso, le richieste da parte della direzione, dei medici, dei paramedici, delle associazioni di categoria e delle sigle sindacali, le cui richieste, a volte trasformatesi in invocazione sono costretti ad operare anche in condizioni fisiche a dir poco sotto sforzo, dopo già estenuanti turni lavorativi in particolare nei reparti di urgenza, quali quelli di cardiologia, cardiochirurgia, ortopedia, pronto soccorso e sale operatorie, laboratorio analisi, senza sottovalutare l’impegno presso gli altri reparti e i laboratori, laddove si registra un affluenza comunque seria. La criticità all’ospedale Martiri del Villa Malta, purtroppo, si comincia a registrare nel 2018, una criticità silente, passata quasi nella normalità delle cose, dove il personale gestiva già con sacrifici il quotidiano, perché un ospedale come quello di Sarno non può essere ritenuto un ospedale piccolo, un ospedale che ha circa 120 posti di degenza in termine logistico, e in un’area geografica con utenza elevata sarebbe ridicolo definirlo tale. Ma veniamo al nocciolo della questione, che sono le criticità che si registrano e che non sono poco e tantomeno di poco conto:

PERSONALE La problematica insorge nel 2019, quando inizia la mancanza di personale specializzato, dovuto a varie cause la prima i pensionamenti, ma anche di dimissioni volontarie da parte dei suddetti operatori.

Per tanto, l’ospedale, passa da un organico di 107 specialisti – dato risalente all’anno precedente (2018), alla pandemia – a poco meno di 40, che attualmente ci sono; Una situazione, questa, che ha portato alla sofferenza, o alla chiusura persino, in casi limite, di alcuni reparti. Basta tener presente il caso del reparto di Ortopedia, che è un reparto chiuso da circa due mesi agli interventi, e la scorsa settimana, la direzione per carenza di personale o di totale assenza ha sospeso pure le visite ambulatoriali.

Ma di certo la vicenda dell’ospedale non finisce qui, in merito alla carenza dei posti letto, perdita consequenziale alla mancanza dei medici e degli specialisti, tante che in Medicina sono stati persi 15 posti letto; in Ostetricia e Ginecologia sono rimasti solo quattro medici, pertanto, un reparto d’eccellenza, si è ridotto ad operare per le sole urgenze, quando prima gli interventi anche solo in day hospital, o ambulatoriali erano all’ordine del giorno.

Per quanto concerne poi il servizio di Radiologia i tre medici radiologi ed i 14 tecnici non possono di fatto esercitare la loro attività professionale, a causa della chiusura della traumatologia, o ortopedia, e nemmeno possono effettuare esami esterni all’ambito ospedaliero.

Per concludere, per quanto riguarda i reparti fanalino di coda l’Otorinolaringoiatria dove i pazienti vengono trattati in day hospital, ed i tre medici effettuano interventi, di fatto, senza un la strutturazione di un vero e proprio reparto.

Stando così le cose, l’ospedale di Sarno, che doveva essere, così come strutturato, un fiore all’occhiello della sanità salernitana, se non campana, è stato abbandonato a se stesso, ad una sorte incerta, poiché, nessun medico, data il sovraffollamento dei pazienti, e la carenza di personale, fa richiesta di andare ad esercitare la professione del medico ospedaliero in detta struttura. D’altro canto, la Regione, non provvede a rimpinguare le forze mediche specialistiche che sono venute meno, come dicevamo per pensionamento o andati via per altri lidi, come al solito, la sorte dell’ospedale dio Sarno, come quella degli altri enti, è nelle mani della politica regionale, che dal canto suo preferisce investire altrove, vedi Salerno, dove viene sbandierato dalle pre-elezioni Regionali la costruzione del nuovo Ruggi, ma della partenza, o almeno della picchettatura dell’area, dove lo stesso dovrebbe sorgere nulla si intravede all’orizzonte. Ci si deve augurare che dopo l’estate, qualcosa inizi a vedersi, almeno per quanto riguarda la tragica storia del “Martiri del Villa Malta”, ospedale, per il quale la situazione rimane ancora in fase di stallo, non si può prospettare altro che la chiusura, nella peggiore delle ipotesi, e il male minore, sarebbe poi il solo servizio di Day Hospital e ambulatoriale, o addirittura il solo Pronto Soccorso. Una situazione che sicuramente giornalisticamente seguiremo, per far conoscere a tutti la fase che l’ospedale andrà a vivere giorno dopo giorno, una circostanza che va contro l’utenza del posto, che per le cure e in particolare per le urgenze deve rivolgersi altrove. Inoltre seguiremo con interesse la sorte della forza lavoro del nosocomio, forza carente, e sotto organico di oltre 60 unità mediche/specialistiche. Staremo a guardare e seguire l’evolversi della situazione, come le stelle di un noto sceneggiato televisivo.  

 

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