INSIEME APPASSIONATAMENTE. “GROTTAGLIE NEXT” CON A CAPO D’ALO’ GLI “EREDI” DELLE AMMINISTRAZIONI VINCI, BAGNARDI E ALABRESE.  Prima parte /4

INSIEME APPASSIONATAMENTE. “GROTTAGLIE NEXT” CON A CAPO D’ALO’ GLI “EREDI” DELLE AMMINISTRAZIONI VINCI, BAGNARDI E ALABRESE.  Prima parte /4
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D’ALÒ E SUD E IN MOVIMENTO RIVENDICANO DI AVER OSTACOLATO L’APERTURA DELLA DISCARICA APERTA NEL 2004-IN QUEL TEMPO-ERANO ANCORA ALL’UNIVERSITA’ O TORNATI DA POCO

di Vito Nicola Cavallo

La foto di un lieto evento nella casa comunale, di fatto è, un documento storico che fissa la storia della città delle ceramiche dal 1991 al 2022, un’evoluzione politica ed amministrativa che proveremo a raccontarvi, il cui risultato finale è l’amministrazione guidata dall’Avvocato Ciro D’Alò con la coalizione “GROTTAGLIE NEXT”; D’Alò che nel 1991 era alle scuole di primo grado per approdare nell’anno successivo all’ Istituto Tecnico Industriale “A. Pacinotti” dove conseguirà il diploma di perito in elettrotecnica ed automazione e nel 2003 conseguire la laurea in giurisprudenza sul “Il Principio della libertà sindacale”. Quasi un ventennio di vita amministrativa “segnato” dalla realizzazione della discarica di rifiuti speciali di Torre Caprarica, varata in una dei due mandati ammnistrative del sindaco Giuseppe Vinci-Partito democratico di Sinistra, e gestita sino all’esausta utilizzazione da altri due sindaci, Bagnardi (due mandati) ed Alabrese (un mandato), e consegnata a D’Alò, nella sostanza a fine utilizzo, e non già chiusa da quest’ultimo.

LA STORIA DELL’INSEDIAMENTO DELLA DISCARICA

Approfondiamo l’argomento consultando documentazione del tempo prodotto da consiglieri comunali, comitati e professionisti, che si prodigarono per impedire la sua realizzazione. Da anni il gruppo di attivisti che hanno portato all’elezione a sindaco D’Alò rivendicano la chiusura della discarica, omettendo di raccontare quanto accaduto in precedenza, quando Ciro D’Alò e compagni erano alle prese con i postumi post-laurea o con le prime esperienze lavorative.

Nel 2004 il sindaco D’Alò è socio fondatore dell’associazione politico culturale “Sud in Movimento” e nel 2021 dell’associazione politico culturale “Con D’Alò”.

Dal comunicato stampa dell’associazione “vigiliamo per la discarica” del 21 luglio 2004 “Oggetto: Parere negativo della Regione sul III lotto della discarica da situarsi in Grottaglie, in località “La Torre – Caprarica”. Con grande gioia comunichiamo che l’Assessorato regionale all’urbanistica, per mezzo del suo dirigente ing. Nicola Giordano, con atto prot. n. 7081/2 del 5.7.2004 ha espresso parere negativo sul progetto del III lotto della

discarica di rifiuti speciali sita in Grottaglie, in località “La Torre Caprarica”, per la volumetria di circa tre milioni di metri cubi. Il parere negativo è incentrato sugli stessi argomenti in forza dei quali il Comitato “Vigiliamo per la discarica” ha invano cercato di persuadere l’Amministrazione comunale di Grottaglie a rivedere il parere favorevole da essa con leggerezza espresso con deliberazione del 13.2.2004 del Consiglio comunale. Il dirigente regionale ha infatti sottolineato che l’area è sottoposta a vincolo paesaggistico dal PUTT-P (piano urbanistico territoriale tematico per il Paesaggio), e le norme tecniche di attuazione che riguardano tali aree, come più volte evidenziato dal Comitato anche in assemblee pubbliche, costituiscono un impedimento “invalicabile” alla approvazione del progetto. Pertanto lo stesso dirigente ha invitato l’Amministrazione comunale di Grottaglie a rivedere il proprio parere favorevole, evidentemente reso con grave leggerezza e superficialità. A questo punto, il Comitato, aspettando ancora che sia convocato il Consiglio comunale monotematico che avrebbe dovuto svolgersi entro la prima decade di luglio, come peraltro solennemente preannunciato dall’assessore comunale all’Ambiente addirittura con comunicati stampa, valuterà se chiedere all’autorità prefettizia se riterrà opportuno adottare provvedimenti di sospensione e/o revoca nei confronti di amministratori comunali e/o di organi del Comune di Grottaglie, per quelle gravi e persistenti violazioni che lo stesso dirigente dell’Assessorato regionale all’Urbanistica ha fortemente censurato e stigmatizzato. Infatti, presupponendo che gli amministratori comunali sono in buona fede, il grave errore che essi hanno commesso su una vicenda così rilevante e di così grande e grave impatto per la nostra comunità, impone tuttavia di valutare con attenzione la scelta poco avvertita di esprimere un parere favorevole come quello reso nel Consiglio comunale del 13.2.2004. Valutazione che si imporrà con sempre più pressante urgenza qualora non sarà convocato al più presto il Consiglio comunale per annullare o comunque ritirare il parere favorevole già reso.”

 Questo comunicato segue, quanto e consultabile nei verbali dei resoconto dei consigli comunali precedenti, in cui si potrà rilevare le circostanziate argomentazioni prodotte, in particolare dal consigliere comunale prof.  Armando Donatelli, e con la consulenza del prof. Arch. Vito Nicola Cavallo avverse alla realizzazione della discarica.

 Nulla rilevando in merito da parte di altri movimenti o associazioni.

E sempre il comitato di vigiliamo della discarica nel dicembre 2005 (amministrazione Vinci) scriveva “noi l’avevamo detto: una revoca scritta in quel modo è una truffa e verrà annullata senz’altro dal TAR. Nessuno nell’amministrazione comunale diede il giusto peso alle affermazioni del Comitato. Anzi i DS convocarono un’apposita conferenza stampa per ribadire il loro “no problem” e per accusare il Comitato di allarmismo e di strumentalizzare la vicenda per non meglio precisati fini politici. Il risultato? A distanza di 7 mesi dalla sua adozione quel provvedimento di revoca è stato annullato dal TAR. Tutto come aveva previsto il Comitato: una revoca truffa, un ricorso da parte della società di gestione, l’annullamento del TAR e…la riviviscenza del parere favorevole all’ampliamento della discarica. Noi l’avevamo detto…un breve riepilogo per capire cosa significa “revoca truffa”. Diversi mesi fa (per l’esattezza il 13 febbraio 2004) il Comune approva una deliberazione con cui dà il proprio assenso alla localizzazione del terzo lotto della discarica. Praticamente fornisce il suo parere favorevole all’ampliamento. Tale decisione è stata a lungo osteggiata dalla popolazione grottagliese che, costituitasi in comitato, ha promosso una raccolta di firme (oltre 3.000) per chiedere all’ente di annullare tale provvedimento. Da palazzo di città, per tutta risposta, in un primo momento s’è detto che quel parere fosse soltanto di natura tecnica e che non poteva assolutamente essere modificato o rimosso. Poi, dopo la conclusione della conferenza dei servizi (quanto cioè non serviva più a nulla) giunse voce che il Comune fosse interessato alla revoca di quel parere. Il Comitato , in quella circostanza, ammonì il Comune: non occorre una revoca ma è necessario che vi sia l’annullamento del parere favorevole precedentemente espresso.

Un provvedimento di revoca deve essere motivato adeguatamente poichè occorre esplicare i motivi di interesse pubblico “nuovi” che hanno indotto l’amministrazione a mutare il proprio convincimento, ed ha effetto dal momento della sua approvazione. Pertanto sarebbe stato inutile, come in effetti lo è stato, un provvedimento di revoca giunto al termine della conferenza dei servizi. L’annullamento, in via di autotutela, implica invece un giudizio dell’ente circa l’illegittimità dell’atto precedentemente emesso, circostanza certamente auspicabile riguardo il parere favorevole al terzo lotto, dal momento che esso insisterebbe in aree fortemente vincolate dai piani territoriali paesaggistici. L’annullamento ha come conseguenza quello di far cessare tutti gli effetti dell’atto annullato, come se non fosse mai stato emanato, pertanto avrebbe fatto “saltare” la stessa conferenza dei servizi. Per tutta risposta il Comune andò avanti per la sua strada sordo alle istanze del Comitato, revocando il parere con un atto fumoso e sibillino, in cui non era dato di capire quali fossero effettivamente gli elementi di novità nell’individuazione del nuovo interesse pubblico alla rimozione dell’atto. Morale della favola? A distanza di 7 mesi quella revoca viene espulsa dall’ordinamento amministrativo dal TAR che accoglie un ricorso presentato dall’Ecolevante spa che censurava, guarda caso, proprio il vizio di motivazione di quella che, come sosteneva il Comitato, si è dimostrata una vera e propria “revoca truffa”. Il parere favorevole all’ampliamento della discarica grottagliese reso nel febbraio 2004, infatti, è ancora lì. Non si tratta di un mero parere tecnico, ma di un vero e proprio atto amministrativo senza il quale non è neanche possibile attivare la conferenza dei Servizi. Pertanto un “niet” del Comune avrebbe portato a termine ogni discussione riguardo l’ampliamento della discarica. Se davvero c’era questa volontà, bastava non rendere il parere favorevole piuttosto che arrampicarsi in farraginosi, ed illegittimi, iter amministrativi di revoca successivamente all’emanazione del parere favorevole.”

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Redazione

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