IN UNA FASE DELLA STORIA IN CUI LE SPADE RESTANO APPESE E I FODERI COMBATTONO, NON È UN PARTICOLARE IRRILEVANTE POTER ESCLAMARE: “ONORE AL MERITO”

IN UNA FASE DELLA STORIA IN CUI LE SPADE RESTANO APPESE E I FODERI COMBATTONO, NON È UN PARTICOLARE IRRILEVANTE POTER ESCLAMARE: “ONORE AL MERITO”
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UNO SGUARDO DA PONTE

di Domenico Ocone

Poter sottolineare l’impronta lasciata da alcuni uomini e donne una spanna e anche due sopra il livello medio, tributandogli “onore”, sta diventando un occasione sempre più rara. A scanso di ogni equivoco va comunque aggiunto che il livello medio appena citato non corrisponde alla stessa mediocritas a cui si riferivano gli antichi romani, arrivando a definirla talvolta aurea. Per dare un’idea più o meno realistica della distinzione che corre tra il significato della parola in latino e in italiano potrebbe bastare associare la prima all’immagine del bicchiere mezzo pieno e la seconda a quello mezzo vuoto. Lunedì ha lasciato questo mondo Leonardo Del Vecchio. Non è necessario far precedere il nome da nessuna delle sue tante qualifiche, esprimendo esso stesso chi sia stato quell’uomo di eccellenza. Sarebbe proprio il titolo Eccellenza premesso al nome, quello atto a riassumere in un solo termine la sua personalità, ma è preferibile evitare, essendo stato esso nel tempo usato in maniera inappropriata, talvolta addirittura distorta. Sarebbe una ripetizione inutile elencare quanto egli ha fatto, non la stessa cosa un parallelo con altri imprenditori illuminati, non proprio coevi. Osservando la realtà sociale di Agordo, viene fuori quasi immediatamente il collegamento con Valdagno, che Gaetano Marzotto sr. volle qualificare Città Sociale. Anche il conte aveva intuito che affinché una comunità funzionasse bene, i suoi componenti dovessero vivere bene. La stessa intuizione era la premessa che lo portava a essere sicuro che il capitale umano era la risorsa più importante per un’azienda che volesse essere al passo con i tempi. Precisando che di tale welfare era logico che ne godessero anche le famiglie dei lavoratori. Un altro protagonista, probabilmente il prototipo di quel genere, della scena sociale negli anni che traghettarono il Paese dalla fine della ricostruzione all’inizio della contestazione, gli anni ’60, fu Adriano Olivetti. Nell’arco di un decennio quel visionario d’antan rivoluzionò le relazioni industriali, e ancor prima che il termine assumesse una portata formale, iniziò a definire la forza lavoro come capitale umano quella che poi sarebbe diventata risorse umane. Quindi i tre personaggi potrebbero essere definiti, come tanti altri, sia in Italia che nel resto del mondo, abili strateghi, ma tale qualifica non renderebbe completamente merito alla loro particolare caratteristica, che ne fa degli unicum: il sapersi mettere nei panni dei collaboratori per capire, fin nel profondo, quali fossero le esigenze loro e delle loro famiglie. Prima di passare oltre, è bene rivolgere al Signore degli Occhiali alla maniera militare, quindi quella che lui preferiva per il rigore, un pensiero di ammirazione e gratitudine per quanto ha fatto per l’Italia e per gli italiani. L’espressione da usare per congedarsi da lui altra non potrà essere se non: “onore al merito”. Uno dei modi per onorarne la memoria sarà quello di non divagare, quindi, almeno per dare il la al lavoro della settimana, è bene soffermarsi sugli eventi più che importanti che si realizzeranno in questo martedì. Vedrà la conclusione il G7, che lunedì sera sul tardi ha raggiunto già un primo importante risultato, anche se non immediamente attuabile praticamente. Si tratta del prezzo massimo valido per tutti i paesi della EU da poter offrire alla Russia per il pagamento del gas. Si sa che mangiando viene l’appetito, per cui tale decisione potrebbe essere estesa a tutti gli idrocarburi: questa sera si dovrebbe conoscere l’intesa raggiunta dai sette. Un altro summit importante prende il via oggi a Madrid e è quello della NATO. C’è dunque tanta di quella carne sul fuoco che la metà sarebbe ancora troppa. D’altra parte bisogna battere il ferro quando è caldo e farlo come facevano i fabbri di una volta: estratto con una lunga pinza il ferro arroventato dalla forgia, il più esperto lo poggiava sull’incudine mentre due suoi colleghi iniziavano a batterlo con pesanti martelli, alternando i loro colpi. Erano così ben sincronizzati che riuscivano a ottimizzare il tempo durante il ferro era plasmabile. Mettendo da parte quanto sta succedendo per opera di politicanti, non uomini politici, all’interno del Paese, da immediatamente dopo che sono stati resi noti i risultati elettorali, l’Italia sta continuando a ricevere riconoscimenti di tutto conto per quanto sta contribuendo a dare nelle varie vicende che l’EU è chiamata a risolvere. Dagli appuntamenti che si stanno dando quei signori che tengono le redini dell’equilibrio mondiale, sembra che di tempo per le vacanze estive ne resterà ben poco. Se Parigi, a suo tempo, valse ben una messa, altrettanto per Kiev non sarà l’impellenza delle ferie a far abbassare la guardia. Quella tenuta alta verso il risultato che l’Ucraina e tutto l’Occidente stanno cercando di ottenere, almeno il cessate il fuoco. Un aneddoto rustico per chiudere. Secondo i Coltivatori Diretti ante litteram, agosto era il mese più libero da impegni in campo, per cui tutti i lavori che avessero richiesto una particolare attenzione venivano scadenzati per quel tempo. Alle volte il caso: non il mese prossimo, ma quello successivo, sarà proprio agosto.

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DOMENICO OCONE

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