I PIZZAIOLI NAPOLETANI BOCCIANO BRIATORE E I SUOI PREZZI

I PIZZAIOLI NAPOLETANI BOCCIANO BRIATORE E I SUOI PREZZI
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MICCU’ PRESIDENTE DEI PIZZAIUOLI NAPOLETANI “PER UNA MARGHERITA DI QUALITÀ BASTANO POCHI EURO”

di Giovambattista Rescigno

Mentre a Napoli si sta tenendo in questi giorni la manifestazione internazionale Pizza Village che esalta e mette in primo piano il bene di consumo più amato da italiani e non solo, esportato in tutto il mondo Flavio Briatore attacca il prodotto che ha saziato e continua ancora a saziare, anche i meno abbienti con una sua performance relativa al bene di consumo “popolare” sui social attraverso un video. Esordendo con le parole che seguono: “Come fanno a vendere la pizza a 4-5 euro?”. Rispondendo alle critiche di chi ritiene esagerati i costi della pizza nella sua catena Crazy Pizza.

Briatore, espone i suoi concetti, sul prezzo che si pratica nella sua catena Crazy Pizza, che si giustificano con i costi delle materie prime di qualità, oltre che per le tasse e il costo dei dipendenti. Ma i Pizzaioli di Napoli non ci stanno e dicono che una pizza margherita di qualità può essere venduta anche a prezzi contenuti.

Il presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani Sergio Miccú, spiega: “Il problema non è a quanto si venda la pizza con l’astice blu ma a quanto sia giusto vendere una margherita o una marinara con ingredienti di qualità”. “La pizza – ricorda Sergio Miccú, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani – ha contribuito a sfamare intere generazioni superando le crisi più dure che la città ha vissuto. Dalla guerra al colera. Ma oggi si tratta di un piatto. Perciò le classiche conservino anche il valore della tradizione. Quelle cosiddette da chef che diventano un’altra cosa possono anche vedere prezzi diversi”.

Dando uno sguardo al listino prezzi dei locali di Briatore, si acclara che la pizza più classica costa 15 euro, la bufalina 25, la Pata Negra 65. Ed ancora le dichiarazioni di Briatore il quale attacca la qualità della materia prima usata per la pizza dai maestri napoletani, difendendo i costi delle sue pizze: “Ma per tenere i prezzi così bassi, che ingredienti usate? Cosa ci mettono dentro questi signori? Pagano stipendi, affitti, ingredienti, gas, luce, ammortamenti…o ne vendi 50 mila o ci sta qualcosa sotto che non capisco”. M i domando, ma cosa aspettano i pizzaioli napoletani ad invitare Briatore al Pizza Village, per fargli constatare quali materie usano per l’ottima pizza a poco prezzo? , basterebbe poco per farlo ricredere.

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GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

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