LICEO ARTISTICO “V. CALÒ” APRE LE PORTE DEL MUSEO DELLE MAIOLICHE “BUONGIORNO CERAMICA”. Prima parte/2

LICEO ARTISTICO “V. CALÒ” APRE LE PORTE DEL MUSEO DELLE MAIOLICHE “BUONGIORNO CERAMICA”. Prima parte/2
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LA BOTTEGA VESTITA IN “MANI ALL’OPERA”, SABATO E DOMENICA NELL’ANTICA BOTTEGA NEL QUARTIERE DELLE CERAMICHE

di Vito Nicola Cavallo

Evento di particolare interesse è l’apertura alla città di Grottaglie del Museo delle maioliche, un luogo che racconta la storia artistica della arte più antica del mondo in questa città, iniziativa dell’assessore Antonio Vinci e del Consigliere comunale Simone Mirto e del dirigente scolastico del Liceo Artistico “V. Calò” Prof.ssa Brigida Sforza e la Prof.ssa Greco Maria Teresa-primo collaboratore del Dirigente. Il museo è ospitato nell’edifico di via Jacopo della Quercia 1, nell’antico quartiere delle ceramiche, è costituito da circa 300 manufatti relativi alla produzione artistica e didattica dal 1887 ad oggi. Tra le opere più significative troviamo manufatti realizzati dai Direttori della scuola Anselmo De Simone, Roberto Rosati, Angelo Peluso ed anche dai vari docenti che si sono avvicendati negli anni proponendo e attuando nuove tecniche e tecnologie che hanno portato la Scuola a riconoscimenti di livello nazionale ed internazionali. Il Museo didattico delle Maioliche dell’Istituto Statale d’Arte di Grottaglie fu istituito nell’anno scolastico 1937-38 “….di non lasciar disperdere le tradizioni locali “ Il primo nucleo di opere d’antiche ceramiche grottagliesi e greche fu fornito dal Regio Museo di Taranto per concessione del superiore Ministero. Il Museo si arricchisce di opere ceramiche, prodotte dagli allievi, che partecipano a numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Riprendiamo un racconto che abbiamo realizzato nel recente passato, ricordando autorevoli direttori, docenti ed alunni che hanno dato lustro alla scuola “V. Calò”.

 La Scuole d’Arte di Grottaglie venne istituita con Regio Decreto 27 settembre 1887, di cui è stato direttore il dott. Vincenzo Calò dal 6 ottobre 1910 al 28 agosto 1933, e fondatore della “Manifattura Calò”, in cui si formarono artisticamente tanti giovani artisti e docenti.  Ciro Fanigliulo detto “Lu Milordo” ed il dott. Vincenzo Calò, ad esempio, incrociano il proprio percorso artistico ed imprenditoriale nel 1922, quando nella cronaca dell’Ordine in un articolo del 6 ottobre, si riporta che “Di notevole importanza è il riporto di ceramica del comm. Vincenzo Calò di Grottaglie, che sa coltivare l’amore per l’arte anche tra le molteplici cure della sua travagliata professione di medico”. Nel tempo la Scuola fu chiusa per essere riaperta e affidata alla direzione di Anselmo De Simone che con Vincenzo Marseglia  sono gli ultimi due artisti, che hanno coltivato il proprio estro creativo all’internodel  Regio Museo artistico industriale di Napoli e nella Regia Scuola di Ceramica di  Grottaglie. Anselmo De Simone, diresse la Regia Scuola Ceramica dal 1902 al 1919.Uomo di ingegno vivacissimo artista nella concezione e nel sentimento, dotò la Scuola di un impianto completo di macchine da impasto, di molini e di forni, un insieme che costituiva, per la tecnica del tempo, la sistemazione ideale per la produzione di ceramiche artistiche. Modellatore di eccezione, disegnatore accuratissimo, decoratore minuzioso e sapiente, lasciò numerosissimi lavori tra i quali “il presepio” eseguito su mattonella ed il vaso in terracotta con sapiente bassorilievo riproducente l’allegoria dell’Aurora, entrambi conservati nella collezione Calò. Fu indifferentemente pittore, disegnatore, modellatore, stuccatore, direttore di istituto e capace maestro oltre che scrittore. Concluso con Anselmo De Simone il primo percorso attraverso le personalità guida , che da lì a poco, avrebbero dato forma alla “ Scuola di Grottaglie grottagliese” (cit. Silvano Trevisani) .

Cosimo Calò ci guida nella storia e nella leggenda sulla nascita dell’arte della Ceramica, anche a Grottaglie e nella scuola d’Arte di Grottaglie introducendo Ceramus figlio di Bacco ed Arianna che secondo alcuni era il prototipo ed il protettore dei vasai, nome imposto al quartiere di Atene occupato dai ceramisti, per passare ad Omero, che, descrive la danza di Arianna, paragonando la velocità dei giovani e delle giovani  formanti cerchio a quella che il vasaio imprime alla ruota del suo tornio. “Vasai che mentre lavoravano a mettere fuoco al forno scorsero Omero e lo invitarono a cantar loro dei versi promettendogli, quale prezzo della sua

compiacenza, qualche vaso. Ed Omero cantò “Minerva io ti invoco! Compari qui e presta la tua mano abile al lavoro del forno; che i vasi che vi debbono uscire, e soprattutto quelli destinati alle cerimonie religiose, anneriscano a punto; che tutti si cuocciano al grado di fuoco conveniente e che, venduti caramente siano ed in gran numero sui mercati e nelle vie della nostra città; infine che essi siano per i vasai una fonte abbondante di profitto e per me una occasione nuova per cantarli. Ma se voi volete ingannarmi o spudorati, io invoco contro i vostri forni i flagelli più terribili: e SYNTRIPS E SMARAGOS e ASBETOS e ABACTOS e soprattutto OMODAMOS, che più di ogni altro è il distruttore dell’arte che voi professate. Che il fuoco divori la vostra fabbrica, che tutto ciò contiene il forno si mescoli e si confonda senza scampo, e che il vasaio tremi di terrore  a questo spettacolo; che il forno faccia sentire un rumore simile a quello che fanno le mascelle di un cavallo irritato, e che tutti i vasi fracassati, non siano più che un ammasso di cocci “.Si chiude l’approfondita analisi di Calò, con il dovuto e doveroso riconoscimento alla Regia Scuola della Ceramica, che fu elemento “scintilla” della nascita della “ Scuola di Grottaglie o grottagliese”. Scuola di Ceramica del prof. Camillo Rossi a cui, dopo la sua morte nel 1898, la direzione venne affidata, 1902, al già citato prof. Anselmo De Simone e a seguire, il prof. Gennaro Conte, l’Architetto prof. Mario Urbani, il prof. G. Carlo Polidori, il prof. Ennio Paoloni. L’architetto Urbani dette alla Scuola l’indirizzo artistico consono ai tempi, e produsse ceramiche belle per concezione artistica e per tecnica dell’Urbani è la coppa dorata che la Scuola “ si onorò di offrire al Duce” quando il 4 settembre 1934 discese dal treno presidenziale alla nostra stazione per proseguire in automobile per Taranto.

Altro appuntamento da non perdere è quello di oggi e domani nella Bottega di “Mani all’opera”, nell’antica bottega nel quartiere delle ceramiche. Conosciamo da vicino chi sono i fratelli Cosimo “Mimmo”, Carmelo ed Antonio Vestita, è situata nel cuore dell’antico “Quartiere delle ceramiche” in via Santa Sofia; si raggiunge salendo per una piccola rampa di scale. Dalle prime finestre dello spazio creativo, si, domina l’intero quartiere. Carmelo modella l’argilla al tornio, creando forme meravigliosamente perfette; Mimmo decora i manufatti, trasformandoli in pezzi unici. Antonio, il fratello minore, ingegnere, talvolta impiega la ceramica nei suoi progetti, nella perenne ricerca di nuove forme, colori e significati. SEGUE DOMANI

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Redazione

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