MUSICA: INTERVISTA A NICO DE ROSA, CANTAUTORE E CANTANTE NEOMELODICO

MUSICA: INTERVISTA A NICO DE ROSA, CANTAUTORE E CANTANTE NEOMELODICO
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OGGI VI PROPONIAMO LA NOSTRA INTERVISTA AL PROF. NICO DE ROSA, CANTAUTORE E CANTANTE CAMPANO CHE AD INIZIO DEL NUOVO ANNO FESTEGGERÀ IN MUSICA I SUOI PRIMI DIECI ANNI DI CARRIERA. A SEGUIRE LA CHIACCHIERATA CHE ABBIAMO FATTO CON LUI, DUNQUE ORA BUONA LETTURA!

di Giulia Quaranta provenzano

 

Ciao Nico! Vorrei domandarti subito quando e soprattutto da quale motivazione interiore ha avuto origine il tuo viaggio nella musica. “Ciao Giulia e ciao a tutti i lettori di Il Giornale di ArtesTV. La mia passione per la musica, che poi è diventata un lavoro, è iniziata all’età di otto anni – suonando il sax. Ho conseguito tutti gli esami in Conservatorio e successivamente, precisamente nell’anno 2013, ho inciso il primo lavoro discografico”.                           

Da piccolo chi desideravi diventare “da grande” e che bambino sei stato? Ci racconti un po’ – partendo dai tuoi primi passi – come sei arrivato a dedicarti ai tuoi spettacoli sax e voce? “Da piccolo desideravo raggiungere e realizzarmi in tutto quello che sono oggi, cioè volevo studiare e conseguire il relativo titolo di studio, diventare professore di musica e portare in giro per la Campania e per le varie regioni d’Italia la mia, di musica”.

Cosa rappresenta per te la Musica e quale ritieni esserne il potere nonché il suo principale pregio e valore? “Sarà forse banale ma per me la musica è vita, non riuscirei a vivere senza di lei”.

Come descriveresti la sensazione che provi quando canti, quando suoni? “Le emozioni che provo quando canto, quando suono, sono tante ogni volta… e iniziano già nel momento in cui parte la mia presentazione nei vari spettacoli – l’adrenalina sale subito non appena saluto il pubblico. Un caro amico Big della musica mi dice sempre che se non si percepisce più alcuna sensazioni prima di entrare in uno spettacolo allora non si ha nemmeno più motivo di essere un artista”.

Se dovessi assegnare un titolo alle fasi più significative della tua vita, quale colore assoceresti a ciascun periodo? “Le fasi della mia vita sono divise in tanti colori, ad oggi comunque sono ancora di colore verde come la speranza perché un artista non smette mai di crescere e sperare appunto in meglio. Poi, certo, ci sono state delle fasi critiche nella mia carriera, come però pure delle fasi in cui tutto andava bene e tutti erano amici”.

Quando guardi, leggi, ascolti un artista e una persona di spettacolo cosa ti impressiona positivamente e cosa più ti entusiasma tanto da fartelo ritenere tale? “Mi impressiona molto l’umiltà in quanto si può essere tutto grazie al pubblico e dunque, noi artisti, dobbiamo ricordarci sempre che qualsiasi di noi senza gente e senza platea non avrebbe motivo di esistere”.

Vi è qualcuno/qualcosa a cui ti ispiri o ti sei ispirato in passato, con il quale attualmente vorresti collaborare – e, in caso affermativo, per quale ragione nello specifico? “Io seguo la musica a trecentosessanta gradi, non mi limito ad ascoltare e guardare solo nel panorama napoletano. Ovviamente sono fonti a me vicine, anche per il tipo di musica che faccio, Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio che considero due cantautori per eccellenza… però di musica italiana ne ascolto davvero tanta e potrei scrivere una lista che non finisce più, da Claudio Baglioni ad Adriano Celentano, da Laura Pausini a Ultimo ecc. ecc.”.

Quale ruolo gioca l’immagine visiva, l’estetica, nella tua musica (ad esempio nei videoclip) e in quella che più apprezzi? E quanto “pesano” invece rispettivamente la voce, il testo e la melodia? “L’immagine gioca un ruolo fondamentale in questo mestiere della musica – penso che si debba stare al passo con i tempi sempre e mettersi in gioco con le tematiche attuali”.

Tu che ti esibisci in cerimonie ed eventi, cosa trovi – per te – massimamente piacevole e motivante di tali occasioni? Vi è un ricordo ad essi attinente che ti è caro in maniera particolare? “In quasi dieci anni di carriera sono tanti gli episodi belli, ma uno in particolare lo ricordo caramente ossia quando andai in Svizzera e fui accolto con il calore di Napoli. Sentire che tutti cantavano le mie canzoni è una delle cose più belle che possa capitare e che ricordo con piacere”.

I ricordi appunto ma pure lo sperimentare e l’osare, il pianificare e l’organizzare, quanto sono fondamentali per la tua creatività e in che misura veicolano o meno il tuo quotidiano? “Pianificare e organizzare bene il tutto porta via tanto tempo tuttavia non si può lasciare nulla al caso quando si è un artista e, comunque, molte volte vieni richiesto anche l’osare con temi che non ti appartengono ma che sono di attualità oppure è necessario andare controcorrente come nel brano sax e voce “Vene Dò Mare”, dedicata agli immigrati che affrontano lunghi  viaggi della speranza per una vita migliore [https://youtu.be/Hl_aI60Azic]”.

A tuo avviso la musica destinata a fare Storia può essere soltanto quella in linea con i consolidati ascolti abitudinari e prediletti dalla maggioranza in base al luogo e periodo in cui si vive, o piuttosto è quella che si differenzia e talvolta non viene subito capita e/o apprezzata perché non consona alla già “digerita” moda vigente? “Mah, oggi il pubblico è cambiato e brani destinati a fare storia sinceramente non ne vedo… dopo qualche anno vanno nel dimenticatoio per forza di cose, anche perché passano di moda quindi oggigiorno l’artista si gode il momento”.

Italiano, campano, inglese: hai idea che ciascuno di questi sia propedeutico a meglio trasmettere un certo qualcosa piuttosto che altro? Tu come scegli in quale lingua condividere le tue emozioni, i tuoi messaggi? “Io naturalmente nella maggior parte dei miei brani mi esprimo in napoletano perché, stando a contatto con il pubblico in Campania, mi risulta ed esce naturale scrivere e cantare nel mio dialetto… ma ho cantato e scritto anche brani in italiano e ho riscosso un bel successo tanto da essere stato prodotto a Roma per qualche anno”.

Sei chiamato spesso ai matrimoni, dunque mi sorge spontaneo – per affinità tematica  – chiederti dal tuo punto di vista cos’è l’Amore e cosa ti colpisce di primo acchito nell’altra persona. “Io sono nato come cantautore proprio cantando l’amore e ancora oggi sono etichettato in base a  questo. Per il resto, beh, penso che nella vita l’amore sia tutto (ma non solo tra marito e moglie). Mi riferisco all’amore in generale. Credo che senza di esso non si possa vivere …o, meglio, che sia una vita inutile senza emozioni”.

Un proverbio recita <<Chi si somiglia si piglia>> e un altro <<Gli opposti si attraggono>> …Ebbene, hai idea che ci si approcci e poi, successivamente, non ci si perda se si ha una personalità affine al partner, medesimo stile di vita, simili gusti ed interessi o è il contrario? Ci si sceglie ossia e dopo si rimane insieme sulla base di cosa? “Eh, è una bella domanda!… Io penso che ci voglia tanta pazienza, soprattutto nella vita di coppia, dacché con i ritmi frenetici attuali non si può lasciare tutto in mano a una sola persona e quindi sono doverosi tre ingredienti SUPPORTO, SOPPORTAZIONE E TANTO AMORE”.

Su Instagram [https://instagram.com/nico_de_rosa_official?igshid=YmMyMTA2M2Y=] hai 14 mila follower ed è così che mi piacerebbe sapere i social che incidenza e finalità hanno nella tua vita e nel tuo percorso artistico – e quale idea ti sei fatto del loro utilizzo da parte dei cantanti e non solo di questi. “Oggi i social sono tutto, non si può pensare ad un artista senza di essi anche perché sono un grande mezzo di pubblicità. È pertanto giusto – secondo me – che i social rivestano, sia loro attribuito e abbiano un ruolo fondamentale però sottolineo sempre che vanno usati nel modo giusto ché, come in ogni cosa, il troppo stroppia”. 

Prima di salutarci vuoi anticiparci quali sono i tuoi prossimi progetti e, magari, rivelarci qualche chicca in anteprima? “Assolutamente sì! Quest’anno stiamo ripartendo dopo i due anni di pandemia, ci stiamo riprendendo a tutta forza senza fermarci. Il prossimo anno poi si aprirà con uno spettacolo a teatro per i miei dieci anni di carriera e con un duetto con un Big Napoletano… Ah, seguitemi perché siete invitati qua a Napoli a gennaio 2023 in occasione del mio spettacolo. Ciao a tutti, un bacione da parte mia”.

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