IL PAPA INCONTRA GLI OPERATORI DEL TRASPORTO AEREO (ENAC) E PIERLUIGI DI PALMA PRESIDENTE ENTE NAZIONALE PER L’AVIAZIONE CIVILE (ENAC)

IL PAPA INCONTRA GLI OPERATORI DEL TRASPORTO AEREO (ENAC) E PIERLUIGI DI PALMA PRESIDENTE ENTE NAZIONALE PER L’AVIAZIONE CIVILE (ENAC)
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IL GROTTAGLIESE DI PALMA DONA AL SANTO PADRE UNA LAMPADA DEL CERAMISTA DI GROTTAGLIE FRANCESCO FASANO

di Vito Nicola Cavallo

 Nell’udienza dello scorso 13 maggio il Presidente dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile –ENAC, l’Avvocato grottagliese Pierluigi Di Palma ha donato al Santo Padre una lampada in ceramica della città di Grottaglie dell’artista Francesco Fasano,  accompagnando il dono con la seguente dichiarazione e facendo riferimento alla guerra in corso in Ucraina “ “Il nostro auspicio, dunque, è che alla fine di un periodo buio possa tornare a risplendere la luce che, nel modesto ma significativo omaggio che abbiamo voluto riservare a Lei Papa Francesco, si materializza in una croce eterea, simbolo universale del necessario sacrificio che l’uomo deve affrontare per vivere in pace” Il Papa Francesco “l’aviazione è incontro, cieli di pace anche in Ucraina” una tra le prime dichiarazioni fatte all’udienza in Aula Paolo VI con i dirigenti e il personale dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, cui competono tutti i controlli sulla sicurezza aerea, il Papa ha sottolineato che l’aviazione “ha contribuito allo sviluppo del mondo” avvicinando e facendo conoscere tra loro popolo lontani, infrangendo “barriere nazionali”. Ma se viene usata come “strumento di morte”, attraverso i bombardamenti aerei, porta a desolanti scenari come nella “terribile guerra in Ucraina l’aviazione “è amicizia, è incontro” e quella civile “ha contribuito allo sviluppo del mondo contemporaneo, avvicinando popoli lontani tra di loro e facendoli conoscere”, al servizio della fratellanza, contro la tentazione “di tornare ad erigere barriere nazionali”. Ma se l’aviazione viene usata “come strumento di offesa, distruzione, morte” come anche “in questa terribile guerra in Ucraina”, segnata ogni giorno da bombardamenti aerei, la speranza nel cuore è che “i cieli siano sempre e soltanto cieli di pace”.

 

L’aviazione civile ha aiutato lo sviluppo del mondo contemporaneo, avvicinando i popoli, ricorda Francesco, ringraziando gli operatori Enac perché mettono “al servizio della società professionalità e strutture per garantire la sicurezza del volo e dei passeggeri, sia durante le operazioni aeronautiche sia a terra in ambito aeroportuale”. Un’ attività che è “strumento efficace di regolazione e controllo dei voli” e quindi “un prezioso bene sociale”.

Il Pontefice ha ancora dichiarato, grazie a chi è impiegato giornalmente nelle operazioni di trasporto aereo consente a “migliaia di passeggeri di raggiungere altre città e Paesi per lavoro, per turismo, per esigenze familiari, e così accostare varie culture e tradizioni, favorendo così conoscenze, collaborazioni e scambi reciproci in ambito culturale, economico e religioso”.

“Quant’è importante il vostro lavoro per lo sviluppo di queste relazioni umane e sociali a livello internazionale! Di fronte alla ricorrente tentazione di tornare ad erigere barriere nazionali, risalta ancora di più che la vostra opera è al servizio dell’incontro e della fratellanza. Lo stiamo vedendo purtroppo anche in questa terribile guerra in Ucraina, segnata quotidianamente da bombardamenti aerei. Di fronte a questo desolante scenario, preme più forte al nostro cuore la speranza che i cieli siano sempre e soltanto cieli di pace, che si possa volare in pace per stringere e consolidare rapporti di amicizia. L’aviazione è amicizia, è incontro! A questo proposito, auspico che la Giornata nazionale “Per non dimenticare”, ideata per ricordare le vittime del tragico incidente di Linate, sia occasione per sensibilizzare le realtà interessate all’aviazione civile sulla centralità del passeggero e il valore di ogni singola persona. La Madonna, che il popolo cristiano venera con speciale affetto in questo mese di maggio, ci insegna a camminare nella vita con i piedi per terra, condividendo le gioie e le sofferenze di chi ci sta accanto; e al tempo stesso, a tenere sempre lo sguardo alzato all’orizzonte del cielo, col cuore aperto a Dio e alla sua grazia che ci salva. Soprattutto davanti ai momenti imprenditoriali delle diverse ditte aeree, quando devono ridurre il personale o fare società con altre ditte: per favore, custodire le persone che da un giorno all’altro non siano lasciate fuori senza lavoro. Il lavoro è una ricchezza!”

Le parole rivolte al Santo Padre da  Pierluigi Di Palma Presidente Ente Nazionale per l’Aviazione Civile “Papa Francesco, Fratelli tutti,per me è un privilegio unico poter rappresentare in questo momento, innanzi a Sua Santità, la comunità nazionale ed internazionale del trasporto aereo, oggi presente numerosa in Sala Nervi. Una comunità, per dirla con parole di San Francesco d’Assisi riprese dall’incipit della Sua Enciclica Fratelli tutti, impegnata a favorire una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare ed amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata e dove abita. Proprio la centralità e la sicurezza del passeggero hanno avuto il merito di concorrere ad abbattere i muri che separano culture diverse ed incoraggiare la cultura dell’incontro, rendendoci consapevoli dell’intima interconnessione che esiste tra tutti i popoli della Terra. Sono valori che appartengono al processo di liberalizzazione e privatizzazione del trasporto aereo, che, negli ultimi anni, ha permesso di intercettare i bisogni legati alla mobilità di miliardi di donne e

uomini abitanti del creato. Per quel che riguarda il nostro Continente, al nuovo modello del trasporto aereo è da riconoscere, in particolare, la sua utilità per costruire l’Europa quale luogo che non solo geograficamente ma anche culturalmente può rappresentare l’identità nazionale di tutti i cittadini. Pensiamo soprattutto alle nuove generazioni, invogliate dalla mobilità sicura ed a costo contenuto a “girare” senza passaporto, superando, con la diretta conoscenza di nuovi Paesi, le diffidenze che, anche nel recente passato, per lungo tempo, hanno favorito visioni nazionaliste e contrasti geo-politici anche di carattere bellico, che, nell’era dell’economia digitalizzata e globalizzata, si ritenevano definitivamente superate, ricercando nell’Europa delle Regioni un nuovo e diverso punto d’equilibrio del sistema democratico occidentale.  Oggi, questa comunità è pronta, anche per le ragioni dette, a far ripartire, dopo il Covid, i ponti aerei che collegano l’universo, e, convinti della necessaria inclusione di tutti i Paesi, auspicando la pace, tutti noi ci stringiamo intorno al direttore generale dell’aviazione civile ucraina, Mr. Oleksandr Bilchuk, che pur non potendo partecipare, ha aderito a questo evento, per esprimere piena solidarietà al popolo della sua Nazione che, ingiustamente, si trova ad affrontare e resistere ad una devastante occupazione militare che sta mietendo vittime innocenti.

Va ricordato che questa udienza privata del Santo Padre con gli operatori del settore del trasporto aereo è stata fortemente voluta dal Direttore Generale dell’ENAC, Alessio Quaranta, insieme a Monsignor Fabio Dal Cin, preposto alla Delegazione Pontificia della Santa Casa di Loreto, quale momento simbolico di condivisione del Giubileo Lauretano concesso da Sua Santità, per ufficializzare l’istituzione dell’8 ottobre quale “giornata della memoria” in onore della Madonna di Loreto, protettrice degli aviatori. Per volontà del Parlamento, grazie alla determinazione dell’on. Raffaella Paita, Presidente della Commissione Trasporti, e dell’on. Alessia Rotta, Presidente della Commissione Ambiente, l’8 ottobre sarà, da quest’anno, anche, la Giornata nazionale “Per non dimenticare” proprio per ricordare, nella ricorrenza della tragedia del 2001 dell’aeroporto di Linate in cui ci furono 118 morti, tutte le vittime degli incidenti del trasporto. Dunque, anche qui un ponte teso a unire culture diverse, civili e religiose, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza del trasporto, la centralità del passeggero, il rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo.Il nostro auspicio, dunque, è che alla fine di un periodo buio possa tornare a risplendere la luce che, nel modesto ma significativo omaggio che abbiamo voluto riservare a Lei Papa Francesco, si materializza in una croce eterea, simbolo universale del necessario sacrificio che l’uomo deve affrontare per vivere in pace.

Ancora grazie, Sua Santità, che nonostante le sofferenze personali, ha voluto partecipare a quest’incontro rendendo per tutti noi il 13 maggio 2022 un giorno indimenticabile.”

 

 

 

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