STATUETTE VOTIVE IN TERRACOTTA DELLA  “SETTIMANA SANTA IN PUGLIA”.

STATUETTE VOTIVE IN TERRACOTTA DELLA  “SETTIMANA SANTA IN PUGLIA”.
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LE OPERE REALIZZATE TRA LA FINE DELL’OTTOCENTO E LA PRIMA METÀ DEL NOVECENTO

di Vito Nicola Cavallo

Racchiusi nella suggestiva cornice di Casa Vestita, nel cuore della ‘Città delle Ceramiche a Grottaglie in provincia di Taranto sono raccolte 95 statuette votive in terracotta che rappresentano alcuni dei santi venerati in Puglia, testimonianza tangibile della diffusa devozione casalinga meridionale. Le statuette votive raccontano l’intimo rapporto che intercorre tra l’uomo ed il sacro. Dunque una ‘Sacralità domestica’, curata negli anni scorsi in una mostra realizzata dall’archeologo Simone Mirto e dal ceramista Mimmo Vestita. “Una collezione di rilevante interesse artistico e religioso – commenta Simone Mirto – Sacralità domestica è la prima che in Italia ripercorre la produzione minore delle statuette votive in terracotta realizzate a Grottaglie.

La collezione raccoglie un numero consistente di Santi, Madonne e statuette di Gesù inerenti alla Passione, Morte e Resurrezione, di produzione strettamente locale. La straordinarietà delle opere è nella riproduzione miniaturizzata, in chiave fresca e popolare, degli abiti e degli ornamenti che rispecchiano con fedeltà le

caratteristiche delle statue a grandezza naturale presenti nelle Chiese della zona. Particolari sono infine i colori vivaci e decisamente sgargianti delle immagini sacre che stesi “a freddo” sono caratteristici delle produzioni minori grottagliesi, ritornano infatti anche nelle statuette presepiali coeve”. Intimamente legate alla famiglia, le statuette dei santi in terracotta facevano parte di un dialogo costante nella vita di ogni giorno tra l’uomo ed il sacro; spesso collocate nelle nicchie scavate nel tufo delle mura domestiche, sulle angoliere delle cucine, sui cassettoni o sui comò delle stanze da letto erano adornate da fiori e poste sotto campane di vetro. Sotto lo sguardo fisso delle statuette sacre vivacemente colorate scorrevano tutte le immagini della vita familiare, le

nascite e le morti, le liti e gli abbracci riappacificatori. Ad esse gli adulti rivolgevano le preghiere quotidiane ma anche lo sguardo triste nei momenti di sconforto e difficoltà, ad esse i bambini con occhi vivaci su invito degli anziani di casa indirizzavano le loro prime preghierine ricevendo in cambio caramelle che misteriosamente cadevano dall’alto. Interamente realizzate a mano e dipinte a freddo dai ceramisti grottagliesi.

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VITO NICOLA CAVALLO

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