IL PRESIDENTE DE LUCA, FIDUCIOSO IN UNA RIPRESA DAL COVID A FINE GENNAIO NONOSTANTE ANCORA I DATI ALTI DEI CONTAGIATI

IL PRESIDENTE DE LUCA, FIDUCIOSO IN UNA RIPRESA DAL COVID A FINE GENNAIO NONOSTANTE ANCORA I DATI ALTI DEI CONTAGIATI
VINCENZO DE LUCA PRESIDENTE REGIONE CAMPANIA
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DE LUCA LANCIA FRECCIATE AL MINISTRO BIANCHI IN RELAZIONE ALLE SCUOLE, POI PARLA DELL’IMMINENTE ELEZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, E RICORDA QUANTO RIFERITO AL MINISTRO LAMORGESE

di Giovambattista Rescigno

Il Presidente De Luca

Il Presidente della Regione Campania apre oggi la sua diretta del Venerdì, con un messaggio esordio di speranza e di tanta agognata attesa “Da fine gennaio credo che ci sarà una discesa del contagio, lo avevo detto che bisognava stringere i denti fino a fine gennaio e se continuiamo così ce la faremo”. De luca inoltre si sofferma con un piccolo pensiero relativamente al numero molto alto di morti ma anche di un aumento delle vaccinazioni e aggiunge: “La Campania al momento regge anche con 300 posti di terapia intensiva in meno rispetto alle altre regioni”. Poi sciorina i numeri dei positivi di questi primi 5 giorni della settimana: “Non so se siamo arrivati al massimo del contagio, al picco. La sensazione che si ha è che abbiamo ancora un numero impressionante di morti per Covid, e da questo punto di vista siamo veramente in un’emergenza drammatica. Ma per quanto riguarda l’estensione del contagio, da qualche giorno siamo fermi sotto i 200mila. Nessuno di noi è in grado di sapere cosa succederà nei prossimi giorni, la sensazione è che si vada verso un qualche assestamento, e questo lascia intuire che da fine gennaio cominceremo ad avere probabilmente una discesa del contagio, speriamo che sia così, dobbiamo stringere i denti fino a fine gennaio, credo che sia ragionevole prevedere che poi dopo fine gennaio comincerà questa lenta discesa del contagio, anche perché stanno crescendo i numeri dei vaccinati, anche di quelli con la prima dose che mi pare si stiano svegliando, meglio tardi che mai”.  Poi in relazione ai ricorsi alla sua ordinanza per la riapertura delle scuole a fine di questo mese ha lanciato alcune frecciate al ministro dell’istruzione Bianchi: “Continuo a registrare una posizione propagandistico-demagogica del Ministero della Pubblica istruzione in relazione alle scuole. Premesso che abbiamo tutti l’obiettivo di mandare a scuola in presenza i ragazzi, premesso che dobbiamo fare di tutto per raggiungere questo obiettivo, ma dire questo non significa fare demagogia e chiudere gli occhi davanti alla realtà, esprimo il mio ringraziamento al personale docente per il lavoro immane che stanno facendo in una situazione di confusione totale; stanno davvero facendo un lavoro eroico, diversamente da quello che ha comunicato il ministro della Pubblica istruzione, proponendo dati mistificati. Non è vero che abbiamo il 92-93% di situazioni normali, è una pura mistificazione. Ad oggi i positivi che abbiamo in Campania nella fascia di età 0-13 è di 29mila unità, sono i dati rilevati dall’11 gennaio a oggi. Nel periodo 11-19 gennaio i contagiati nel territorio della Asl Napoli 1 sono stati 5mila, che, se confrontati con i dati degli ultimi 10 giorni del 2021, registrano un incremento del 132%”.

Il Governatore, non ha poi dimenticato di rimarcare quanto detto al Ministro dell’Interno Lamorgese a Napoli alcuni giorni fa, circa la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica a Salerno, violenza e ambulanti abusivi disseminato sul lungomare e nelle principali piazze: “Ho informato il ministro dell’Interno Lamorgese che, in Piazza della Concordia, a Salerno, abbiamo 2 o 3 signori che ricattano il Comune e le istituzioni, per fare ambulantato abusivo vendendo prodotti non controllati, contraffatti; nel sottopiazza, inoltre, c’è spaccio di sostanze stupefacenti. Una situazione da quarto mondo. In nessuna parte d’Italia accade questo. Chiedo alle Forze dell’Ordine e agli agenti della Polizia Municipale di intervenire drasticamente”. Ha concluso il suo intervento settimanale parlando dell’elezione del Presidente della Repubblica che inizierà in prima chiamata lunedì 24, esperienza forse unica alla quale prenderà parte: “Stiamo assistendo alla vicenda dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che trovo francamente imbarazzante. In altre nazioni democratiche, quando c’è l’elezione del Capo dello Stato, si ragiona, oltre che sulle persone, sul programma che quella persona può rappresentare. Nel nostro Paese ragioniamo a prescindere dai programmi che possono interpretare queste persone. Ora è vero che in Italia il potere esecutivo è nelle mani del Presidente del Consiglio, ma fino ad un certo punto. Abbiamo visto negli ultimi anni che il potere di intervento del Presidente della Repubblica è diventato forte. Su un tema in particolare c’è una competenza diretta: – ‘Il Presidente presiede il Csm’, dunque, sarebbe bene sapere, in relazione alla riforma della Giustizia, quali sono le opinioni delle persone che si scelgono. Poi mi piacerebbe sapere qual è l’opinione del Capo dello Stato sulla sicurezza, sul Mezzogiorno, sulla sburocratizzazione, e così via. Negli altri Paesi democratici l’elezione di un Presidente è legata ai contenuti programmatici. E allora verrebbe voglia di dire che in Italia sarebbe meglio introdurre l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, anche per evitare queste immagini francamente imbarazzanti alle quali stiamo assistendo. Negli anni scorsi il tema si è posto, ma si è detto di no all’elezione diretta perché siamo un popolo che ragiona a volte per istinto, senza ragionare molto. Questo è vero, avessimo avuto un’elezione diretta 6-7 anni fa ci saremmo trovati Grillo Presidente della Repubblica. Io non credo, alla fine l’Italia ragiona. Ma in ogni caso la democrazia è fatta anche di lezioni. I cittadini devono imparare a rispondere delle proprie responsabilità, perché altrimenti pagano sulla propria pelle. E dunque io credo che anche dopo questa vicenda, di questi giorni, l’Italia possa imboccare la strada di un regime presidenziale alla francese, si elegge un Capo dello Stato in maniera diretta sulla base di un impegno programmatico, con il ballottaggio e dunque con la possibilità di riflettere. Sinceramente credo che ormai questo sistema istituzionale in Italia non regga più e sia ormai agli sgoccioli. E prima comprendiamo che è necessaria una grande riforma e meglio è, altrimenti andremo verso una balcanizzazione delle istituzioni e una crisi della democrazia in Italia”. Una lunga ed appassionata trasmissione quella di ieri con toni calmi, ma come sempre pungenti e spigolosi, forse dato anche dagli impegni importanti non solo per la Campania, ma anche per quella legata all’elezione del nuovo Capo dello Stato.

 

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GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

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