MUSICA: “SONO LÌ” È IL NUOVO DISCO DELLA BAND IRREALE

MUSICA: “SONO LÌ” È IL NUOVO DISCO DELLA BAND IRREALE
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OGGI VI PROPONIAMO, A SEGUIRE, LA NOSTRA INTERVISTA ALLA BAND IRREALE COMPOSTA DA IRENE BURRATTI ED ALESSANDRO USAI

di Giulia Quaranta Provenzano

Ciao! Come nasce il nome IrreAle per la vostra band? È semplicemente l’unione dei vostri nomi o c’è anche un altro significato od allusione alla base? IrreAle dal nome dei due realizzatori dei brani della band: io Ire, per le melodie ed i testi e Ale, per le armonie. Insieme diamo vita ad una parola, per noi, molto rappresentativa. IrreAle è infatti un vocabolo che ci piace tantissimo e che, speriamo, ci rappresenti anche. IrreAle è ciò che vogliamo provare a realizzare, vogliamo provare ad essere e dimorare – nel panorama della musica attuale – in un modo diverso”.

Come vi descrivereste interiormente come persone ed in quanto gruppo musicale? Ci sono sicuramente delle analogie tra come ci sentiamo interiormente e come ci vediamo come gruppo musicale. La nostra musica ci rappresenta appieno e, anzi, è stata un’opportunità per conoscerci ancora meglio. Le nostre canzoni descrivono la parte più intima e riflessiva di noi, quella sicuramente più empatica. Nella vita cerchiamo di essere sinceri e proviamo a dimostrarlo nei brani, cerchiamo ovvero l’empatia a favore altresì dell’ascolto del pubblico. Proviamo a rimanere sempre onesti e a scegliere la direzione più adatta ai nostri gusti in materia di note, accordi, ritmi. Nella musica semplicemente siamo appunto noi stessi, sotto forma di suoni e di parole”.

Da piccoli chi sognavate di diventare “da grandi” e che bambini siete stati? Alessandro era un bambino esuberante, simpatico e già con la chitarra in braccio. In un certo senso, non è cambiato molto. Io invece da piccola ero una bambina riservata e timida, con il grande dono dell’empatia – caratteristica che ho mantenuto anche da adulta. Probabilmente entrambi avevamo, sin da piccoli, la necessità di trovare un canale comunicativo non verbale efficace; la musica, per me e Alessandro, è stata una scelta facile e naturale …e funzionale”.

Cosa rappresenta per voi la musica in generale e il vostro fare musica in particolare? Quale cioè ritenete essere il potere della Musica nonché il suo principale pregio, valore e finalità? La musica, per noi, è qualcosa di naturale e sempre presente. Ci sentiamo, da quando siamo nati, come avvolti da una colonna sonora che – partendo da quella dei nostri genitori – si è evoluta e sviluppata in tanti ascolti di diverso genere. La musica ci accompagna negli anni che passano e ne sottolinea le diverse età, e le diverse ere dell’esistenza. La musica sa educare la nostra sensibilità e sa insegnare come relazionarci con gli altri. Se è sincera, trasmette realmente delle regole di vita e fornisce dei consigli – dà speranza nel bello, bello necessario per andare avanti”.  

Dal vostro punto di vista c’è un qualcosa che dovrebbe o no caratterizzare l’Arte e gli Artisti “meritevoli della A maiuscola”? “Noi crediamo che a questa domanda si possa rispondere in molti modi. Per noi, comunque, è indispensabile la coerenza fra cosa si scrive e quello che si è. Non capiamo la necessità di alcuni di dover costruire un personaggio che arrivi prima della propria Arte. Chi fa arte dovrebbe farla e basta. Poi, se potrà essere fruita da un pubblico, meglio; essa – a nostro avviso – dovrebbe partire sempre da un’esigenza che sia condivisibile. La maggior parte del pubblico non è un fruitore, bensì è un consumatore. Finché si metteranno al mondo i cosiddetti prodotti artistici, considerato il fatto che le persone spesso sono appunto semplici consumatori, l’artista non avrà vita facile… la storia lo ha sempre dimostrato che l’artista è immancabilmente stato riconosciuto tale tardi a vantaggio, invece, di forme di intrattenimento più vendibili e meno intense”.

Vi è qualcuno al quale vi ispirate nel vostro fare musica e con il quale vorreste collaborare? In ambito italiano stimiamo molto Niccolò Fabi. Una collaborazione con lui sarebbe davvero un’esperienza bellissima, per noi, sia artisticamente che umanamente”.

Quali le emozioni di essere stati la band vincitrice del Premio della Critica ad “Umbria Voice 2019” e cosa ha significato per voi tale apprezzamento? L’esperienza di <<Umbria Voice 2019>> è nata per gioco, tramite l’iscrizione veloce ad un form. Ci siamo recati in una sala prove di Milano e abbiamo suonato “Sono Lì” che, tra l’altro, era l’unico brano composto sino a quel momento. Poi, dopo la prima selezione, ci siamo spostati a Terni per presentare di persona la nostra canzone in un bellissimo auditorium. C’erano cantanti di tutte le età e di tutti i generi e, alla fine, abbiamo ricevuto il Premio della Critica. Questo riconoscimento è stato un bellissimo segnale, soprattutto perché datoci da musicisti e arrangiatori presenti in Giuria. È stato come vincere in quanto, in un certo senso, sentiamo di essere “altro” rispetto alla musica che si ascolta maggiormente in radio oggigiorno”.  

Il 12 novembre siete stati in concerto dal vivo allo Spazio Teatro 89 di Milano con in scaletta i brani del vostro nuovo album “SONO LÌ”. Ebbene, con quale aspettativa e proposito è venuto alla luce questo vostro disco d’esordio – e vi è un messaggio che, tramite esso, vorreste trasmettere? Dopo la prima stesura di “Sono Lì” sono arrivati tutti gli altri pezzi, in maniera spontanea e sempre tramite il medesimo processo creativo di fiducia. Sono brani scaturiti da tutte le esperienze di vita che, nel mentre, vivevamo. A seguire, abbiamo coinvolto alcuni musicisti amici e quelli più affini alle nostre idee …E, abbiamo deciso di registrare e di credere nel progetto!”.

Il vostro album “SONO LÌ” consta di undici brani scritti e composti a quattro mani da te Irene, che sei la voce e co-fondatrice della band, e da Alessandro Usai. Disco questo che, avete affermato, <<si caratterizza per sonorità acustiche e momenti di musica strumentale che accompagnano storie e riflessioni sulla difficoltà e sul coraggio di vivere e condividere (…)>>. Vivere e condividere che cosa, nello specifico, è per voi impegnativo quanto però fondamentale e perché? Il nostro disco “SONO LÌ” è nato da una forte esigenza narrativa, dalla necessità ovvero di provare a trasporre nelle canzoni parte del nostro vissuto. I pensieri che ci hanno ispirato sono quelli di vita e delle esperienze attraversate. Ogni traccia è una riflessione su qualcosa che abbiamo realmente visto e interiorizzato. Il nostro messaggio primario è dunque la sincerità d’espressione, lontano da ogni obiettivo non strettamente artistico”.

Il vostro album “SONO LÌ”, pubblicato da Ultrasound Records e distribuito da Believe Digital, contiene anche i brani “Sono Lì” e “Il Vento che Respira” anticipati su YouTube dai videoclip girati in studio di registrazione (www.youtube.com/watch?v=WzPwjYMpdCwwww.youtube.com/watch?v=ZdTvErPLnE4). Avete voglia di raccontarci un po’ la loro gestazione e venuta alla luce? Girare i video è stato emozionante. Ci siamo avvalsi della collaborazione di una regista-videomaker molto brava di nome Roberta Borgonovo, con la quale io [Irene] avevo già collaborato in un altro ambito. Lei ha saputo, con le immagini e il montaggio, restituire quell’atmosfera delicata e di ispirazione che con Ale volevamo che venisse rappresentata. Poi c’è da sottolineare altresì che lo studio “Il Guscio”, dove abbiamo registrato, è un posto dove ci si sente davvero liberi di creare…”.

Abbiamo parlato di vivere e di condividere, dunque mi sorge spontaneo domandarvi ora quali sono – a vostro avviso – i lineamenti e la peculiarità dell’amore che comunemente è uno dei principali sentimenti che si accende tra due o più persone. L’amore, secondo noi,  probabilmente è contrario ad ogni definizione. È qualcosa che può essere espresso solo da una specie di forza …Crediamo che l’arte sia una di queste forze in grado di poterlo esprimere”.  

Inoltre cos’è, per voi, la felicità come individui (e, perché no, pure in una relazione)? La felicità è, forse e per ciò che ci riguarda, il bene massimo a cui qualunque forma di vita aspira. Per gli essere umani, pensiamo sia qualcosa da imparare più che da ricercare con qualsivoglia mezzo”.

Amore e felicità, ed il fato? Voi credete nel destino, avete fede in una qualche forma di entità invisibile? Crediamo nel destino e negli eventi che possono indicare la strada per un cammino interiore …soprattutto crediamo nella capacità di insegnamento del fato. Ogni esperienza, anche la più dolorosa, può insegnare cioè ad essere migliori”.

Infine quali le vostre priorità e quali i vostri prossimi progetti a breve e a più lungo termine? “Vorremmo portare in giro il nostro disco attraverso i live e continuare a raccontare il nostro progetto dal vivo. Ci farebbe molto piacere poter aggregare, in futuro, una nicchia di persone che abbiano davvero voglia di ascoltare e cogliere ogni nostra attenzione sonora e verbale”.

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