AVANTI COSI’ CHE LA DIREZIONE E’ GIUSTA

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GIORNATA POSITIVA COMUNQUE, QUELLA DI IERI, ANCHE SE L’ITALIA HA GIOCATO IN CASA

di Domenico Ocone
Il capitano di un peschereccio irlandese, mentre infuriava una tempesta, impartì l’ordine ai suoi marinai di cominciare a mollare gli ormeggi e a prepararsi per la battuta di pesca, perché presto avrebbero preso il largo. Aveva intravisto uno squarcio soleggiato tra le nuvole, segnale che il tempo stava per mettersi al bello. Ieri, a Roma, il premier Draghi ha incassato il consenso di tutti i rappresentanti del G20 collegati da remoto per una sessione straordinaria dello stesso, con un unico argomento in discussione, la questione afghana. Altrettanto è  successo a Di Maio, a Sorrento, nella riunione sul commercio internazionale, questa in presenza, con altri emissari dei 20 paesi appartenenti allo stesso sodalizio. La prima osservazione, scritta per prudenza in punta di penna: l’Italia sta tornando a essere punto di riferimento internazionale, e ciò a prescindere dalla presidenza del G 20 per l’anno in corso. Altro segnale positivo per il Paese che si è avvertito nella giornata appena trascorsa è stata l’accoglienza riservata al Presidente Mattarella dalle massime cariche tedesche nel corso della sua visita a Berlino. È stata apprezzata la sua figura, sia istituzionale che umana, con conseguente plauso alla nazione di cui è a capo. I rapporti tra i due Paesi, già solidi, hanno tutte le premesse perché si rafforzino, è stato detto sia dal presidente Steinmeier che dalla cancelliera Merkell. È il caso di ricordare che nelle riunioni tra i villici, quando piove e non si va al lavoro, come elogio del buon vicinato, si suol dire:” frequenta chi è migliore di te, anche a costo di rimetterci”. Andando al sodo, l’operazione del premier ha diverse valenze. La prima, anche se da verificare all’atto pratico, è la ritrovata unità decisionale dei venti paesi che si collocano oramai, per accettazione silenziosa, a svolgere il ruolo di garanti del buon funzionamento del mondo, che resta in attesa di verifica. Una delle decisioni prese ieri in quel consesso è probabilmente il fulcro attorno al quale ruoteranno le azioni della maggior parte dei paesi: viene confermata l’esigenza di aiutare in ogni modo il popolo afghano, ormai prossimo al tracollo, ma non viene riconosciuto il governo dei talebani.
Sempre nel corso della riunione, la Commissaria EU Von der Leyen ha informato che Bruxelles ha messo a disposizione di quella popolazione un milione di euro. Altrettanto ha fatto Biden con trecento milioni di dollari. Ieri sera alla bocciofila, tra un lancio e l’altro, risuonava l’esclamazione dell’ex capostazione, titolato geometra e considerato dagli altri “persona istruita”. Essa in sintesi conteneva l’interrogativo come mai Draghi avesse tanto a cuore le sorti degli afghani con tutti i problemi scottanti che agitano gli italiani. La risposta è arrivata dal panettiere che si definisce uomo di mondo, avendo lavorato da giovane in Svizzera. Ha esordito quindi dicendo, con tono perentorio, che era giusto che il premier si interessasse a tutto campo di quella popolazione, altrimenti molti di loro potrebbero venire a vivere in Italia. Breve pausa e poi: probabilmente accompagnati da un certo numero di talebani. Gli altri giocatori sono rimasti attoniti, comunque c’è da riconoscere che uno dei motivi di tanta attenzione dell’esecutivo per quel problema, scaturisce da considerazioni simili, solo un pò più elaborate, di quelle del fornaio. Accompagnate da considerazioni sulle ripercussioni negative del collassamento delle poche banche rimaste aperte a Kabul e nelle altre città. Senz’altro il risultato che è uscito fuori dalla riunione di Roma può essere paragonato all’effetto dell’acqua sul fuoco: i potenziali fronti di scontro si stanno arroventando sempre di più e cominciare con il raffreddare quello afghano è opera che giova al mondo intero. La tornata sorrentina del G20 è stata sicuramente una prova di valide conoscenze strategiche degli organizzatori: con le vedute che riserva quell’angolo di paradiso, non è facile mantenere un puntiglio o conservare rancori. Di fatto le intese raggiunte sul commercio internazionale dai convenuti, anche se pressappoco leggermente più concreti di una dichiarazione di intenti, considerano il futuro del settore con un certo ottimismo. Vertono sul come fare per ridare forza agli scambi con l’estero dopo due anni durante i quali si sono verificate più volte complicazioni logistiche di ogni genere. Si riparta insieme e non in ordine sparso. Sempre di ieri, c’è da fare un’ altra considerazione positiva sull’attuale congiuntura economica del Paese. Il FMI, Fondo Monetario Internazionale, nell’ultimo bollettino diramato, evidenzia che la ripresa del sistema economico italiano sta avanzando, salvo che per il debito pubblico, che è in controtendenza, con percentuali leggermente superiori a quelle contenute nella NADEF .Quest’ultima è la nota aggiuntiva al documento di economia e finanza inviata per tempo dal governo alla EU. Dal bollettino di cui innanzi si evince anche che lo Stivale sta camminando più velocemente delle altre realtà europee. Con l’animo che quanto riportato fin qui possa valere come sprone. Sarebbe un gran peccato se chi di competenza non drizzasse le vele a queste folate favorevoli. Per coricarsi sugli allori ci sarà sempre tempo.
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