NON BASTANO MAI: CHI? I SOLDI

NON BASTANO MAI: CHI? I SOLDI
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Gli incontri internazionali al vertice continuano, sempre in Italia.

Le pillole di Domenico Ocone
Il Paese ospiterà a il 23 e 24 settembre al Palazzo della Cancelleria a Roma, una riunione del D20, Tale sigla deve essere completata con il corollario LTIC, che, esplicitato, vale Long Terms Investors Club. Tale complemento fa capire esattamente di cosa si tratti. Nato nel 2009 nel Bel Paese per iniziativa della Cassa Depositi e Prestiti, il Club aggregò a sé presto molte banche di investimento di diverse nazioni europee, per attirare poi gradatamente nella sua orbita istituti con le stesse caratteristiche di tutto il mondo, sia pubblici che privati. Come accade spesso nel circuito dell’alta finanza, quel club opera con discrezione e riservatezza.
Resta pertanto non molto conosciuto, pur essendo le sue dimensioni di notevole livello, tanto da potersi proporre, da solo o come partner, per operazioni di portata planetaria. Basti pensare che è già noto in maniera ufficiale che, per finanziare la ripresa prossima ventura post virus- è l’augurio -intende mettere a disposizione 4.600 miliardi di euro. Gli stessi o anche solo una parte saranno i benvenuti a corroborare l’ NGEU. Tanto si collega al titolo del convegno che riassume i propositi del Club: finanziare le strutture per la ripresa; quale il ruolo della cooperazione tra pubblico e privato per aiutare una ripresa sostenibile nel lungo periodo. Da quanto prima illustrato, è facile mettere a fuoco che il core business del D20 sono gli investimenti a lungo termine, e è proprio quel tipo di finanza che occorrerà da subito all’Europa e, in misura diversa, al resto del mondo. In effetti la Commissione Europea, senza esplicitarlo, ha cercato di dare la precedenza alle opere finanziabili nel breve e medio periodo. Ben venga allora altra provvista della stessa specie da investire in infrastrutture di ogni genere, come porti, ferrovie, aeroporti fino al terzo livello e altro ancora. Di seguito i particolari salienti della due giorni romana. Il meeting si svolgerà il 23 a porte chiuse ,mentre il 24 saranno ammessi a partecipare anche ministri italiani e altre personalità del mondo della finanza o a esso vicino.
Molto significativa sarà la presenza del Commissario Europeo per l’Economia Paolo Gentiloni. Faranno gli onori di casa il presidente della CDP Gorno Tempini e il suo CEO Scannapieco. Una curiosità: il Palazzo della Cancelleria, di proprietà della Santa Sede, gode per tale motivo della extraterritorialità. Che non possa mai servire… L’importanza della riunione del Club è da mettere in relazione a un altro importante evento che avrà luogo, sempre a Roma, il 30 e il 31 ottobre. Sarà il G20, che vedrà riuniti i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali dei paesi che lo compongono. Sicuramente i risultati dei lavori di questa settimana forniranno elementi di discussione in quanto, alla fine di ottobre, saranno ormai concreti e utilizzabili. I due eventi diventano a questo punto per alcuni versi complementari. Restringendo il campo al Paese, è noto che il PNRR  da solo non basterà a coprire il fabbisogno finanziario per un suo riposizionamento a livello europeo. C’è bisogno di scuole di ogni livello, di centri di ricerca di tutti i tipi, nonché delle strutture che vanno a completare a valle la transizione alla green economy. L’agenda del governo e della produzione legislativa per l’ultimo trimestre dell’anno si sta quasi riempiendo del tutto. Non è azzardato dire:” ben venga!”, anche se la strada continuerà in generale a procedere in salita. Deve quindi essere ben chiaro, semmai qualcuno non lo avesse sempre presente, che nel villaggio si suole dire che “senza soldi non si cantano messe”. Per sprovincializzare il concetto basta andare con la mente al film di Bob Fosse Cabaret, nelle sale cinematografiche mezzo secolo fa. Ambientato nella Berlino tra gli anni ’20 e ’30, narra di alcuni cabarettisti che, nel disastro economico successivo alla Grande Guerra, in uno dei loro sketch cantano che tutto si può fare, purché ci siano I soldi. Il refrain ripetuto molte volte in quella scena è: ” I soldi fanno girare il mondo.” E tanto già circa un secolo fa.
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