CORRADO DE ROSA, FRANCO ROBERTI, EDUARDO SCOTTI E GAETANO PROVITERA AL FESTIVAL DEL NOIR

CORRADO DE ROSA, FRANCO ROBERTI, EDUARDO SCOTTI E GAETANO PROVITERA AL FESTIVAL DEL NOIR
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ALL’ASSESSORE ALFANO ED ALLA SINDACA LANZARA UNA RICHIUESTA: “PERCHE’ NON INIZIARE A PENSARE DI ARRICCHIRE IL FESTIVAL PROTRAENDOLO ANCHE NEI GIORNI INIZIANDO AD ABITUARE I GIOVANI AL CONFRONTO CON CHI COL NOIR HA A CHE FARE TUTTI I GIORNI”?

di Giovambattista Rescigno

Un parterre eccezionale per la seconda serata del Festival del Noir Premio Jean Claude Izzo, a Villa Calvanese di Castel San Giorgio (SA) per commentare e discutere sulla tematica importante dell’ultimo lavoro letterario di Corrado de Rosa “Italian Psycho” Eduardo Scotti giornalista di cronaca nera di Repubblica, Gaetano Provitera scrittore, l’Europarlamentare Franco Roberti, già Procuratore della Repubblica di Salerno e Procuratore Nazionale Antimafia.

Gaetano Provitera

L’introduzione di Gaetano Provitera, che tratteggiato la personalità e la professionalità di Corrado De Rosa, uno scrittore di libri sulla Psichiatria, non tanto dal punto di vista medico, ma dal punto di vista dell’ammalato psichiatrico (pazzo) all’interno della società, e di chi non lo è e che cerca di farsi passare per tale, al fine di evitare lo sconto del fio.

Eduardo Scotti

La parola è passata poi al moderatore della serata una delle penne di cronaca e memoria storica della cronaca nera in Campania e non solo, la sua una introduzione partita da lontano, essendo l’11 settembre, una ricostruzione meticoloso dell’anno 2001 iniziato con il delitto di Novi Ligure, passando per il G8 di Genova e culminare l’anno dei grandi tragici eventi con l’attentato alle Twin Towers, quest’ultimo un attentato che ha dato poi vita ad una lunga serie di lotte, guerre, occupazioni, stragi, per finire con l’abbandono del territorio Afgano, da parte di chi aveva creduto di aver sistemato il tutto ma che si è conclusa con un nulla di fatto, in quanto la questione della privazione della libertà alle donne è ritornato in auge, il territorio è di nuovo in mano ai Talebani, in fine tutto come prima.

Franco Roberti

Il dr. Franco Roberti, invece ha incentrato parte della discussione, sulla questione dei detenuti al regime di 41 bis e su quelli che fingono di essere tali, accusando tra le tante cose i loro stessi consulenti e/o medici psichiatri pazzi, emblematico il caso di “Raffaele Cutolo”. Una riflessione importante quella sulla infermità mentale vera, quale esclusione dal regime di detenzione, ovvero se uno non è in grado di intendere e volere, non può soggiacere alla detenzione, tesi che ha da sempre sposato, come d’altro canto chi si finge pazzo, o semi infermo di mente deve rimanere in carcere e scontare la pena, e su ciò ha poi portato tanti esempi, che non stiamo qui a scrivere. Un altra riflessione che ha fatto pensare molto a tutti i presenti, forse perché non ci si era soffermato molto su tale differenza che consiste  tra “La Legge è Uguale per tutti” e la Giustizia; sulla quale è giunto alla deduzione che la legge deve essere uguale per tutti, ma la giustizia va applicata ad ogni singolo processo ad ogni singola persona colpevole di essersi macchiato di reati.

Corrado De Rosa

In ultimo Corrado De Rosa, ha cercato di sciogliere tanti dubbi e perplessità al lettore che si approccia a leggere il suo ultimo lavoro, chiarendo che lui ha raccontato 11 episodi, tra i più salienti o forse quelli che lo hanno fatto fermare a riflettere e sui quali aveva raccolto tanti materiali per poter scrivere, il suo un lavoro su undici casi diversi. Una serata interessante, che ha toccato diversi aspetti non solo dal punto di vista letterario, ma anche dal punto di vista medico, sociologico e legale. Ancora una volta, l’organizzatrice del Festival, l’assessore Antonia Alfano, ha centrato il punto d’attenzione, con il libro di De Rosa, anche se lo stesso De Rosa è stato già ospite del Festival del Noir, ma non così in prima persona come ieri sera. Una Castel San Giorgio, che con ieri sera si arricchisce di cultura e si ammanta di nuovo sapere.

 

Una domanda che mi sorge spontanea da porre all’Assessore Alfano ed al Sindaco Lanzara, è la seguente: “non sarebbe giusto incominciare a pensare ad un Festival un pochino più allargato, con una durata protratta nei giorni, dove suddividere gli argomenti, trattarli anche con la presenza di giovani, e farli interfacciare con personalità di vari campi della cultura, della medicina, la proiezione di film; o di corti, fatti realizzare per l’occasione istituendo così anche un premio molte quello letterario e poi pensare a tante altre cose da poter fare”? La risposta a questa domanda, la otterremo negli anni a venire, intanto non pensarci sarebbe un delitto.

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