LASCIA PERDERE IL COSA NON È E OSSERVA IL COSA È…

 LASCIA PERDERE IL COSA NON È E OSSERVA IL COSA È…
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NUTRIAMO SITUAZIONI O PENSIERI FASULLI E INUTILI, EPPURE CONDIVISI DA TANTI FINO A DIVENTARE REALI. RIPORTANO QUALCOSA CHE NON È MA CHE PER ALCUNI DIVENTA UN SURROGATO DELLA FELICITÀ.

di Patrizia Esposito

Molti scrivono che questo sia un eccellente momento storico per imparare a riflettere sulla propria vita. Per esempio l’infelicità è quello stato di inconsapevolezza in cui non sappiamo ciò che facciamo, pensiamo e sentiamo. L’azione va in una direzione, il pensiero in un’altra e il sentimento in un’altra ancora: diventiamo frammentati, perdiamo l’integrità e la felicità che andiamo a ricercare all’esterno di noi. Quando la ricerca esteriore non produce ciò che ci aspettavamo, ecco che cresce la rabbia internamente per  esplodere quando qualcosa o qualcuno ci fa mollare il controllo.

Qui si inserisce la sostenibilità personale, ovvero non si può parlare di sostenibilità se prima non c’è uno sviluppo della Visione di Sostenibilità Individuale che vuol dire giungere a un progresso e a un benessere che superi le tradizionali e inadeguate (alle attuali situazioni mondiali) misure di ricchezza e di crescita economica e che includa invece la felicità come metro del ben-vivere, solo partendo da sé. La sostenibilità è consapevolezza di chi sa ascoltare e osservare con attenzione, la sostenibilità è essere consapevoli che siamo anche spirito e accettare che questa parola diventi parte integrante,senza vergogna, della nostra completezza come esseri umani.

La Visione di Sostenibilità Individuale si alimenta della comprensione che l’esistenza si compone di due possibili modi di vivere che non sono distinti come si è pensato, ma si possono armonizzare in un unico:

  1. vivere nel piano orizzontale lineare, dove la mente si muove nel tempo avanti e indietro, (passato e futuro, poche volte nel presente) e produce la causa- effetto;
  2. vivere nel piano verticale in cui la persona scende nella profondità di sé, dove conosce le proprie potenzialità e poi sale in altezza per esprimerle nel mondo.

Nel piano lineare orizzontale, devi lottare contro la tua rabbia, la tua avidità, perchè sei debole.

Nel piano verticale sei consapevole della tua debolezza, per questo sei rabbia e avidità…

Nel momento in cui si è attenti a questi comportamenti, cioè si riconoscono nell’atto dell’agire, si possono indirizzare in maniera costruttiva: nel punto 1 l’effetto non è il derivato di una sola causa e nel punto 2 quando si scende nelle proprie emozioni, si risale con idee più chiare e anche con soluzioni che vanno a influenzare l’effetto/risultato, forse anche con più risposte.

La consapevolezza che esistono queste due vie o comportamenti e viverle in armonia, crea un’azione pensata, si agisce dopo l’osservazione attenta e non si re-agisce alla manipolazione degli altri (e delle proprie emozioni).

Cosa vuol dire avere una visione di sostenibilità individuale?

La persona diventa consapevole:

del rischio, che non frena ma rende accorti;

delle proprie capacità, che orienta ed entusiasma;

del dolore, che rende compassionevoli e gentili;

di essere amati, che rende invulnerabili e forti.

La folla non esiste se non ci sono le persone.

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