LA BELLEZZA DEI TEMPLI DI PAESTUM IN CAMPANIA: MONUMENTI, STORIA, EDIFICI ROMANI, MUSEO E AREA ARCHEOLOGICA

LA BELLEZZA DEI TEMPLI DI PAESTUM IN CAMPANIA: MONUMENTI, STORIA, EDIFICI ROMANI, MUSEO E AREA ARCHEOLOGICA
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PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM: UN RITORNO NEL TEMPO TRA MITI E LEGGENDE 

di Catalina Mioara Georgescu

La bellezza dei magnifici Templi nel Parco Archeologico di Paestum

 Una delle mete più suggestive da visitare in Campania, nonché un’esperienza emozionante in un ambiente ben curato e valorizzato è l’area Archeologica dei templi di Paestum.

Rappresenta un luogo ricco di tesori, alcuni conosciuti più degli altri, ma con lo stesso valore artistico e culturale. Il parco archeologico di Paestum è senza dubbio uno dei tesori più affascinanti della Campania. E’ patrimonio dell’Unesco e viene visitato ogni anno da milioni di turisti che provengono da tutto il mondo.

Il Parco Archeologico di Paestum è molto grande ed è circondato da una cinta muraria ancora presente, avendo un perimetro poligonale di 5 km. All’interno della città antica di Paestum, anche detta Poseidonia, è presente un percorso lungo il quale è possibile visitare alcuni tra i più importanti monumenti della Magna Grecia.

Qui si trovano tre templi, un anfiteatro, un foro con comitium, ma anche santuari e necropoli, dove è stata rinvenuta una delle tombe più famose al mondo, la Tomba del Tuffatore.

Il nome di Paestum, in realtà è stato dato solo in epoca romana, i Greci avevano chiamato la città Poseidonia, in onore del dio del mare Poseidone.

I Templi di Paestum sono tra le più importanti opere architettoniche ereditate dalla Magna Grecia. Sono giunti a noi in ottime condizioni e non a caso rendono Peastum tra i più importanti parchi archeologici della Magna Grecia.

Si tratta di tre templi situati ai due estremi degli scavi di Paestum: il Templi di Hera e di Nettuno che si trovano presso il Santuario Meridionale, il Tempio di Atena dalla parte opposta della città greca, presso il Santuario Settentrionale.

Il tempio di Hera, chiamato anche Basilica, è un tempio dorico dedicato a Era, la dea della Fertilità ed è stato realizzato intorno all’anno 550 a.c.

Il tempio di Nettuno è il più grande del Parco Archeologico di Paestum, attribuito erroneamente a Nettuno, si scopre poi che era dedicato ad Era, è stato costruito un secolo dopo quello di Hera, intorno al 460 a.c.

Dall’altra parte della città di Paestum si trova il Tempio di Atena, noto anche come Tempio di Cerere. Anche lui è un tempio dorico, ma all’interno presenta il pronao con sei colonne di stile ionico.

Il pezzo forte del tempio è il suo frontone perfettamente preservato, caratterizzato da uno splendido fregio dorico con numerose metope. In epoca tardo romana, l’edificio venne anche adibito a chiesa.

Monumenti, edifici romani e storia nell’Area Archeologica di Paestum

L’Area Archeologica di Paestum vanta molte attrazioni storiche e artistiche che vale la pena visitare, alcune di loro risalgono ai tempi della prima polis della Magna Grecia, mentre altre sono dovute agli interventi successivi attuati dai lucani e dai romani.

Tra questi sono: La Cinta Muraria, di 4.75 km, completamente preservata, costruita in pietra locale, è intervallata da ben 28 torri a pianta quadrata e 47 aperture minori da utilizzare come ingressi secondari.

Le porte principali della città: la Porta Aurea, la Porta Sirena, la Porta Giustizia e la Porta Marina.

Per quanto riguarda invece i resti di epoca romana, la maggior parte di loro sono concentrati nella cosiddetta Area del Foro che dopo la conquista andò a sostituire ed ampliare la vecchia Agorà greca. Attorno al Foro si trovano infatti molti degli edifici più importanti per la vita pubblica romana, come le Terme e l’Anfiteatro.

Vicinissimo al Foro è possibile ammirare i resti del Tempio Italico, un santuario romano che molto probabilmente fungeva da Capitolium ovvero da luogo di culto per Triade Capitolina: Giove, Giunone e Minerva.

Sempre qui si trova una grande vasca rettangolare, i pilastri in pietra che la circondano sono tutto ciò che rimane del santuario romano dedicato alla Fortuna Virilis, un tempio di Venere dove si svolgevano riti di fertilità.

Durante le cerimonie, le donne sposate che desideravano partorire senza complicazioni si immergevano nella piscina pregando la dea.

Il Parco Archeologico di Paestum, un ritorno nel tempo tra leggende e miti

 Paestum rimane uno dei siti archeologici più importanti e suggestivi della Magna Grecia, non solo per la maestosità dei suoi templi, incredibilmente indenni alle ingiurie del tempo e dell’umana incuria, ma anche per l’ineffabile, eppure ancor vivo, persistere del mito in questi luoghi.

Si dice che sono stati gli Argonauti a fondare, di ritorno dalla spedizione per la conquista del mitico Vello d’oro, il famoso santuario dedicato a Hera Argiva, la dea col melograno, la cui venerazione era così radicata nell’immaginario delle popolazioni da dare inconsapevolmente vita, con l’avvento del Cristianesimo, quasi naturale eredità del passato, al culto della Madonna del Granato nella vicina Capaccio.

Verso sud, al confine del territorio pestano è segnato dal promontorio di Punta Licosa, dove la leggenda narra sia stato portato dalla corrente il corpo della sirena Leucosia, suicida insieme con le sue compagne per non essere riuscita a impedire il passaggio di Ulisse.

Affascinante dea del Cielo, figlia di Rea e di Saturno, moglie di Giove: Era, regina degli dei e degli uomini, era venerata da tutti gli dei e dai mortali in quanto protettrice delle nozze e della famiglia.

Viene raffigurata con portamento nobile e un aspetto solenne, ma con un ritratto caratteriale poco lusinghiero: gelosa e vendicativa, non riusciva a placare la sua collera nei confronti delle amanti del marito infedele e dei loro discendenti. Nonostante tutto, rimase la regina del cielo, seduta accanto al suo consorte, su un trono d’oro. Il suo mito è largamente trattato nell’Iliade di Omero.

Scoprendo l’architettura, l’arte, i riti, la cultura della Grecia antica – un mondo così distante dal nostro modo di vivere e di pensare – ci possiamo rendere conto della varietà della vita umana nella storia.

Il Parco Archeologico di Paestum rimane uno dei posti più affascinanti e magici del Sud d’Italia.

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