TEMPLARIS COMPENDIUM DI MELINDA MICELI

TEMPLARIS COMPENDIUM DI MELINDA MICELI
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MIRABILE INTARSIO STORICO

di Alessandra Marinacci

Chi scrive non è Cattolica e, per molti, neppure Cristiana in quanto non Trinitaria; appartengo, viceversa, a una corrente decisamente eretica.

Voglio però commentare il testo Templare più famoso del secolo il saggio di Melinda Miceli Templaris Compendium.

Direi che posso venir considerata super partes, nonostante la mia conosciuta ammirazione, sotto tutti i profili, per la Sua Autrice Melinda Miceli.

AverLa come modello di Donna totale è inevitabile, ancor più dopo aver letto e riletto le pagine di un testo che è già storia e la storia editoriale la sta facendo tramite riconoscimenti, premi e presentazioni di prestigio in castelli e monumenti che per qualunque scrittore restano un sogno.

L’opera è un capolavoro storico e gotico dedicata a chi ama la vera ricerca e non si lascia fuorviare da immagini stereotipate o agiografiche del pensiero e della Spiritualità dei Secoli di Mezzo.

Date queste credenziali di oggettività, posso liberamente immergermi nella vita dei Templari per raccontare pagine scritte con la luce filtrata dalle preziose vetrate delle antiche Cattedrali d’Occidente tipica dei Premi artistici organizzati dall’Autrice.

 

Come in un mirabile intarsio, degno dei mosaici bizantini, veniamo a scoprire la vita dei Templari, austera e perigliosa ma senza i “conforti” degli altri guerrieri, cioè damigelle innamorate e ricchi bottini per rifarsi della mancata eredità feudale.

Conosciamo la loro dieta, i loro abiti e le abitudini, i voti e i Giuramenti.

Alla fine li vediamo apparentemente sconfitti ma solo per l’occhio mondano.

Loro hanno raggiunto l’amata >Luce, lasciando un’eredità raccolta da Testimoni come Melinda Miceli, Vicario internazionale dei Templari.

Fermo immagine: un uomo anziano dall’aspetto venerabile, vestito da Cavaliere- Monaco Jaques de Molay. Aspetta un verdetto che già conosce, perché ha ben chiare le trame oscure di un clero simoniaco e di un re avido e senza coscienza alcuna.

La Sua ferrea disciplina non lo farà vacillare neppure dinanzi alla pira. Come avverrà per Giovanna d’Arco, probabilmente tremeranno di più i giudici corrotti, ben consapevoli di mandare al supplizio un Giusto, colmo di Fede e leale al Suo Signore nella vita e nella morte. E questo è raccontato in una maniera sublime nel capitolo finale del libro dove la storiografia si fa filmica e dove la historia e la riflessione del mito acquisiscono delle pagine di verità con nuove illuminanti rivelazioni sull’ordine del Tempio.

I Templari esistono da sempre nell’immaginario collettivo, per i combattimenti certo e anche per le ricchezze, di cui non godevano però.

Visti spesso come “liberi pensatori ante litteram”, antagonisti della Chiesa, in realtà erano fedeli Servitori del Cristianesimo, tanto da essere osteggiati da chi li aveva traditi. Anche Dante aveva subito la stessa sorte, con il Suo richiamo alla Missione spirituale, non temporale dei Papi.

  1. Francesco stesso aveva rischiato il Tribunale dell’Inquisizione.

Tutto questo viene spiegato con estrema accuratezza ma in modo scorrevole dalla Dott.ssa Miceli, che riesce a inserire un’ode di squisita levatura tra i dati storici riallineando il vero per restituire giustizia a un ordine ascetico che fu ingiustamente accusato di eresie solo per essere defraudato.

 

 

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