CASO WHIRLPOOL. A NAPOLI GLI OPERAI TORNANO IN PIAZZA

CASO WHIRLPOOL. A NAPOLI GLI OPERAI TORNANO IN PIAZZA
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 I LAVORATORI CHIEDONO UN INTERVENTO DA PARTE DELLO STATO, COSÌ COME GLI È STATO PROMESSO. «SE PASSA LA WHIRLPOOL NON SARÀ FACILE FERMARE NESSUN’ALTRA MULTINAZIONALE IN ITALIA», DICE UNO DI LORO

di Francesca Durante

Tornano in piazza gli uomini e le donne della Whirlpool e, in attesa dell’assemblea in fabbrica, occupano i binari della stazione centrale di Napoli con striscioni e cartelloni, e lo slogan che li ha accompagnati in questi anni: «Napoli non molla». “Ora bisogna fare sul serio per evitare la catastrofe. La protesta di oggi è l’ennesima dimostrazione di come siamo intenzionati a non tirarci indietro. Le assemblee e le riunioni sono servite a poco. Bisogna fare di più per mettere al sicuro centinaia di lavoratori” hanno urlato in coro. Bloccato anche il traffico, in piazza Garibaldi, fino a mezzogiorno. Poi il rientro in fabbrica. “Ci possiamo solo scusare per i disagi ma per le lavoratrici e i lavoratori della Whirlpool Napoli. Non si può accettare l’arroganza della multinazionale di ricorrere ai licenziamenti collettivi dopo due anni di lotta. Faremo tutto il possibile per contrastare questa decisione non lo merita la città di Napoli e il Mezzogiorno”, dice Giovanni Sgambati, segretario generale Uil Campania, commentando il sit-in alla stazione Centrale di Napoli da parte dei lavoratori della Whirlpool dello stabilimento di via Argine a Napoli.

L’Italia è centrale per Whirlpool ma sulla decisione sullo stabilimento di Napoli non si torna indietro. E’ quanto ha ribadito l’amministratore delegato di Whirlpool Italia, oltre che dell’area Emea, Luigi La Morgia. A Napoli, spiega, “l’attività produttiva è già terminata a fine ottobre, non è possibile” tornare indietro, “le lavatrici di alta gamma che erano prodotte a Napoli non hanno più mercato, quel modello non è più sul mercato. Da due anni diciamo che la produzione nello stabilimento di Napoli non ha futuro. Abbiamo provato in ogni modo a farlo funzionare. Ci abbiamo investito 100 milioni di euro negli ultimi 10 anni. Una volta esperite tutte le possibilità, però, bisogna affrontare il problema e cercare soluzioni vere, stabili, non a brevissima gittata”. Whirlpool, ha proseguito, “ha investito 800 milioni sull’Italia dal 2015 a oggi, di cui 280 negli ultimi tre anni. Continueremo su questa strada. L’impegno di una multinazionale nei confronti di una nazione è legato al valore che essa è in grado di generare. Whirlpool resterà il primo produttore di elettrodomestici in Italia. Detto questo, nemmeno Whirlpool può esimersi dal fare i conti con il mercato”. Sulla ricollocazione dei lavoratori di Napoli, “siamo disponibili al confronto”, ha detto La Morgia. “Aspettiamo che Invitalia metta in campo eventuali proposte di reindustrializzazione. A quel punto potremo valutare il nostro concreto contributo”. Giovedì 22 luglio è prevista una manifestazione di gruppo a Roma.

 

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