IL BORGO FANTASTICO CHE SEMBRA QUASI UNA NAVE PERSA NELLA NEBBIA DEL MARE… SAN LEO, NELLA PROVINCIA DI RIMINI

IL BORGO FANTASTICO CHE SEMBRA QUASI UNA NAVE PERSA NELLA NEBBIA DEL MARE… SAN LEO, NELLA PROVINCIA DI RIMINI
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LA ROCCA DI SAN LEO CON LA SUA TORRE ROMANTICA (CIVICA), LA SUA STORIA, LEGGENDA, L’ARTE…

di Catalina Mioara Georgescu

Il borgo fantastico che sembra quasi una nave persa nella nebbia del mare…  San Leo

 L’antichissimo borgo è situato su un enorme masso roccioso tutt’intorno invalicabile, alle spalle della Repubblica di San Marino e della Riviera di Rimini, nella Val Marecchia.

Due chiese, una piazza, una fortezza e uno sperone roccioso a 600 metri sul livello del mare, rendono questo borgo in provincia di Rimini un luogo fuori dal tempo. A vederlo oggi così tranquillo, non si crede che San Leo sia una straordinaria fortezza militare e una macchina da guerra puntata contro chiunque avesse pretese di conquista sul Montefeltro e la Valle del Marecchia. Ma lo si capisce subito quando ci si arrampica verso la cima, tra le dolci colline del Montefeltro, quando la strada si fa ripida e compare la sagoma del paese, sembra quasi una nave persa nella nebbia del mare.

Il borgo prende nome da San leone che, giunto insieme a San Marino dalle coste della Dalmazia, avrebbe evangelizzato il primo vescovo. Il monte su cui poggia San Leo e che dà nome all’intero territorio, il Montefeltro, deriverebbe dal latino Mons Feretri, in quanto, secondo la tradizione, l’attuale luogo della cattedrale di San Leo sarebbe stato occupato da un tempio dedicato a Giove Feretrio.

Alla fine del 1200, San Leo venne occupata dalla famiglia Malatesta di Rimini, poi conquistata dai Montefeltro di Urbino.

Dopo l’estinzione della dinastia dei Montefeltro, il paese venne preso sotto il dominio dello Stato pontificio ed entra a far parte del Regno d’Italia.

Il borgo è ancora in stile medievale, non sono state apportate modifiche all’impianto urbano.

L’accesso storico al borgo avviene percorrendo un stretta strada che si inerpica su un fianco della grande roccia, ad accoglierci è una porta della prima cinta muraria di semplice fattura. La porta deve essere stata ricostruita da non molto tempo, esternamente è realizzata in mattoni mentre all’interno è in pietra levigata.

Al centro del borgo si arriva imboccando un unico vicolo, qui si affacciano edifici e case di origine medievale ma che hanno subito un profonda ristrutturazione nel periodo rinascimentale e con interventi anche successivi.

Proseguendo sulla strada principale si incontra il Palazzo della Rovere, un palazzo gentilizio oggi occupato dal comune di San Leo. Poco avanti si può ammirare un altro palazzo, il Palazzo Mediceo edificato nel 1500 al fine di ospitare il Governatore di San Leo e del Montefeltro per conto della Repubblica Fiorentina. Oggi l’edificio ospita il Museo d’Arte Sacra.

Annoverato tra “Borghi più Belli d’Italia”, il mirabile centro storico sprigiona il suo fascino in ogni periodo dell’anno.

Ospitò personaggi come Dante Alighieri e San Francesco d’Assisi, che qui ricevette in dono il Monte della Verna.

Una volta superata la piazza, si intravede anche il Duomo oltre alla porta laterale della Pieve che viene utilizzata normalmente per l’accesso alla chiesa.

Il Duomo di San Leone è la chiesa medievale più importante di tutto il Montefeltro e rappresenta una delle più singolari ed importanti testimonianze dell’architettura romanico-lombarda. Dove sorge il duomo c’era già una chiesa del VII secolo ma non si sa perché si decise di costruire una nuova chiesa, più grande e più imponente. Sopra il portale d’ingresso ci sono i busti scolpiti di San Leone e di San Valentino, provenienti della chiesa antica.

La Pieve è dedicata a Santa Maria Assunta e rappresenta il più antico monumento religioso del Montefeltro. La tradizione vuole che l’edificio fu realizzato sulla cella dove San Leone si ritirava in preghiera.

Nelle immediate vicinanze, su una piccola collina, si erge la Cattedrale dedicata al Santo Leone, edificata nel 1173.

Sul fianco della cattedrale appare l’alta torre civica (torre romantica), una torre campanaria che sembra sia stata realizzata nello stesso periodo della cattedrale.

La Rocca di San Leo con la sua Torre romantica (civica), la sua storia, leggenda, l’arte…

Per tutto il tragitto, la sagoma della rocca rimane nascosta alla vista, fino a che, serpeggiando tra le colline, d’un tratto appare in tutta la sua potenza, con i due massicci bastioni circolari che torreggiano sul dirupo e in cima il corpo del castello.

Nella Rocca sono presenti due parti abbastanza distinte: il mastio, che con le sue torri quadrate e l’ingresso gotico è la parte più antica e l’ala residenziale, i torrioni rotondi e il muraglione a carena con beccatelli che li collega, di fattura più recente. I due torrioni, il muro di cinta e il mastio delimitato inoltre la cosiddetta piazza d’armi.

L’imponente rocca domina la pianura ed è situata a circa 600 metri d’altezza, da dove si può godere un panorama mozzafiato. La rocca, quando passò allo Stato Pontificio, ospitò le carceri dove venne imprigionato anche Giuseppe Balsamo, chiamato Conte di Cagliostro, ospite misterioso ed enigmatico.

Giuseppe si fingeva alchimista, mago, guaritore e massone finché non venne arrestato e rinchiuso nelle prigioni del forte si San Leo dove morì nel 1795. La leggenda narra che il suo fantasma si aggiri ancora per le sale, incapace di trovare pace.

A San Leo vengono organizzati eventi durante tutto l’anno: nell’ultimo weekend di maggio la sagra della ciliegia, prodotto tipico della Valmarecchia.

In luglio invece, i contadini scendono in strada per la festa della trebbiatura.

A fine agosto, San Leo si veste a festa per l’evento Alchimia Alchimie in onore di Cagliostro.

Il Festival Alchimia Alchimie si pone come una sfaccettata riflessione su Cagliostro e sull’alchimia nel senso più ampio del termine, alla quale è indissolubilmente legata la figura del “martire del libero pensiero”, proponendo spettacoli, concerti, mostre, approfondimenti scientifici, attività ludiche e gastronomia. Il Centro Storico diventa sede di un grande e specialistico mercatino alchemico: magie di erbe e di profumi, cristalli e pietre, “alchimia” fanno bella mostra di sé fra i banchi degli espositori presenti. Una delle serate ospita la tradizionale “Cena in onore di Cagliostro “. La Fortezza Rinascimentale si trasforma in un delizioso salotto nel quale gustare i migliori piatti della cucina locale, intervallati da spettacoli d’animazione a tema.

Dal tramonto concerti, teatro di strada, poesia, burattini, alchimie e meravigliosi spettacoli piromusicali.

Siamo circondati dalla magia. Bisogna solo osservare, osservare, osservare…

 

 

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